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LIBRO 1/21

Nuovo anno nuovo libro, credo di essere una degli ultimi a prendere in mano questo romanzo di cui non nego mi hanno conquistata, nell’ordine: il titolo, la copertina le recensioni di svariati book influencer che seguo su Ig e anche la sua brevità (sono appena 144 pag). Non conoscevo l’autore, di cui ho poi letto successive per capire fondamentalmente una cosa: perchè non l’ho capito?

Spiego meglio, il libro è scritto benissimo con un Italiano anche decisamente forbito tant’è che, non lo nego, ho imparato un sacco di nuovi termini..ma la storia mi è parsa confusa … dovessi dirlo di getto o dare un giudizio di pancia mi sembra scritto durante un viaggio sotto guida LSD. Di certo il romanzo è decisamente simbolico e racconta in chiave triller la storia di un paesino in cui Goete passò la notte in cui tutti si considerano scrittori, in questo paesino la voce narrante, giovane nipote di editore (anch’esso con velleità letterarie) viene inviato ad un festival letterario per scovare nuove promesse.

Lì incontra e conosce Padre Cornelius che gli racconta la strana storia di quando il Diavolo arrivò in quel paese e riuscì a insediarsi facendo leva proprio sulla smania di successo letterario della popolazione che ovviamente non si era accorta delle reali vesti del diavolo; smascherato soltanto da una bambina e proprio dal nostro Padre Cornelius. Non entro nel dettaglio perchè altrimenti svelo troppo ma di certo questo romanzo parla di narcisismo, di bugie di ambizione e di rabbia il tutto in uno scenario fumoso che si svolge in vari flashback in un clima che ha il sapore di un sogno che poi si trasforma in incubo … come se la sera avessi mangiato un cinghiale.

Fa per te se:

  • ami i libri brevi
  • ti piacciono i libri ad alto contenuto simbolico
  • ti piacciono i libri che nascono messaggi morali
  • ti piacciono i viaggi un po’ confusi

Non fa per te se :

  • ami le storie lineari
  • non ti piacciono i viaggi mentali
  • ti piacciono le storie con un sapore dolce o cmq positive
  • non ami il rischio di arrivare alla fine del libro dicendoti Embè?
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LIBRO 21/20

Sono arrivata alla fine di questo bellissimo libro, ci ho messo un sacco in effetti. Chissà come mai in questi due mesi appena mi mettevo a leggere o mi prendeva l’abbiocco oppure la mente iniziava a vagare da qualunque altra parte …. quindi lasciavo perdere. Potrebbe essere fossi vittima di una qualche incantesimo? Chi lo sa. In ogni caos mi sento un po’ in ripresa anche se in questi tre giorni che ci separano dal capodanno non credo di finire un altro libro.

Alla fine quest’anno ho letto meno del precedente nonostante l’obbligato isolamento sociale imposto dall’amico COVID, ma posso dire di essermeli gustati tutti.

la gentilezza

Che dire di “Cambiare l’acqua ai fiori”? Si è detto moltissimo, d’altronde è stato un vero e proprio caos editoriale… Ecco magari potrei dire questo a chi solitamente guarda con sospetto questo genere di successi, provate a leggerlo perchè è davvero un libro che merita il successo che ha avuto, ha una bella trama e un bell’intreccio; tocca un sacco di tematiche e lo fa in modo estremamente gentile … e che vi devo dire io in questo periodo ho, più che bisogno, voglia di gentilezza; me ne accordo in molti aspetti della vita.

La storia racconta di amori declinati e sviluppati in modo diverso, di genitorialità, di morte, di cimiteri di rinascita e riscatto nonchè di amicizia aiuto e sostegno.

Fa per te se:

  • ami i libri con un ritmo lento
  • ami le storie gentili
  • ami la Francia
  • ti appassionano gli intrecci familiari
  • ami le storie di rivincita
  • ami i libri con pochi personaggi

Non fa per te se:

  • non ami i libri che ti lasciano una spina nel cuore
  • ti ritieni uno allergico ai libri sdolcinati
  • ami i ritmi veloci
  • sei allergico alle stori d’amore

A me è comunque piaciuto, è stato un buon compagno di viaggio e mi ha lasciato un beota sorriso quando sono arrivata all’ultima pagina.

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IL CONTROLLO … e l’idea che abbiamo di lui

Non scrivo da un sacco …le cose mi sono scivolate di mano. L’ultima volta che ho aperto le pagine del blog era per raccontarvi della mia Covid experience, che ad essere onesti non mi è per niente piaciuta.

In questi due mesi sono passata dall’isolamento al cambio posto di lavoro sostanzialmente in un amen. Non sto li a raccontare i dettagli ma poiché l’ospedale dove lavoro è stato tramutato in un covid hospital su decisione della Regione io e i miei colleghi siamo stati delocalizzati in altre due strutture.

quando le cose non si incastrano come volevi

Che dire avevo pianificato un bel po’ di cose… acquistato un appartamento a due passi dall’ospedale in una zona che mi piace un sacco con non pochi progetti da attuare e invece l’universo ha deciso a suon di ceffoni di ricordarmi che non ci si deve attaccare eccessivamente alla forme e che il cambiamento è la base stessa della nostra esistenza. Certo il cambiamento è decisamente più eccitante quando siamo noi a volerlo e a pianificarlo… un po’ meno quando ci vieni buttato in faccia senza troppa intenzione.

Io non sono particolarmente refrattaria ai cambiamenti ma, onestamente preferisco quelli che scelgo. Difficilmente riesco ad affidarmi con fiducia al flusso delle cose, diciamo che oppongo sempre una certa resistenza ancorandomi alle mie convinzioni o ai mie programmi mentali. Fortunatamente l’ho presa molto meglio del previsto, e come spesso mi è accaduto con i cambiamenti coercitivi tutto sta andando bene.

D’altronde se è vero che alcune cose non le possiamo scegliere siamo noi a decidere come viverle e con quale atteggiamento mentale affrontarle, spesso ci dimentichiamo della forza che risiede nella nostra responsabilità, da cui arrivano i risultati raccolti.

Voi come che rapporto avete con il cambiamento? siete del gruppo “piatto ricco mi ci ficco” o del club “o mio dio meglio rimanere così nei secoli dei secoli?” Io devo riconoscere che proprio dal cambiamento ho trovato le persone più belle e le possibilità che mi hanno dato maggiori soddisfazioni, per ora posso solo dire di aver trovato delle anime belle con cui continuare a lavorare in linea con i mie principi generali e non è davvero poco, quindi stavolta mi eserciterò ad affidarmi a questo strambo destino che gioca a mischiarmi le carte anche quando mi sembra di averle fissate con il bostik

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BUON COMPLEANNO

Stamattina mi sono svegliata con il dubbio di voler scrivere o meno questo post, che alla fine è un rito che mi accompagna da anni. Ieri tantissimi mi hanno scritto per farmi gli auguri e credo che per il primo anno, e ormai ne son passati 41, il mio ringraziamento non possa essere più vero. Da venerdì scorso sono chiusa in casa in isolamento perché mi sono beccata il mitico COVID è stato lui il mio unico compagno in questo strano compleanno. Eh già me lo sono beccato nonostante le mille attenzioni, nonostante non vada a cena fuori da tre mesi, nonostante mille cose. Appena me lo hanno comunicato alla comparsa dei primi sintomi ho provato una rabbia incredibile … eppure ero stata attenta. In un attimo tutte le polemiche da web hanno fatto cassa di risonanza buttandomi in una specie di giudizio universale. Da li i primi sintomi e quindi la fottutissima paura della malattia gestita in completa solitudine. Perché la mente lavora, oh già se lavora specie se è a casa nonostante cerchi di anestetizzarla con serie tv giochini su varie app, libri, riviste ecc, nonostante non guardi i tg tutta l’energia conflittuale di questi mesi che si respira ti investe come un tram in piena faccia.

Io mi sento quindi di non fare polemiche ma di far riflettere su questo: oltre ad essere così attenti nella ricerca degli errori degli altri , siate attenti ai bisogni degli altri … ai vicini che magari non vedete da un po’ e anche alle loro esigenze. è facile arrabbiarsi additando gli altri ma questa rabbia non farà di certo da scuso al virus …. perché comunque di quello si tratta …..

Quindi dopo alcuni giorni di sclero posso dire grazie a questo compleanno

  • perché c’è stato
  • perchè mi ha fatto sentire vicine le persone in modo diverso
  • perchè mi ha fatto pensare a quanto questo isolamento sociale ci stia anestetizzando
  • perchè mi ha fatto riscoprire aspetti di me che non ricordavo
  • perchè mi ha fatto lavorare ancora sul giudizio
  • perchè spero mi abbia portato in regalo la capacità di lasciar andare.

In ogni caso ieri ho festeggiato lo stesso, ho cucinato mi sono tolta il pigiama, ho fatto le foto di rito e ho aperto i regali che mi hanno lasciato sul pianerottolo. Grazie davvero a tutti per i pensieri di ieri , spero di rimettermi in forma il prima possibile vi lascio augurandovi buona giornata di Ognissanti ricordandovi di star più attenti ad essere presenti piuttosto che ad aver ragione.

Ora però caro virus … immagino che dentro di me si stia piuttosto comodi ma gradirei te ne uscissi. Cordialità.

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LIBRO20/20

Ho letto di questo libro su molti blog di amiche creative. Io ho iniziato a fare maglia circa cinque anni fa, per me è stata una conquista graduale raggiunta con parecchio esercizio non senza consumare i tasti stop and go di vari video You Tube. Nella mia vita, però è sempre stata presente; sempre a casa mia sono stati presenti gomitoli. Mia madre mi ha confezionato maglie bellissime e ricordo merende a casa della nonna dove lei e la zia facevano soprattutto calzini; guardare le loro sapienti mani destreggiarsi con il gioco di ferri allora credo fosse quasi magico. I filati hanno accompagnato tutta la mia vita come creatività manuale, come rifugio di bellezza come riserva di gioia.

La maglia è stata famiglia, casa fondamentalmente calore e mamma. Mia madre ha provato tante volte ad insegnarmi ma da giovane non avevo voglia, non ne intuivo il potere di ristoro che poteva avere per la mia mente e per il mio cuore. Per fortuna sono sempre stata attratta dal mondo creativo e non mi sono mai chiusa alle novità, complici anche le frequentazioni ho riabbracciato il mondo dei filati prima con l’uncinetto e poi con i ferri. Imparare questa nobile arte sicuramente mi ha aiutato a sciogliere parecchi nodi nella mia mente e nel mio cuore riavvicinandomi ad un modo di essere più attento ed autentico nei miei confronti e anche verso gli altri. mi piace pensare che riappropriarmi della confidenza con quei filati mi abbia anche un po’ riconciliato con la linea familiare. Insomma questo libro ripercorre in modo acuto l’evoluzione femminile e l’emancipazione di genere alla luce di questa arte intrecciando il tutto alla biografia dell’autrice.

fa per te se

  • ami la maglia
  • ti interessi di parità di genere
  • ti piace la dimensione creativa

non fa per te se:

  • ti annoia anche solo pensare alla maglia
  • pensi che il femminismo sia roba vecchia
  • pensi che sian solo lavoretti
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E TU TI PREMI?

A volte me lo chiedo ma noi ci premiamo abbastanza? Non intendo se ci compriamo sufficienti oggetti per dirci che siamo stati bravi (quello credo che avvenga frequentemente) intendo proprio se a fine giornata ci guardiamo dentro e ci diamo dei grandi “pat pat” sulla spalla. Voglio dire, ho iniziato a pensare a questa cosa dando i premietti ad Otello per educarlo ad imparare nuovi comportamenti….lui è tutto contento quando li vede ed impara molto prima.

é ovvio che le situazioni non siano comparabili non pensavo ad installare a casa un dispenser di croccantini (nel mio caso di caramelle gelè) ma riflettevo sui nostri meccanismi di apprendimento e di come per noi adulti possano essere strettamente correlati alla motivazione personale ma anche al riconoscimento esterno.

Quando ricerchiamo il consenso fuori è un po’ come lanciare una monetina in alto a volte ci va bene e riscuotiamo consenso … altre male e riceviamo torsoli di mele (non letterali) in entrambi i casi spesso rimaniamo in tensione aspettando la risposta degli altri e questo a lungo andare potrebbe minare la nostra motivazione perché potrebbe generare in noi l’idea di essere sbagliati.

Io credo che a fine giornata ognuno di noi dovrebbe concentrarsi sul proprio ricordo e scriverne i punti salienti, e ringraziare per le cose belle che sono accadute ma anche per quelle che non sono state comprese. Occorre distanziarci dal nostro vissuto in modo che l’ “osservatore Interno” lasci dietro di sè le emozioni che gli danno intensità. A fine giornata magari quando siamo nel letto diamoci il permesso di perdonarci per gli errori commessi e di dirci “bravo” per le cose fatte bene diamoci il permesso di affrontare con speranza il girono successivo ricordandoci sempre che siamo noi gli attori di quelle giornate

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METTIAMO A POSTO LE COSE

Piano piano piccoli progetti prendono forma e rientrano nella lista “conclusi”; contemporaneamente altri prendono forma nelle mani e nella mente. A casa mia ho accumulato davvero tantissimi metri di stoffa, stoffe che amo e che mi ricordano luoghi e spesso amiche che non vedo da tempo.

Non riesco mai ad essere cosi organizzata da scegliere un progetto e conseguentemente i materiali, di solito mi innamoro di un materiale e da li, scelgo un progetto. Queste stoffe erano perfette per diventare delle sportine per la spesa e quindi mi sono messa li è pian piano il tutto ha preso forma rendendomi estremamente felice. Avere oggetti unici è una grande soddisfazione per chi è creativo, sapere che nessuno potrà avere la medesima borsa rende, anche la più banale delle spese più bella. Mi piace sempre fare cose per me e per chi amo anche in questo periodo così strano per tutti.

il bello di avere una nuova casa è anche questo, il poter creare nuove decorazioni utilizzando il materiale che ho , così ogni cosa mi parlerà di luoghi e persone che saranno per sempre nel mio cuore.

Gli spazi creativi che ritaglio al mio tempo servono per riportami nella dimensione progettuale, ad affrontare meglio le delusioni, a ritrattare le aspettative e a dar loro sempre meno importanza. Imparare a revisionare le etichette dando loro sempre meno importanza mi aiuta davvero a rimanere aderente a me stessa. E voi avete delle strategie per non farvi dominare dai transitori impeti emotivi?

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LIBRO 18/20

ho scovato questo libro in biblioteca, cercavo qualcosa che mi ispirasse e una ragazza mi ha detto …. guarda questo è decisamente carino…. Sti cactus….. alla fine mi sono fatta convincere dal fato. Il libro è davvero carino è ben scritto non è banale e non è particolarmente profondo dicerto

fa per te se

scopri la ricchezza nell’altro
  • sei un maniaco del controllo
  • difficilmente deleghi
  • difficilmente chiedi aiuto
  • sei particolarmente esigente
  • tendi ad avere parecchi pregiudizi
  • ami le storie a lieto fine

non fa per te se

  • ti annoiano le storie dove vince l’ammmmoreee
  • odi le scritture un po’ lente
  • hai una visione del mondo estremamente pessimista

la protagonista vive una vita decisamente abitudinaria e tranquilla, ha una serie di schemi che la proteggono nel suo bozzolo ma che la isolano anche dagli affetti e le danno l’illusione di poter controllare tutto. Senonché una gravidanza inaspettata, un lutto e una lite per l’eredità le fanno scoprire che il mondo esterno, quando vinciamo le nostre resistenze non è poi sempre cattivo ma nasconde perle di sorprendente gentilezza. Nonostante la semplicità della storia, questo libro mi ha fatto risuonare spesso la domanda “ma tu chiedi aiuto ogni tanto? ti fidi degli altri?”. A volte ci incaponiamo in certe direzioni per orgoglio altre ci isoliamo nei nostri mondi invidiando la fortuna altrui senza conoscerne le storie…spesso siamo proprio noi ad impedire l’accesso alla nostra fortezza pretendendo un improbabile ascolto e sostegno. Insomma per essere un romanzo dallo strambo titolo fa crescere un serie di riflessioni belle e ricche di ottimismo. A me piacciono i libri cosi non certo sdolcinati …ma positivi perchè nutrirsi di immagini negative non ci aiuta di certo a produrne di positive.

In questo periodo ho letto parecchio ho anche un libro 19 … ho letto il primo della serie di Rocco Schiavone di cui sono super fan televisiva ….ovviamente su quello c’è ben poco da scrivere se non che è assolutamente da leggere.

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LIBRO 14/20

“L’umiltà è trovare il nostro posto sotto le stelle”

Ecco la cosa buona di questo caldo è il fatto che si possono scegliere attività a risparmio energetico come la lettura. Questa volta tocca ad un saggio…. eh lo so ma non ho voluto strafare è da tanto che è li nello scaffale virtuale, andava letto. Da parecchio in giro sul web, specialmente sui social come IG, seguo persone che parlano di gentilezza , la bravissima illustratrice Burabacio ne ha fatto il tema dei suoi ultimi lavori e la divulga in tutti i modi (se non la seguite dove rimediare ed iscrivervi alla sua newsletter specie se avete figli) e la bravissima Lavinia con il suo graziendario e la pratica mindfulness ne è sicuramente ambasciatrice (anche si lei vi lascio il link.

Insomma di gentilezza se ne sta parlando di più ma sempre non abbastanza, molti “pensatori” iniziano a sostenere che la società abbia bisogno di una rieducazione in tal senso: alla gentilezza che ci apre gli occhi verso l’altro includendolo nel nostro mondo.

Ho quindi acquistato questo libro di Ferrucci perché è un celebre psicosintetista, allievo di Assagioli e quindi mi aspettavo trattasse l’argomento partendo da meteparadigni a me affini e con riferimenti a me già conosciuti e poi perchè volevo dare una connotazione mentale alla cosa senza cadere nella melensità. about:blankImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaSeleziona immagineInserisci dall’URL

Il libro, come previsto non mi ha deluso, è scritto bene, non annoia e non è troppo cervellotico, alla fine ci sono anche degli esercizi da fare in tranquilla autonomia. in più è suddiviso in brevi capitoli quindi la lettura può essere comodamente frazionata senza perdere il filo (questo serve a chi come me legge più cose contemporaneamente ahaha). Comunque Ferrucci esplora la gentilezza trattando singolarmente le sue manifestazioni fornendo moltissimi esempi e un sacco di storie.

Il testo parla di:

  • sincerità
  • innocuità
  • perdono
  • calore
  • appartenenza
  • contatto
  • fiducia
  • empatia
  • attenzione
  • umiltà
  • pazienza
  • generosità
  • rispetto
  • flessibilità
  • lealtà
  • memoria
  • gratitudine
  • servizio
  • gioia

insomma non è che la gentilezza sia un semplice “sorrisi e bonismo per tutti” leggere questo libro mi ha fatto riflettere parecchio su quante porte chiudiamo alle possibilità nella nostra giornata …occorre fare attenzione perchè da quelle porte può entrare qualcosa di bello.

Fa per te se:

  • ti interessa la tematica
  • ti piacciono i racconti
  • ti interessa la crescita personale
  • ti interroghi su temi inerenti la felicità
  • vorresti cambiare qualcosa

Non fa per te se

  • ti annoiano queste tematiche
  • pensi che il tema sia inflazionato
  • pensi che come si nasce si muore
  • sei allergico al cambiamento

A me il libro è piaciuto moltissimo proprio perché non fa enormi voli pindarici ma è ben ancorato alla quotidianità. Un libro da sottolineare e tenere in prima fila sullo scaffalale in modo da leggerlo ancora ed ancora quando ci sentiamo un po’ tristi e incompresi.

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LIBRO 13/20

Stasera sono caduta …ma non caduta tipo semplice…no cari miei caduta cinematografica con tanto di scivolata con arto inferiore incastrato nel cesto portabiancheria vuoto…. la mia goffaggine è davvero incredibile; ringrazio madre natura di avermi fatto coibentata …con airbag di serie e tendenzialmente rimbalzante…detto ciò prima ho fatto le scale coi lacrimoni domani potrei non essere al top …tutta colpa di una attimo di smania verso le pulizie domestiche.

una bella sorpresa

Veniamo però a noi …questo piccolo incidente mi ha dato la possibilità di finire un libro iniziato venerdì sera cioè “Le assaggiatrici”. Non è certo una nuova uscita, l’ho infatti comprato in offerta Feltrinelli tipo due libri a 9.99 e mi ricordavo delle belle recensioni sui profili di alcune bookinfluencer che seguo. Insomma l’ho preso anche se io non sono molto attratta dai romanzi ambientati nel periodo nazzista….non lo so li trovo sempre troppo toccanti alla fine li sogno e non è un bel sognare (quasi rimpiango is ogni post Stephen king).

Il romanzo è interamente incentrato sulla storia di Rosa Sauer che viene reclutata con altre donne a fare l’assaggiatrice del cibo del Furer prima che lo debba mangiare lui. il romanzo si svolge raccontando le storie di alcune ragazze del gruppo che diventano “amiche”. Il testo da moltissimi richiami di riflessione morale cos’è giusto e sbagliato quando si deve sopravvivere? esiste l’amicizia nella coercizione? e l’amore? Una storia davvero ricca e che ti tiene incollato per tutto il libro, scritto bene …non mi è troppo piaciuto il finale ma forse è perchè non avrei voluto finisse ancora. Gli uomini sono ovviamente presenti nel racconto ma si può dire che siano comunque una presenza marginale quasi di contorno …un romanzo femminista? non saprei non amo particolarmente le etichette …di certo un buon libro da tenere nella libreria di casa.

Fa per te se:

  • ami i romanzi ambientati in periodo bellico
  • sei appassionato della storia nazista
  • ami i romanzi femminili
  • ti piace farti domande ed elucubrazioni di natura morale
  • ti piacciono i finali a metà

Non fa per te se:

  • odi i finali a metà
  • non ti piace sentire lo stomaco contorcersi per le ingiustizie
  • preferisci i romanzi che non ti fanno domande
  • ritieni di saperne già troppo

Ecco in questo caso il libro non l’ho scelto per la copertina, anche perchè devo dire che la trovo parecchio inquietante.

Auguro a tutti una buona settimana …vi farò sapere se domani scenderò le scale o calerò una corda dal poggiolo.