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LE MIE MANIE

Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore
Dalle ossessioni delle tue manie
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare
.

Battiato

Cantava il mitico Battiato…. io di manie ne ho davvero un sacco; attualmente ne sono più consapevole e le controllo meglio ma veramente a volte mi ritrovo a riderne perché ancora mi fanno sbroccare. All’inizio mi credo delle abitudini che sostanzialmente mi diano l’illusione del controllo ma poi ne rimango sostanzialmente ingabbiata. A voi come va? ne avete di manie? Riuscite a gestirle o ne siete schiacciati? Io principalmente ne rido e cerco di usarle in mod più razionale provo ad elencarne alcune

bullet journal
  • la puntualità …su questa non riesco a venire a compromessi neppure oggi dopo tanti anni, responsabile mia madre che ci preparava ore prima anche per la messa …neppure dovessimo imbarcarci in aereo ogni domenica.
  • le liste: non solo quella della spesa ma sostanzialmente credo di avere una lista per ogni cosa e di fare liste ogni volta che mi pare che i pensieri siano così ingarbugliate da non trovare un’uscita …eh già perché nel mio caso quando distribuivano la pazienza ero in bagno
  • la cancelleria: bhe vorrai mica scrivere le liste con una impersonale bic nera no? io amo le penne colorate, i post-it le carte su cui scrivere, gli evidenziatori non vi dico per decenza il numero di quadernini in mio possessi …non li riempirei tutti neppure fossi la reincarnazione dei Hemingway.
  • le serie tv: questa forse è quella che mi ingabbia di più perché mi ruba più tempo…. eh già perché non è che riesco a fare come gli altri che guardano la tv mentre fanno altre cose: ricamano, cucinano, puliscono o fanno maglia. Eh no io devo star concentrata sulla storia e sui personaggi…. ecco ne faccio indigestione mannaggia ad amazon prime video…. resisto a Netflix altrimenti non leggerei neppure più un deplian.

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LIBRO 6/21

“Ogni volta (lo giuro, ogni volta) che ho la meglio in una discussione finisce che me ne pento, e chiedo pure scusa. Il mio problema è che non sopporto la vista delle persone umiliate, anche quando se lo meritano. Credo che ci sia qualcosa di sbagliato nell’aver ragione.”

Ho scelto questo libro per due ragioni:

  • copertina sgargiante e un po’ misteriosa
  • il titolo (soprattutto il sottotitolo) chi non ha mai detto questa frase o, specialmente in questo periodo di spumeggiante ilarità cosmica, non l’ha pensato almeno una volta?

Non avevo mai letto nulla di DeSilva (anzi non è vero nel 2018 ho letto “Superficie” e probabilmente non l’ho capito) o per meglio dire nessun romanzo…. men che meno conoscevo Malinconico. Insomma le avventure di questo avvocato sono decisamente celebri e devo dire che è un personaggio che si fa amare praticamente subito. Il nome farebbe pensare ad un losco figuro tendenzialmente palloso e lugubre…invece ci appare un uomo con un umorismo fortissimo. Ho iniziato a leggerlo con sospetto e quasi subito mi sono ammazzata dal ridere, come non accadeva da un po’ leggendo un libro.

La storia racconta di una ragazza, figlia del sindaco, che fa la escort e, durante una retata della polizia scappa e trova rifugio proprio a casa di Malinconico. La ragazza tornerà dal protagonista, non a casa, bensì in studio per essere da lui rappresentata e difesa per un ricatto causato proprio dalle sue attività illecite che danneggerebbero la carrier politica del padre. Mentre si svolge l’avventura della ragazza nel trovare chi sta ricattando il padre con il video della figlia viviamo parallelamente la storia di Malinconico che è innamorato e ricambiato, con prudenza, che casualmente inizia una serie di accertamenti diagnostici da cui si scopre che ha un cancro e che dovrà quindi subire i trattamenti del caso.

Si intreccia quindi la storia di Malinconico con quella del caso che dovrebbe rappresentare, i personaggi che si presentano sono decisamente ricchi di personalità e ritengo improbabile possano lasciare indifferente anche il lettore più anaffettivo. Una storia davvero simpatica dove il protagonista si trova davvero a fare i conti con i valori che contano: l’amore, la giustizia, la morte, la famiglia il tutto condito da una buona dose di paura di rimanere da soli.

Insomma 320 pagine che scorrono davvero veloci e che spesso ti lasciano con un bel sorriso stampato in faccia…. che si sa è il miglior degli accessori .

Fa per te se:

  • sei un tipo facile alla risata
  • ti sta simpatico l’uomo medio
  • ti piace l’intersecarsi di più storie e tematica nel medesimo canovaccio
  • ti affezioni ai personaggi
  • ti immagini vivamente le scene (tipo sit com)

Non fa per te se:

  • ti aspetti intrecci tipo CSI
  • ti piacciono i protagonisti al top
  • sei allergico all’umorismo
  • sei appassionato alle serie tv di avvocati … qui forse rimarresti deluso
  • non ti piacciono i libri con “la morale nascosta”

Un libro davvero bello da regalare a qualche amico simpatico e che ama la pluralità dell’imperfezione. Di certo alla fine del libro, cui finale non rivelerò, non possiamo che essere d’accordo con il protagonista i valori che contano dovrebbero attirare la nostra attenzione prima di rischiare di perderli.

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LA RUOTA DELL’ANNO

C’era una volta seduto su un trono un re di bastoni dal portamento forte e sicuro con sguardo fiero e rassicurante guardava sempre attento l’orizzonte appoggiandosi saldamente al suo scettro; guardava avanti con speranza aspettando l’arrivo di qualcosa di grande.

Un giorno a galoppo su un bellissimo cavallo bianco arrivò sorridendo il sole portando con se fiori e colori con il suo spirito fresco e caloroso porta la vita, la felicità e la luce anche nelle zone più ombrose del regno.

Corre però veloce sul suo destriero, corre incontro alla ruota della fortuna la quale ricorda al re che non è buona abitudine attaccarsi troppo alle cose perché nulla è immobile e la vita è governata dal cambiamento le cui leggi spesso sono sconosciute agli uomini.

Spesso l’uomo si illude di controllare la realtà e proprio in quel momento accade che l’uomo perda qualcosa o tutto come i due poveretti che stanno cadendo dalla torre in fiamme, stavano così bene insieme al sicuro tra le mura della torre ora invece ne vengono violentemente scalzati.

Per fortuna dopo la tempesta l’uomo riprende il controllo della sua vita salendo sul carro e prendendo decisioni sagge e ponderate che lo portano a raggiungere i propri obietti non senza lavoro e fatica.

Dopo aver così tanto faticato il nostro uomo si riposa e gode dei doni ricevuti e delle soddisfazioni avute dopo aver condotto l’impresa… si riposa seduto a braccia conserte aspettando però il semestre successivo.

Proprio l’asso di denari gli ricorda di ripartire dal mondo della concretezza e dei bisogni basilari, dal mondo della materia occorre accumulare energia per affrontare i prossimi sei mesi dell’anno.

L’ uomo prosegue il cammino e si dispera vestito a lutto in un 5 di coppe per dei beni perduti senza badare alle ricchezze che sono ancora presenti alle sue spalle e che sono il primo passo da cui ricominciare la risalita.

Dopo un periodo introspettivo di ricerca e di crescita il nostro uomo si ferma con gli amici ad una festa in cui è invitato a ballare una danza antica con 5 bastoni dove per riuscire a oltrepassare le difficoltà occorre lasciare che ogni partecipante interpreti la musica a modo proprio.

A quel punto l’ uomo rimane appeso per cambiare prospettiva, trovare soluzione ai conflitti, vedere meglio la realtà e ad aspettare attentamente l’ispirazione giusta per proseguire il suo viaggio.

Torna quindi in città accolto da una donna con una festa floreale e 4 bastoni che sorreggono una bellissima corna di fiori appena colti , qui vivrà in modo stabile e felice festeggiando la prosperità della casa con gli amici.

Ma un Cavaliere di coppe lo viene a chiamare ricordandogli che il viaggio deve ricominciare proprio ora che grazie alla protezione delle stelle è riuscito a diventare padrone e a gestire il proprio mondo emozionale

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LIBRO 4/21

Fatto sta che sì, lo conoscevo. Eravamo cresciuti insieme. Per molto tempo mi era addirittura piaciuto.

Libro quarto, scelto probabilmente a caso tra le mille suggestioni trovate in rete. di certo non l’ho scelto per la copertina che, con il senno di poi doveva già darmi un’idea sull’atmosfera decadente che domina il romanzo. Questo è l’ultimo libro di una trilogia scritta da Haruf e tradotto sempre da Fabio Cremonesi. Per cogliere il senso profondo di questo romanzo credo sia utile studiare e conoscere almeno un po’ la poetica dell’autore cosa che ovviamente io non l’ho fatto … il mio approccio è stato “tuffo a bomba poi vediamo se l’acqua è sufficientemente alta”.

Il romanzo racconta la storia di questo Jeck che ricompare a Holt dopo anni in cui era sparito …. la sua scomparsa non fu casuale ma lui scappò in seguito ad una importante truffa economica lasciando in braghe di tela la moglie da cui aveva avuto due figli ed aspettava il terzo proprio in quel momento. Lui scappa la moglie resta sola ed isolata dai cittadini che in mod conscio o meno la incolpano per quanto successo e lei paga questa colpa perdendo la bambina che portava in grembo. A un certo punto lei si reinnamora ecc ecc ecc non sto qui a raccontare i dettegli dei pochi colpi di scena presenti. Il narratore che appare in prima battuta quasi esterno ai fatti si troverà completamente coinvolto ed alla fine porello pure un po’ sfortunato …. diciamo che l’amore è presente sotto diverse declinazioni passionali.

Fa per te se:

  • ami i libri scritti in modalità cronaca
  • ami i libri lenti
  • ami i libri molto descrittivi
  • ti piacciono i flashback
  • ami i libri in cui la città stessa è protagonista indiscussa
  • ami le descrizioni dei paesaggi
  • ami i personaggi di carattere

Non fa per te se:

  • non ami la lentezza
  • ti disturba ad un certo punto pensare…e mha che sfortuna
  • non apprezzi le descrizioni/ricordi
  • non ami i finali aperti

Un libro comunque da leggere ed un autore da conoscere, scritto egregiamente che ti lascia davvero la sensazione di camminare per le strade della cittadina guardando i negozi che chiudono.

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LIBRO 3/21

Ma voi li leggete i libri in fumetto? credo che la categoria sia da definire come Graphic Novel …ma onestamente non so se in questa categoria rientrino tutti i fumetti bhu per il mio cervello un fumetto è un fumetto in qualsiasi forma estetica si possa presentare. La domanda comunque è seria voi li leggete? li considerate libri? allora io francamente credo di aver letto gli ultimi fumetti quando leggevo Geppo quello del diavolo che cerca di fare le buone azioni sulla terra con gli umani e faceva un sacco di casini… forse da riferimenti culturali di questo genere trae spunto la mi leggendaria grazia ..ma vabbè questo non centra.

In questo periodo mio marito si è intrippato con quelli di Zerocalcare, ovviamente sapevo chi fosse ben prima della comparsa di un suo libro a casa mia ma onestamente lo seguivo sul blog e sulla pagina FB … nulla mi ha mai smosso a comprare i suoi libri.

Bhe grazia a Silvio mi sono dovuta ricredere ho letto il primo e mi è piaciuto un sacco, impossibile non leggerlo ripensando alla voce dei suoi video…. davvero un bel libro anche dal punto di vista dell’oggetto in se ottima carta e rilegatura perfetta … se non ne avete mai provato uno potrebbe essere il momento di dare una possibilità a questo mondo

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TE LA RICORDI LA NORMALITA’?

Venerdì sono tornata a Cantalupa per godermi un po’ il verde e anche i miei animaletti, in più in questo periodo c’è sempre la speranza di godersi gli incantati paesaggi innevati no? Comunque l’organizzazione era perfetta, borsa pronta già portata con me al lavoro dal mattino, casa chiusa e pulita obiettivo principale uscire in orario dal lavoro per evitare di arrivare troppo tardi col treno.

Ecco come previsto il pippone sul controllo di qualche post fa era appunto solo un pippone; io proprio a non organizzare maniacalmente le cose non riesco … ho la sindrome del puzzle esistenziale probabilmente. Comunque, come organizzato, riesco ad uscire in orario dal lavoro e becco pure quasi subito il bus per arrivare alla stazione di Porta Susa con appena 24 fermate. Salgo, fortunatamente mi siedo (fortunatamente perchè tra zaino , borsa e super giaccone davvero sembravo la Befana) e quindi scrivo a mio marito l’orario di arrivo; risposta “a ma io a quell’ora ho appuntamento con l’architetto” risposta pensiero ma mammaggialaput…a non potevi dirmelo prima? Ecco mio marito è l’opposto lui è il tipico con la personalità “già che devo uscire per fare questo inanelllo altre 18 attività” che ovviamente manderanno i piani in caciara ma tanto che te frega non avevamo altro da fare…. Ma magari tu Dio santo pregevole creatura io avevo una lista di cose lunga mezzo rotolone regina.

Sicché mi riorganizzo e decido di prendere il treno dopo perché, con tutto il rispetto per Pinerolo, preferisco aspettare un’ora e mezzo a Torino porta Susa piuttosto che nella tamarrissima stazione di cui sopra. Sbarcata a Porta Susa mi immagino che ci sia almeno un bar aperto per prendere un cappuccino e per sedermi comodamente all’aperto aspettando l’orario e leggendo un libro. Speranza in frantumi Porta Susa tipo deserto del Sahara se non per una quantità di persone stranamente elevata per il periodo con ventordici buste di acquisti …. il criceto del cervello si mette in moto: ah probabilmente ci sono i saldi, quindi …ah già ma oggi siamo in giorni GIALLI quindi bar aperti con possibilità di sbraco all’interno.

Bar bon 25

Decido allora di avventurarmi e di attraversare Corso Inghilterra per andare in un bar dove andavo spesso prima del lock-down (spesso proprio perché attiguo alla stazione) per alcuni motivi fondamentali: il personale è gentilissimo, i dolci sono tantissimi e ottimi e fanno un cappuccino da urloooo.

Sono quindi entrata nel locoale dove c’era una coppia che chiacchierava e; ragazzi che emozione assaporare un gesto che fino alla scorso anno era normalmente banale cioè ordinare un cappuccino e berlo al tavolino leggendo un libro …sorridere ai camerieri essere quasi commossi alle battute: insomma un bellissimo momento, vissuto grazie alla disorganizzazione cronica di mio marito (ma questo magari non diciamoglielo).

Voi come siete messi con la nostalgia da normalità? a me mancano addirittura gli abbracci e chi mi conosce lo sa che ne sono abbastanza allergica.

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BUON ANNO

Mi sono accorta adesso che non ho fatto il solito post di inizio anno …. un anno decisamente strano che mi ha tolto parecchio ma anche regalato tantissimo. Un anno così strano si merita che in quello successivo non ci siano bilanci e dichiarazioni di obiettivi al massimo di intenzioni. Io voglio profondamente dedicare questi prossimi 365 giorni al mio benessere facendo le cose che amo con le persone che amo …insomma vorrei un 2021 all’insegna degli affetti ed è in questo senso che voglio muovermi: star meglio con me e con il mondo circostante.. Ho iniziato quest’anno con un nuovo progetto Knit di Steven West che voglio assolutamente portare a termine, sto leggendo un sacco di arretrati, non tanto libri ma file vari che mi ero salvata inerente tarocchi e crescita personale. Ecco che farne della mia esperienza formativa coi tarocchi? ovviamente migliorarla e metterla in pratica il più possibile non certamente per indovinare il futuro ma per sentire in me l’eco dei consigli che mi danno i simboli nascosti al loro interno. Ho preparto la ruota dell’anno il giorno di Capodanno spero di condividerne preso la storia con voi. Per il resto tutto procede regolarmente; ah già ho fatto il vaccino; non sto certo li a dire cose in merito, non tanto perché non ne avrei ma perché mi pare di sprecare l’ossigeno prodotto dalle piante per cose che mi appaiono banali non si può essere sostenitori del progresso solo quando si parla di tecnologia ed informatica e pensare che la medicina sia una scienza esatta è frutto dell’illusione della vita eterna, purtroppo nonostante medicina 33 ed Elisir non c’è una risposta matematica ad ogni problema di salute perché l’uomo non è solo l’espressione di quella malattia ma è esso stesso un sistema molto più complesso. In sintesi IO MI VACCINO Perché L’ESPERIENZA DEL COVID NON MI è PIACIUTA QUINDI GRADIREI NON RIPETERLA, LUNIVERSO MI HA Già INSEGNATO PARECCHIO CON QUESTA ESPERIENZA. GRAZIE.

giochi

Mi sono iscritta ad una piattaforma per lettori che si chiama GOODREADS, non so se riuscirò mai a comprenderne per bene tutte le potenzialità ma se qualcuno di voi cerca uno stimo lo per leggere di più e conosce bene l’inglese è una piattaforma ricca di gruppi che programmano sfide e giochi che possono risvegliare la voglia di prendere un libro in mano.

Ho un discreto numero di libri da leggere, schemi di maglia cui dar vita, filati cui far prendere forma, abbracci da consegnare e ricette da provare …probabilmente a questo menù dovrò aggiungere un po’ di sana disciplina che mi aiuti a preservare e difendere il tempio del mio corpo lasciato un po’ a se stesso in quest’ultimo periodo ma pian piano fare mo tutto.

Bene ora che il mio Buon anno è stato almeno impresso nel mondo del virtuale vi aspetto per il libro 2 dell’anno frutto dle tempo che posso dedicare alla lettura in vacanza

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LIBRO 21/20

Sono arrivata alla fine di questo bellissimo libro, ci ho messo un sacco in effetti. Chissà come mai in questi due mesi appena mi mettevo a leggere o mi prendeva l’abbiocco oppure la mente iniziava a vagare da qualunque altra parte …. quindi lasciavo perdere. Potrebbe essere fossi vittima di una qualche incantesimo? Chi lo sa. In ogni caos mi sento un po’ in ripresa anche se in questi tre giorni che ci separano dal capodanno non credo di finire un altro libro.

Alla fine quest’anno ho letto meno del precedente nonostante l’obbligato isolamento sociale imposto dall’amico COVID, ma posso dire di essermeli gustati tutti.

la gentilezza

Che dire di “Cambiare l’acqua ai fiori”? Si è detto moltissimo, d’altronde è stato un vero e proprio caos editoriale… Ecco magari potrei dire questo a chi solitamente guarda con sospetto questo genere di successi, provate a leggerlo perchè è davvero un libro che merita il successo che ha avuto, ha una bella trama e un bell’intreccio; tocca un sacco di tematiche e lo fa in modo estremamente gentile … e che vi devo dire io in questo periodo ho, più che bisogno, voglia di gentilezza; me ne accordo in molti aspetti della vita.

La storia racconta di amori declinati e sviluppati in modo diverso, di genitorialità, di morte, di cimiteri di rinascita e riscatto nonchè di amicizia aiuto e sostegno.

Fa per te se:

  • ami i libri con un ritmo lento
  • ami le storie gentili
  • ami la Francia
  • ti appassionano gli intrecci familiari
  • ami le storie di rivincita
  • ami i libri con pochi personaggi

Non fa per te se:

  • non ami i libri che ti lasciano una spina nel cuore
  • ti ritieni uno allergico ai libri sdolcinati
  • ami i ritmi veloci
  • sei allergico alle stori d’amore

A me è comunque piaciuto, è stato un buon compagno di viaggio e mi ha lasciato un beota sorriso quando sono arrivata all’ultima pagina.

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LIBRO 18/20

ho scovato questo libro in biblioteca, cercavo qualcosa che mi ispirasse e una ragazza mi ha detto …. guarda questo è decisamente carino…. Sti cactus….. alla fine mi sono fatta convincere dal fato. Il libro è davvero carino è ben scritto non è banale e non è particolarmente profondo dicerto

fa per te se

scopri la ricchezza nell’altro
  • sei un maniaco del controllo
  • difficilmente deleghi
  • difficilmente chiedi aiuto
  • sei particolarmente esigente
  • tendi ad avere parecchi pregiudizi
  • ami le storie a lieto fine

non fa per te se

  • ti annoiano le storie dove vince l’ammmmoreee
  • odi le scritture un po’ lente
  • hai una visione del mondo estremamente pessimista

la protagonista vive una vita decisamente abitudinaria e tranquilla, ha una serie di schemi che la proteggono nel suo bozzolo ma che la isolano anche dagli affetti e le danno l’illusione di poter controllare tutto. Senonché una gravidanza inaspettata, un lutto e una lite per l’eredità le fanno scoprire che il mondo esterno, quando vinciamo le nostre resistenze non è poi sempre cattivo ma nasconde perle di sorprendente gentilezza. Nonostante la semplicità della storia, questo libro mi ha fatto risuonare spesso la domanda “ma tu chiedi aiuto ogni tanto? ti fidi degli altri?”. A volte ci incaponiamo in certe direzioni per orgoglio altre ci isoliamo nei nostri mondi invidiando la fortuna altrui senza conoscerne le storie…spesso siamo proprio noi ad impedire l’accesso alla nostra fortezza pretendendo un improbabile ascolto e sostegno. Insomma per essere un romanzo dallo strambo titolo fa crescere un serie di riflessioni belle e ricche di ottimismo. A me piacciono i libri cosi non certo sdolcinati …ma positivi perchè nutrirsi di immagini negative non ci aiuta di certo a produrne di positive.

In questo periodo ho letto parecchio ho anche un libro 19 … ho letto il primo della serie di Rocco Schiavone di cui sono super fan televisiva ….ovviamente su quello c’è ben poco da scrivere se non che è assolutamente da leggere.

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LIBRO 14/20

“L’umiltà è trovare il nostro posto sotto le stelle”

Ecco la cosa buona di questo caldo è il fatto che si possono scegliere attività a risparmio energetico come la lettura. Questa volta tocca ad un saggio…. eh lo so ma non ho voluto strafare è da tanto che è li nello scaffale virtuale, andava letto. Da parecchio in giro sul web, specialmente sui social come IG, seguo persone che parlano di gentilezza , la bravissima illustratrice Burabacio ne ha fatto il tema dei suoi ultimi lavori e la divulga in tutti i modi (se non la seguite dove rimediare ed iscrivervi alla sua newsletter specie se avete figli) e la bravissima Lavinia con il suo graziendario e la pratica mindfulness ne è sicuramente ambasciatrice (anche si lei vi lascio il link.

Insomma di gentilezza se ne sta parlando di più ma sempre non abbastanza, molti “pensatori” iniziano a sostenere che la società abbia bisogno di una rieducazione in tal senso: alla gentilezza che ci apre gli occhi verso l’altro includendolo nel nostro mondo.

Ho quindi acquistato questo libro di Ferrucci perché è un celebre psicosintetista, allievo di Assagioli e quindi mi aspettavo trattasse l’argomento partendo da meteparadigni a me affini e con riferimenti a me già conosciuti e poi perchè volevo dare una connotazione mentale alla cosa senza cadere nella melensità. about:blankImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaSeleziona immagineInserisci dall’URL

Il libro, come previsto non mi ha deluso, è scritto bene, non annoia e non è troppo cervellotico, alla fine ci sono anche degli esercizi da fare in tranquilla autonomia. in più è suddiviso in brevi capitoli quindi la lettura può essere comodamente frazionata senza perdere il filo (questo serve a chi come me legge più cose contemporaneamente ahaha). Comunque Ferrucci esplora la gentilezza trattando singolarmente le sue manifestazioni fornendo moltissimi esempi e un sacco di storie.

Il testo parla di:

  • sincerità
  • innocuità
  • perdono
  • calore
  • appartenenza
  • contatto
  • fiducia
  • empatia
  • attenzione
  • umiltà
  • pazienza
  • generosità
  • rispetto
  • flessibilità
  • lealtà
  • memoria
  • gratitudine
  • servizio
  • gioia

insomma non è che la gentilezza sia un semplice “sorrisi e bonismo per tutti” leggere questo libro mi ha fatto riflettere parecchio su quante porte chiudiamo alle possibilità nella nostra giornata …occorre fare attenzione perchè da quelle porte può entrare qualcosa di bello.

Fa per te se:

  • ti interessa la tematica
  • ti piacciono i racconti
  • ti interessa la crescita personale
  • ti interroghi su temi inerenti la felicità
  • vorresti cambiare qualcosa

Non fa per te se

  • ti annoiano queste tematiche
  • pensi che il tema sia inflazionato
  • pensi che come si nasce si muore
  • sei allergico al cambiamento

A me il libro è piaciuto moltissimo proprio perché non fa enormi voli pindarici ma è ben ancorato alla quotidianità. Un libro da sottolineare e tenere in prima fila sullo scaffalale in modo da leggerlo ancora ed ancora quando ci sentiamo un po’ tristi e incompresi.