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L’EREDITA’ DELLE DEE

Solitamente non partecipo alle letture di gruppo (i moderni GDL: gruppi di lettura , che nascono spesso sui social) non tanto perchè io sia asociale quanto perché spesso non tengo il ritmo del gruppo; mi distraggo, inizio altri progetti oppure arrivo a casa talmente stanca che il massimo che la mia mente accetta è qualche filmetto dozzinale in tv o meglio in streaming. Ci sono però alcune book influencer che seguo su istagram che spesso consigliano libri che mi attirano molto… ecco questo è il caso di questo libro consigliato dalla bravissima La Lettrice geniale nonchè Elena Giorgi vi lascio il suo blog cliccateci pure. Adoro il suo stile di blogger e i suoi suggerimenti sono in linea con la mia sensibilità. Come sapete quest’anno ho deciso di leggere più libri scritti da donne proprio per assaporare nuove energie che riecheggino nel mio essere donna. Quando ha aperto il canale su Telegram ed ha proposto questo libro nel GDL ho subito acconsentito affascinata del titolo proposto.

Il libro è uscito nel 2017 edito dalla casa editrice Keller che pubblica sempre delle chicche, ha ben 416 pagine il che mi ha un po’ trattenuta nel partecipare al gruppo ma poi mi son buttata. Mai scelta fu più azzeccata ho sforato di una settimana sulla tabella di marcia ma sono riuscita a finirlo…un libro bellissimo.

Racconta la storia di Dora, una giovane donna che sui Carpazi cerca la risposta alla sempreviva domanda “chi sono”? attraverso la ricerca nella genealogia della sua famiglia andando nei vari archivi storici per trovare le risposte che cerca….per trovare la via dell’accettazione personale.

Dora fa parte di una famiglia dove le donne avevano il potere di essere guaritrice divinatrici, aiutavano la gente del posto grazie alla conoscenza del potere delle erbe e delle parole. Donne che nella storia sono state vittime dell’inquisizione, delle torture di accuse infamanti che le hanno portate alla morte oppure, come nel caso della zia di Dora, Surmena, a morire in un manicomio.

La storia di dora che da bambina cresce e diventa donna scoprendo i suoi lati oscuri e lottando per accettarli si intreccia costantemente con i documenti storici che lei trova e con la storia di suo fratello e della sua famigla raccontata dalle parole di vicini di casa o conoscenti della zia; custodi di antichi segreti.

Tutta questa storia raccontata, con un ritmo lento che somiglia davvero ad una chiacchierata tra amiche sedute attorno a un tavolo con una calda tazza di the, il paesaggio dei monti Carpazi, quasi ti sembra die esser li a camminare o a partecipare ad uno dei riti delle dee.

Fa per te se:

  • ami le scritture lente
  • ti piace scoprire i paesaggi dove le storie si svolgano come se fossi tu stesso li con loro
  • ti piaccio le stori familiari
  • ti affascina il mondo magico
  • sei appassionato di ricerca storica
  • ti piace il mondo delle streghe
  • anche tu sei alla ricerca di un tassello di teche deve trovare il suo posto

Non fa per te se:

  • non ami i libri lunghi
  • non ti piacciono i continui flash back
  • ti annoiano le storie familiari
  • alzi gli occhi al cielo alla parola magia o strega
  • salti sempre le parti descrittive specialmente degli ambienti
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LE MIE MANIE

Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore
Dalle ossessioni delle tue manie
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare
.

Battiato

Cantava il mitico Battiato…. io di manie ne ho davvero un sacco; attualmente ne sono più consapevole e le controllo meglio ma veramente a volte mi ritrovo a riderne perché ancora mi fanno sbroccare. All’inizio mi credo delle abitudini che sostanzialmente mi diano l’illusione del controllo ma poi ne rimango sostanzialmente ingabbiata. A voi come va? ne avete di manie? Riuscite a gestirle o ne siete schiacciati? Io principalmente ne rido e cerco di usarle in mod più razionale provo ad elencarne alcune

bullet journal
  • la puntualità …su questa non riesco a venire a compromessi neppure oggi dopo tanti anni, responsabile mia madre che ci preparava ore prima anche per la messa …neppure dovessimo imbarcarci in aereo ogni domenica.
  • le liste: non solo quella della spesa ma sostanzialmente credo di avere una lista per ogni cosa e di fare liste ogni volta che mi pare che i pensieri siano così ingarbugliate da non trovare un’uscita …eh già perché nel mio caso quando distribuivano la pazienza ero in bagno
  • la cancelleria: bhe vorrai mica scrivere le liste con una impersonale bic nera no? io amo le penne colorate, i post-it le carte su cui scrivere, gli evidenziatori non vi dico per decenza il numero di quadernini in mio possessi …non li riempirei tutti neppure fossi la reincarnazione dei Hemingway.
  • le serie tv: questa forse è quella che mi ingabbia di più perché mi ruba più tempo…. eh già perché non è che riesco a fare come gli altri che guardano la tv mentre fanno altre cose: ricamano, cucinano, puliscono o fanno maglia. Eh no io devo star concentrata sulla storia e sui personaggi…. ecco ne faccio indigestione mannaggia ad amazon prime video…. resisto a Netflix altrimenti non leggerei neppure più un deplian.

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PROGETTI ….SOSPETTI

ho il sospetto di aver troppi progetti iniziati, è inutile pensare di mettermi lì pancia piatta (che poi su di me suona come un ossimoro) e portare a termine le cose iniziate e non iniziare nulla di nuovo. Ho deciso quindi di usare il metodo Gideon , ben illustrato da Badialima, e al termine di ogni progetto ne metterò sui ferri uno nuovo in questo modo il volume dei progetti wip non si ridurrà ma almeno cambierà volto. Da lunedì saremo nuovamente in zona rossa, per star bene ho bisogno di meditazione e manualità….la maglia rappresenta il connubio perfetto (come recitano parecchi articoli letti sul web), certo anche leggere mi aiuta ma il movimento rilassante alla basa della creatività manuale mi riportano sempre rapidamente vicino a me stessa.

Oggi ho finito un collo disegnato dalla bravissima Jioji Locatelli, e il primo schema che lavoro…spesso mi ero soffermata a guardare i suoi bellissimi disegni pensando che non fossero alla mia portata, quando ho visto questo mi sono detta “dai è la volta buona, ce la posso fare”; per di più è stato un ottimo progetto per utilizzare le riserve di filato nell’armadio.

Quando si finisce l’ultimo ferro, si chiude il lavoro …non so come spiegare ma la sensazione che si prova è davvero bellissima perché tra le mani c’è il frutto del lavoro e anche un oggetto unico che nessun altro potrà fare esattamente uguale al tuo. In più ogni volta che indosserai quel capo ti ricorderai di cosa facevi mentre lo lavoravi, di cos’era successo quell’anno…. ecco io non vedo l’ora di indossare questo collo, andare a qualche fiera con le mie amiche e rispondere all domanda “che bello quel collo quando l’hai fatto?” “eh sai ti ricordi il periodo della pandemia in cui non si poteva sostanzialmente fare nulla? ecco in quel periodo ho prodotto un sacco di meraviglia.”

Ecco l’unica cosa su cui vorrei stare attenta è non comprare materiale da lasciare li a prender polvere ma non dovrei corre il rischio di non aver idee cui dar vita. E voi come vi destreggiate con i progetti? vi piace rifugiarvi nel mondo della creatività? io sono grata di frequentare questo mondo …. probabilmente è grazie a questo che nonostante il lungo periodo di stress che sta affliggendo tutti ancora non ho perso il sorriso e la speranza. ù

E ora mi metto a lavora su una maglia che voglio finire e poi mi diverto a progettare un nuovo inizio …..

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LA RUOTA DELL’ANNO

C’era una volta seduto su un trono un re di bastoni dal portamento forte e sicuro con sguardo fiero e rassicurante guardava sempre attento l’orizzonte appoggiandosi saldamente al suo scettro; guardava avanti con speranza aspettando l’arrivo di qualcosa di grande.

Un giorno a galoppo su un bellissimo cavallo bianco arrivò sorridendo il sole portando con se fiori e colori con il suo spirito fresco e caloroso porta la vita, la felicità e la luce anche nelle zone più ombrose del regno.

Corre però veloce sul suo destriero, corre incontro alla ruota della fortuna la quale ricorda al re che non è buona abitudine attaccarsi troppo alle cose perché nulla è immobile e la vita è governata dal cambiamento le cui leggi spesso sono sconosciute agli uomini.

Spesso l’uomo si illude di controllare la realtà e proprio in quel momento accade che l’uomo perda qualcosa o tutto come i due poveretti che stanno cadendo dalla torre in fiamme, stavano così bene insieme al sicuro tra le mura della torre ora invece ne vengono violentemente scalzati.

Per fortuna dopo la tempesta l’uomo riprende il controllo della sua vita salendo sul carro e prendendo decisioni sagge e ponderate che lo portano a raggiungere i propri obietti non senza lavoro e fatica.

Dopo aver così tanto faticato il nostro uomo si riposa e gode dei doni ricevuti e delle soddisfazioni avute dopo aver condotto l’impresa… si riposa seduto a braccia conserte aspettando però il semestre successivo.

Proprio l’asso di denari gli ricorda di ripartire dal mondo della concretezza e dei bisogni basilari, dal mondo della materia occorre accumulare energia per affrontare i prossimi sei mesi dell’anno.

L’ uomo prosegue il cammino e si dispera vestito a lutto in un 5 di coppe per dei beni perduti senza badare alle ricchezze che sono ancora presenti alle sue spalle e che sono il primo passo da cui ricominciare la risalita.

Dopo un periodo introspettivo di ricerca e di crescita il nostro uomo si ferma con gli amici ad una festa in cui è invitato a ballare una danza antica con 5 bastoni dove per riuscire a oltrepassare le difficoltà occorre lasciare che ogni partecipante interpreti la musica a modo proprio.

A quel punto l’ uomo rimane appeso per cambiare prospettiva, trovare soluzione ai conflitti, vedere meglio la realtà e ad aspettare attentamente l’ispirazione giusta per proseguire il suo viaggio.

Torna quindi in città accolto da una donna con una festa floreale e 4 bastoni che sorreggono una bellissima corna di fiori appena colti , qui vivrà in modo stabile e felice festeggiando la prosperità della casa con gli amici.

Ma un Cavaliere di coppe lo viene a chiamare ricordandogli che il viaggio deve ricominciare proprio ora che grazie alla protezione delle stelle è riuscito a diventare padrone e a gestire il proprio mondo emozionale

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TE LA RICORDI LA NORMALITA’?

Venerdì sono tornata a Cantalupa per godermi un po’ il verde e anche i miei animaletti, in più in questo periodo c’è sempre la speranza di godersi gli incantati paesaggi innevati no? Comunque l’organizzazione era perfetta, borsa pronta già portata con me al lavoro dal mattino, casa chiusa e pulita obiettivo principale uscire in orario dal lavoro per evitare di arrivare troppo tardi col treno.

Ecco come previsto il pippone sul controllo di qualche post fa era appunto solo un pippone; io proprio a non organizzare maniacalmente le cose non riesco … ho la sindrome del puzzle esistenziale probabilmente. Comunque, come organizzato, riesco ad uscire in orario dal lavoro e becco pure quasi subito il bus per arrivare alla stazione di Porta Susa con appena 24 fermate. Salgo, fortunatamente mi siedo (fortunatamente perchè tra zaino , borsa e super giaccone davvero sembravo la Befana) e quindi scrivo a mio marito l’orario di arrivo; risposta “a ma io a quell’ora ho appuntamento con l’architetto” risposta pensiero ma mammaggialaput…a non potevi dirmelo prima? Ecco mio marito è l’opposto lui è il tipico con la personalità “già che devo uscire per fare questo inanelllo altre 18 attività” che ovviamente manderanno i piani in caciara ma tanto che te frega non avevamo altro da fare…. Ma magari tu Dio santo pregevole creatura io avevo una lista di cose lunga mezzo rotolone regina.

Sicché mi riorganizzo e decido di prendere il treno dopo perché, con tutto il rispetto per Pinerolo, preferisco aspettare un’ora e mezzo a Torino porta Susa piuttosto che nella tamarrissima stazione di cui sopra. Sbarcata a Porta Susa mi immagino che ci sia almeno un bar aperto per prendere un cappuccino e per sedermi comodamente all’aperto aspettando l’orario e leggendo un libro. Speranza in frantumi Porta Susa tipo deserto del Sahara se non per una quantità di persone stranamente elevata per il periodo con ventordici buste di acquisti …. il criceto del cervello si mette in moto: ah probabilmente ci sono i saldi, quindi …ah già ma oggi siamo in giorni GIALLI quindi bar aperti con possibilità di sbraco all’interno.

Bar bon 25

Decido allora di avventurarmi e di attraversare Corso Inghilterra per andare in un bar dove andavo spesso prima del lock-down (spesso proprio perché attiguo alla stazione) per alcuni motivi fondamentali: il personale è gentilissimo, i dolci sono tantissimi e ottimi e fanno un cappuccino da urloooo.

Sono quindi entrata nel locoale dove c’era una coppia che chiacchierava e; ragazzi che emozione assaporare un gesto che fino alla scorso anno era normalmente banale cioè ordinare un cappuccino e berlo al tavolino leggendo un libro …sorridere ai camerieri essere quasi commossi alle battute: insomma un bellissimo momento, vissuto grazie alla disorganizzazione cronica di mio marito (ma questo magari non diciamoglielo).

Voi come siete messi con la nostalgia da normalità? a me mancano addirittura gli abbracci e chi mi conosce lo sa che ne sono abbastanza allergica.

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BUON ANNO

Mi sono accorta adesso che non ho fatto il solito post di inizio anno …. un anno decisamente strano che mi ha tolto parecchio ma anche regalato tantissimo. Un anno così strano si merita che in quello successivo non ci siano bilanci e dichiarazioni di obiettivi al massimo di intenzioni. Io voglio profondamente dedicare questi prossimi 365 giorni al mio benessere facendo le cose che amo con le persone che amo …insomma vorrei un 2021 all’insegna degli affetti ed è in questo senso che voglio muovermi: star meglio con me e con il mondo circostante.. Ho iniziato quest’anno con un nuovo progetto Knit di Steven West che voglio assolutamente portare a termine, sto leggendo un sacco di arretrati, non tanto libri ma file vari che mi ero salvata inerente tarocchi e crescita personale. Ecco che farne della mia esperienza formativa coi tarocchi? ovviamente migliorarla e metterla in pratica il più possibile non certamente per indovinare il futuro ma per sentire in me l’eco dei consigli che mi danno i simboli nascosti al loro interno. Ho preparto la ruota dell’anno il giorno di Capodanno spero di condividerne preso la storia con voi. Per il resto tutto procede regolarmente; ah già ho fatto il vaccino; non sto certo li a dire cose in merito, non tanto perché non ne avrei ma perché mi pare di sprecare l’ossigeno prodotto dalle piante per cose che mi appaiono banali non si può essere sostenitori del progresso solo quando si parla di tecnologia ed informatica e pensare che la medicina sia una scienza esatta è frutto dell’illusione della vita eterna, purtroppo nonostante medicina 33 ed Elisir non c’è una risposta matematica ad ogni problema di salute perché l’uomo non è solo l’espressione di quella malattia ma è esso stesso un sistema molto più complesso. In sintesi IO MI VACCINO Perché L’ESPERIENZA DEL COVID NON MI è PIACIUTA QUINDI GRADIREI NON RIPETERLA, LUNIVERSO MI HA Già INSEGNATO PARECCHIO CON QUESTA ESPERIENZA. GRAZIE.

giochi

Mi sono iscritta ad una piattaforma per lettori che si chiama GOODREADS, non so se riuscirò mai a comprenderne per bene tutte le potenzialità ma se qualcuno di voi cerca uno stimo lo per leggere di più e conosce bene l’inglese è una piattaforma ricca di gruppi che programmano sfide e giochi che possono risvegliare la voglia di prendere un libro in mano.

Ho un discreto numero di libri da leggere, schemi di maglia cui dar vita, filati cui far prendere forma, abbracci da consegnare e ricette da provare …probabilmente a questo menù dovrò aggiungere un po’ di sana disciplina che mi aiuti a preservare e difendere il tempio del mio corpo lasciato un po’ a se stesso in quest’ultimo periodo ma pian piano fare mo tutto.

Bene ora che il mio Buon anno è stato almeno impresso nel mondo del virtuale vi aspetto per il libro 2 dell’anno frutto dle tempo che posso dedicare alla lettura in vacanza

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IL CONTROLLO … e l’idea che abbiamo di lui

Non scrivo da un sacco …le cose mi sono scivolate di mano. L’ultima volta che ho aperto le pagine del blog era per raccontarvi della mia Covid experience, che ad essere onesti non mi è per niente piaciuta.

In questi due mesi sono passata dall’isolamento al cambio posto di lavoro sostanzialmente in un amen. Non sto li a raccontare i dettagli ma poiché l’ospedale dove lavoro è stato tramutato in un covid hospital su decisione della Regione io e i miei colleghi siamo stati delocalizzati in altre due strutture.

quando le cose non si incastrano come volevi

Che dire avevo pianificato un bel po’ di cose… acquistato un appartamento a due passi dall’ospedale in una zona che mi piace un sacco con non pochi progetti da attuare e invece l’universo ha deciso a suon di ceffoni di ricordarmi che non ci si deve attaccare eccessivamente alla forme e che il cambiamento è la base stessa della nostra esistenza. Certo il cambiamento è decisamente più eccitante quando siamo noi a volerlo e a pianificarlo… un po’ meno quando ci vieni buttato in faccia senza troppa intenzione.

Io non sono particolarmente refrattaria ai cambiamenti ma, onestamente preferisco quelli che scelgo. Difficilmente riesco ad affidarmi con fiducia al flusso delle cose, diciamo che oppongo sempre una certa resistenza ancorandomi alle mie convinzioni o ai mie programmi mentali. Fortunatamente l’ho presa molto meglio del previsto, e come spesso mi è accaduto con i cambiamenti coercitivi tutto sta andando bene.

D’altronde se è vero che alcune cose non le possiamo scegliere siamo noi a decidere come viverle e con quale atteggiamento mentale affrontarle, spesso ci dimentichiamo della forza che risiede nella nostra responsabilità, da cui arrivano i risultati raccolti.

Voi come che rapporto avete con il cambiamento? siete del gruppo “piatto ricco mi ci ficco” o del club “o mio dio meglio rimanere così nei secoli dei secoli?” Io devo riconoscere che proprio dal cambiamento ho trovato le persone più belle e le possibilità che mi hanno dato maggiori soddisfazioni, per ora posso solo dire di aver trovato delle anime belle con cui continuare a lavorare in linea con i mie principi generali e non è davvero poco, quindi stavolta mi eserciterò ad affidarmi a questo strambo destino che gioca a mischiarmi le carte anche quando mi sembra di averle fissate con il bostik

me

BUON COMPLEANNO

Stamattina mi sono svegliata con il dubbio di voler scrivere o meno questo post, che alla fine è un rito che mi accompagna da anni. Ieri tantissimi mi hanno scritto per farmi gli auguri e credo che per il primo anno, e ormai ne son passati 41, il mio ringraziamento non possa essere più vero. Da venerdì scorso sono chiusa in casa in isolamento perché mi sono beccata il mitico COVID è stato lui il mio unico compagno in questo strano compleanno. Eh già me lo sono beccato nonostante le mille attenzioni, nonostante non vada a cena fuori da tre mesi, nonostante mille cose. Appena me lo hanno comunicato alla comparsa dei primi sintomi ho provato una rabbia incredibile … eppure ero stata attenta. In un attimo tutte le polemiche da web hanno fatto cassa di risonanza buttandomi in una specie di giudizio universale. Da li i primi sintomi e quindi la fottutissima paura della malattia gestita in completa solitudine. Perché la mente lavora, oh già se lavora specie se è a casa nonostante cerchi di anestetizzarla con serie tv giochini su varie app, libri, riviste ecc, nonostante non guardi i tg tutta l’energia conflittuale di questi mesi che si respira ti investe come un tram in piena faccia.

Io mi sento quindi di non fare polemiche ma di far riflettere su questo: oltre ad essere così attenti nella ricerca degli errori degli altri , siate attenti ai bisogni degli altri … ai vicini che magari non vedete da un po’ e anche alle loro esigenze. è facile arrabbiarsi additando gli altri ma questa rabbia non farà di certo da scuso al virus …. perché comunque di quello si tratta …..

Quindi dopo alcuni giorni di sclero posso dire grazie a questo compleanno

  • perché c’è stato
  • perchè mi ha fatto sentire vicine le persone in modo diverso
  • perchè mi ha fatto pensare a quanto questo isolamento sociale ci stia anestetizzando
  • perchè mi ha fatto riscoprire aspetti di me che non ricordavo
  • perchè mi ha fatto lavorare ancora sul giudizio
  • perchè spero mi abbia portato in regalo la capacità di lasciar andare.

In ogni caso ieri ho festeggiato lo stesso, ho cucinato mi sono tolta il pigiama, ho fatto le foto di rito e ho aperto i regali che mi hanno lasciato sul pianerottolo. Grazie davvero a tutti per i pensieri di ieri , spero di rimettermi in forma il prima possibile vi lascio augurandovi buona giornata di Ognissanti ricordandovi di star più attenti ad essere presenti piuttosto che ad aver ragione.

Ora però caro virus … immagino che dentro di me si stia piuttosto comodi ma gradirei te ne uscissi. Cordialità.

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LIBRO20/20

Ho letto di questo libro su molti blog di amiche creative. Io ho iniziato a fare maglia circa cinque anni fa, per me è stata una conquista graduale raggiunta con parecchio esercizio non senza consumare i tasti stop and go di vari video You Tube. Nella mia vita, però è sempre stata presente; sempre a casa mia sono stati presenti gomitoli. Mia madre mi ha confezionato maglie bellissime e ricordo merende a casa della nonna dove lei e la zia facevano soprattutto calzini; guardare le loro sapienti mani destreggiarsi con il gioco di ferri allora credo fosse quasi magico. I filati hanno accompagnato tutta la mia vita come creatività manuale, come rifugio di bellezza come riserva di gioia.

La maglia è stata famiglia, casa fondamentalmente calore e mamma. Mia madre ha provato tante volte ad insegnarmi ma da giovane non avevo voglia, non ne intuivo il potere di ristoro che poteva avere per la mia mente e per il mio cuore. Per fortuna sono sempre stata attratta dal mondo creativo e non mi sono mai chiusa alle novità, complici anche le frequentazioni ho riabbracciato il mondo dei filati prima con l’uncinetto e poi con i ferri. Imparare questa nobile arte sicuramente mi ha aiutato a sciogliere parecchi nodi nella mia mente e nel mio cuore riavvicinandomi ad un modo di essere più attento ed autentico nei miei confronti e anche verso gli altri. mi piace pensare che riappropriarmi della confidenza con quei filati mi abbia anche un po’ riconciliato con la linea familiare. Insomma questo libro ripercorre in modo acuto l’evoluzione femminile e l’emancipazione di genere alla luce di questa arte intrecciando il tutto alla biografia dell’autrice.

fa per te se

  • ami la maglia
  • ti interessi di parità di genere
  • ti piace la dimensione creativa

non fa per te se:

  • ti annoia anche solo pensare alla maglia
  • pensi che il femminismo sia roba vecchia
  • pensi che sian solo lavoretti
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E TU TI PREMI?

A volte me lo chiedo ma noi ci premiamo abbastanza? Non intendo se ci compriamo sufficienti oggetti per dirci che siamo stati bravi (quello credo che avvenga frequentemente) intendo proprio se a fine giornata ci guardiamo dentro e ci diamo dei grandi “pat pat” sulla spalla. Voglio dire, ho iniziato a pensare a questa cosa dando i premietti ad Otello per educarlo ad imparare nuovi comportamenti….lui è tutto contento quando li vede ed impara molto prima.

é ovvio che le situazioni non siano comparabili non pensavo ad installare a casa un dispenser di croccantini (nel mio caso di caramelle gelè) ma riflettevo sui nostri meccanismi di apprendimento e di come per noi adulti possano essere strettamente correlati alla motivazione personale ma anche al riconoscimento esterno.

Quando ricerchiamo il consenso fuori è un po’ come lanciare una monetina in alto a volte ci va bene e riscuotiamo consenso … altre male e riceviamo torsoli di mele (non letterali) in entrambi i casi spesso rimaniamo in tensione aspettando la risposta degli altri e questo a lungo andare potrebbe minare la nostra motivazione perché potrebbe generare in noi l’idea di essere sbagliati.

Io credo che a fine giornata ognuno di noi dovrebbe concentrarsi sul proprio ricordo e scriverne i punti salienti, e ringraziare per le cose belle che sono accadute ma anche per quelle che non sono state comprese. Occorre distanziarci dal nostro vissuto in modo che l’ “osservatore Interno” lasci dietro di sè le emozioni che gli danno intensità. A fine giornata magari quando siamo nel letto diamoci il permesso di perdonarci per gli errori commessi e di dirci “bravo” per le cose fatte bene diamoci il permesso di affrontare con speranza il girono successivo ricordandoci sempre che siamo noi gli attori di quelle giornate