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Quel che si vede da qui

Anche questo libro è edito Keller, anche questo è scritto da una donna; la tedesca Mariana Leky. Mi è stato suggerito dal gruppo di lettura, probabilmente non lo avrei mai scelto di mio …. quasi sicuramente lo avrei abbandonato alla ventesima pagina e avrei fatto un grandissimo errore.

Questo romanzo racconta la storia di una famiglia e di una comunità …e della comunità che diventa famiglia, unisce una scrittura fluida e a volte originale con sentimenti antichi ma anche storie moderne che a volte possono sembrare frammentate. Abbiamo la vecchia Selma che ogni volta che sogna un opaki muore qualcuno; ha un figlio che gira il mondo per cercare se stesso e ha lasciato alla madre il suo cane. C’è Luise che è la nipote, lavora in una libreria dove il libraio sembra non sopportarla e che cerca l’amore trovandolo per caso in un monaco tibetano o forse no? C’è l’ottico, da sempre innamorato di Selma che aiuta sempre tutti e la stramba vicina Marlies che si comporta con tutti in modo scontroso.

la famiglia

C’è la storia dell’amicizia tra Luise e Martin che si interrompe per un brutto scherzo del destino … c’è dell’amore familiare e dell’amore e di morte. Seguire i personaggi è a volte un esercizio di slalom, emergono le emozioni più disparate a volte sembra di guardare la famiglia attraverso un caleidoscopio…. emergono colori emozioni e sensazioni intense e disparate.

Fa per te se:

  • ami le storie di famiglie
  • ti piace la scrittura moderna
  • ami le storie empatiche
  • ti piacciono i personaggi strambi

Non fa per te se:

  • sei allergic* alle saghe familiari
  • ti dimentichi i nomi dei personaggi
  • sei allergico alla scrittura moderna
  • non piacciono le storie melense
  • non ami i flash back

Inutile dire che io l’ho adorato …a volte mi sembrava di essere in un sogno, all’ultima pagina avrei voluto essere adottata da quella famiglia ; andare a vivere con Luise abbracciarla forte per la perdita del suo amico e di Selma. Ho amato ttti i personaggi e ancora di più il modo in cui sono stati raccontati.

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L’AMORE PER LE PROPRIE RADICI

Avere un marito non ti rende meno sola.

E oltretutto devi prenderti cura anche di lui.”

E’ da tantissimo che non scrivo, inutile anche solo addurre delle motivazioni, probabilmente non mi andava e la routine ha assorbito la maggior parte delle mie energie. Ricomincio da questo libro: L’ultimo amore di Baba Dunja scritto da Bronsky ed edito da Keller.

Per prima cosa ho amato la copertina un po’ vintage , quasi usurata che da quel senso di vissuto che tanto mi piace, poi la brevità; non abbiatemene ma non sempre ho voglia di mattoni che tendono a sviscerare ogni minimo dettaglio…. qui la storia si svolge in poco più di 160 pagine ed il libro è decisamente tascabile.

Baba Dunja è l’anziana protagonista di questo romanzo ambientato a Cernovo, un piccolo paese a pochi passi da Cernobyl. Dopo l’evacuazione dell’incidente nucleare alcune famiglie avevano deciso di tornare a vivere nella loro terra; tra queste lei fu una delle prime a ritornare nella sua terra , al suo orto ai suoi cibi. Tutto in quel paese ricorda l’incidente nucleare, dai controlli e campionamenti eseguiti su terreno , animali ecc da arte del personale governativo al sostanziale spopolamento nonchè all’invecchiamento dei residenti.

le radici

Per arrivare alla cittadina più vicina occorre fare un bel po’ di strada a piedi per arrivare alla prima fermata del bus e poi diverse ore di viaggio, quel viaggio la separa dagli appuntamenti in posta … appuntamenti epistolari con la figlia che fa il medico in Germania e che spesso le invia via posta dei pacchi di prima necessità; Ha una nipote che non ha mai visto ma alla quale si sente profondamente legata ed un figlio che vive negli Stati uniti e che non sente praticamente mai.

La vita nel piccolo centro trascorre lenta al classico ritmo degli anziani che parlano liberamente di morte e dell’organizzazione personale da attuare in tal senso, a modo loro ogni personaggio che le tiene compagna è particolare e suscita nel lettore un sentimento che definirei di simpatia.

Non sto a raccontarvi cosa andrà a destabilizzare la tranquilla routine di questo piccolo centro abitato ma posso dire con certezza che questo romanzo ha il preciso obiettivo di portare il lettore a riflettere sull’importanze del proprie radici non tanto dal punto di vista familiare ma proprio dal punto di vista della terra nativa. Quale legame abbiamo con la terra che ci ha accolt da bambini? dove abbiamo giocato nella sabbia, curato l’orto piantato fiori o dove ci siamo sbucciati le ginocchia correndo o imparando ad andare in bicicletta senza rotelle?

La protagonista emana forza, tenacia e rettitudine più si procede nella lettura più la si vorrebbe come nonna.

fa per te se:

  • ami la Russia
  • sei appassionato del periodo Cernobyl
  • ami le storie familiari
  • ti piacciono i libri che entrano rapidamente nel cuore

non fa per te se:

  • non ti piacciono i libri troppo corti
  • ami le descrizioni dettagliate
  • patisci la scrittura un po’ scarna e diretta

Ho amato profondamente i personaggi di questo libro e mi ha toccato profondamente il racconto di quella terra deturpata dalle stesse mani dell’uomo. Un romanzo assolutamente consigliato.

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ritrovare noi stessi ….

La felicità di Emma” ho scelto questo libro al sondaggio del gruppo di lettura cui partecipo seduta a gambe incrociate su un comodo letto fornito di un caldissimo piumone con l’iuto della mia amica Alessia…. abbiamo letto la sinossi e non nego ci siamo fatte delle grasse e sono roe risate: pensa te un libro su una che cresce ed ama i maiali ah ah ah. Ho promesso ad Alessi che lo avrei letto e così è stato e non ho riso per niente.

Un libro che, anche in questo caso, non avrebbe assolutamente attirato la mia attenzione eppure è stata una piacevole compagnia estiva. Che dire di questo romanzo, di certo non ha il fine di rendere edotti su massimi sistemi politico sociali dell’epoca ma tratta di amore e ricerca di sè.

Emma è una giovane donna proprietaria di una fattoria in cui alleva animali in libertà e con tanto amore, nello specifico alleva maiali che uccide con le sue mani nel modo più amorevole possibile e ne lavora le carni per venderle. La fattoria è inserita in un contesto rurale dove Emma conosce tutti e aspetta che lo sceriffo, ostacolato da una madre troppo acida, si dichiari.

amore

Proprio mentre Sta pensando ad un piano B per salvare la fattoria dalla bancarotta , nel suo podere (precisamente alla fine di un dirupo) trova un uomo mezzo moribondo sbalzato da una Ferrari vicino ad un sacco di soldi, decide quindi di prendersi l’uomo i soldi e di bruciare l’auto.

Ecco da questo momento inizia la storia di una donna che riscopre la sua femminilità e l’amore per se stessa attraverso l’amore per un uomo che sa dovrà abbandonare perchè gravemente malato. Una bella storia di crescita e di rivalsa personale. Un libro che consiglio vivamente specie per i momenti in cui ci sentiamo mentalmente appesantiti.

Fa per te se:

  • ti piacciono le storie d’amore
  • ti piace vedere la rivalsa dei personaggi
  • ti piacciono i colpi di scena

non fa per te se:

  • sei parecchio vegan e la macellazione è un problema
  • non ti piacciono le storie d’amore
  • non credi nel colpo di fortuna
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IL SAPORE DELLE PAROLE

Ecco: contrariamente al libro di cui vi ho raccontato la scorsa settimana questo sarebbe di certo finito nella mia libreria. Innanzi tutto non so se avete visto la bellezza della copertina, dell’immagine scelta dei colori usati e delle parole impresse; peccato non possiate palpare la porosità del cartoncino. Quando l’ho preso in libreria l’ho portato a casa piena di aspettative, d’altronde ne avevo letto parole meravigliose quasi in ogni dove ….

Me lo sono coccolato per tutte le sue pagine, la Persia con i suoi colori, sapori e rumori mi ha accompagnata al lavoro per quasi tutto il mese. Mi sono persa nei racconti di Mona, nella descrizione delle donne della sua famiglia, ho riso per l’eccentrica nonna e pianto per la remissiva madre.

Un libro suddiviso in capitoli governati da un tema declinato dal sottotitolo; una delle sedici parole, un libro che trasuda nostalgia di casa, necessità di riscoprire le proprie origini ma che racconta anche il dolore di non sentirsi più parte di quel mondo, di quelle tradizioni: il dolore di non sentirsi più parte di qualcosa.

origini e famiglia

Il romanzo inizia con il viaggio che Mona e la madre fanno in Iran per il funerale della nonna, lì incontrano parenti…raccontano la defunta con gli occhi della memoria; Mona incontroa Ramin il suo amore tira e molla che la tiene legata e allo stesso tempo la respinge esattamente come accade per i sentimenti che la tengono legata al suo paese.

Un libro in cui le sedici parole ci guidano sapientemente dando una senso profondo alla storia di questa giovane donna che cerca il proprio futuro passando dalle ferite del passato.

Fa per te se:

  • ami le storie delle famiglie
  • ti piace il fascino dell’oriente
  • ti piace aprire vecchi forzieri di famiglia
  • non hai paura di cercare dentro gli armadi

Non fa per te se

  • non hai chiuso i conti con le tue origini
  • non ami i racconti di famiglia
  • ti annoi solo a sentir parlare di famiglia e ricerca

Questo è uno di quei libri che di certo rileggerò, non credo di averne colto appieno l’anima e la potenza, forse proprio perché quella delle origini è una tematica ancora troppo viva anche per me quindi non sono abbasta aperta per abbracciare le ferite di un altro.

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E’ QUASI MAGIA…

Mai avrei acquistato questo libro (o forse si per la bellezza del formato e della copertina , che nel caso di Keller ed. non delude mai) insomma voglio dire; anche leggendo la sinossi, probabilmente sarebbe rimasto li sullo scaffale per abbellire altrui librerie. Invece è finito dritto dritto sulla mia: complimenti alla coerenza direte voi; io vi rispondo “ho dato fiducia al mio gruppo di lettura” e non ho sbagliato.

Certo, partecipare ad un gruppo di lettura non vuol dire necessariamente tapparsi il naso e buttarsi a capofitto in una storia che non ci appartiene ma io credo che se decidiamo di parteciparvi è anche per avere nuovi stimoli, per aprirci a nuovi orizzonti e a nuovi autori…. insomma è un po’ una sfida; una specie di primo appuntamento non credete? Se vogliamo continuare a leggere gli stessi autori, camminare tra le vie sicure delle medesime narrazioni non abbiamo certo bisogno di un gruppo di lettura; per quello è sufficiente la più comoda poltrona di casa nostra e una valida luce notturna.

riflessioni

Bottigliette, mi ha fatto comunque simpatia ed è esteticamente bellissimo; anche la copertina, dopo la lettura acquista un nuovo significato.

Intanto il libro è ambientato nella Romania di Ceauşescu alla fine degli anni 70 (già per me questa sconosciuta … cioè quanto ne so io di Romania a parte lontani ricordi scolastici? ) e la protagonista, Alina, ha il potere magico di rimpicciolire le persone e rinchiuderle appunto in bottigliette. Alina insegna ed ha in progetto di distribuire un libro di matematica per studenti, è sposata con Liviu il libro racconta del loro amore dei loro litigi , di come si ama e si rimane assieme in un regime in cui la libertà non è contemplata. Alina è moglie di …. cognata di … figlia di… in quanto donna può essere prelevata, spiata, interrogata e violata proprio dal sistema cui è tenuta essere fedele.

A seguito di una serie di vicissitudini legate al cognato che fugge in occidente Alina e Liviu studiano un piano per seguirne le orme in modo da poter vivere liberi …. a contrastare i piani della coppia sarà proprio la madre della ragazza che troverà aiuto nella magica zia Therese.

In queste 232 pagine spesso il lettore si perde tra la violenta realtà e la surreale magia in cui vive questa famiglia, l’autrice riesce in un modo davvero originale a raccontare la brutture di un’epoca e, volendo, fa riflettere su cos significhi non avere libertà neppure nei sogni, ma soprattutto da alla protagonista la forza per arrivare dove vuole, per rinnovarsi e tornare alle origini per riconciliarsi con il passato?

Fa per te se :

  • sei un lettore curioso
  • ti appassionano le storie legate alla storia
  • ti piace essere riportato con forza sulla terra
  • ami i mondi surreali

Non fa per te se:

  • non ami uscire dalla routine
  • non apprezzi i romanzi ambientati nei periodi di regime
  • ti piacciono solo le storie che non scuotono
  • non credi un po’ alla possibilità della magia
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LA FELICITA’ ….

Ancora storie di donne in questo libro. Anche questo scelto grazie ai suggerimenti di Elena Giorgi (la lettrice geniale) e agli sconti ebook kindle di qualche tempo fa.

Protagoniste due giovani donne Anna e Lena , la prima italiana la seconda bielorussa; unite dal progetto Cernobyl quasi per caso diventano amiche per la vita per scelta. Anna è figlia unica di due genitori che si amano e che la amano, vive e cresce nel benessere e nel sostegno amorevole dei suoi. Lena ha un fratello più piccolo disabile, di cui si deve occupare (d’altronde nacque proprio per questo…) un fratello più grande cattivo che spesso la picchia ed una nonna che invece la ama ed accudisce per quanto le scarse condizioni economiche le permettono.

Due vite molto diverse due storie che viaggiano su binari vicini grazie all’amore che le lega ma di certo due donne diverse per carattere e lontane nelle scelte. Lena vive in Bielorussia ed ha studiato per fare il procuratore, Anna vive a Parigi e si occupa di sviluppo internazionale: il suo obiettivo è redimere la Bielorussia che tanto ama.

emozioni

Nella storia si raccontano le due famiglie…. il loro legame e la loro crescita vicina nonostante la lontananza logistica; sarà la malattia di una delle protagoniste a dare il la a tutto il racconto che, attraverso le emozioni dell’amore e dell’amicizia permette al lettore di esplorare dolorose stanze del proprio cuore. Un libro da leggere muniti di fazzoletti ma assolutamente da leggere e da regalare, un libro che raccontando paesaggi naturali mozzafiato ci accompagna in un viaggio interiore davvero arricchente.

fa per te se:

  • ami i libri che raccontano l’amicizia
  • ami i libri sentimentali
  • non ti vergogni di usare i fazzoletti in pubblico
  • ti appassionano i romanzi che raccontano le famiglie

non fa per te se:

  • non ami i libri che esplorano le emozioni
  • non hai voglia di piangere
  • ti scocciano le storie di amicizia
  • sei un po’ Grinch

Non sto a raccontarvi i dettagli della storia, che mi ha commosso un sacco, perché non voglio togliere la sorpresa anche della più piccola scoperta, di certo vi esorto a comprare questo gioiello scritto da questa bravissima scrittrice italiana.

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LIBRO 8/21

La figlia unica, edito da La Nuova Frontiera, è un romanzo ambientato in Messico che vede come protagoniste due amiche, Laura e Alina, che si conoscono da giovani a Parigi e poi si ritrovano nel loro paese d’origine a vivere la loro vita da adulte.

una meraviglia

Questo libro tocca delle tematiche davvero interessanti e lo fa in un modo schietto, senza troppi fronzoli ma anche in modo rassicurante, non giudicante. In prima battuta la protagonista e le amiche si dichiarano apertamente contro la maternità, specialmente la protagonista che si mantiene fedele al programma di non avere figli nonostante le critiche della madre. Ecco questo è un tempa ancora estremamente moderno nonostante siamo nel 2021, ancora c’è l’idea che essendo donne si debba necessariamente diventare madri e che l’unica esperienza genitoriale sia quella generativa, sarà che io di figli non ne ho e mi sento comunque discretamente bene nella vita che mi sono scelta ma questa cosa fatico sempre a digerirla; sarà uno dei nodi su cui dovrò lavorare per sempre immagino.

La storia si svolge con il racconto dell’esperienza di maternità della miglior amica della protagonista che invece resta incinta ed è molto felice… tutto procede bene fino alla diagnosi di una grave disabilità prenatale che mina ai primi vagiti la vita del nascituro. La realtà supera le previsioni mediche e il bambino nasce con mille difficoltà nella gestione successiva, ecco qui con delicatezza comparire il tema della disabilità, dell’accettazione del destino, dello stare anziché del fuggire e dell’accettazione della diversità dell’altro, delle sue decisioni e la presenza nel rapporto di amicizia. La protagonista conoscerà aspetti della coppia amica che ignorava interrogandosi sul senso della vita.

Mentre si interroga su queste cose conosce il figlio della vicina di casa che sente spesso urlare e qui , avvicinandosi a loro fa esperienza di un tipo di vicinanza quasi genitoriale nonostante lei si dichiari sempre contro i bambini … la maternità si può esprimere in modi diversi esattamente come diversa e imprevista ci si presenta la vita. Qui l’autrice racconta e si addentra nella malattia mentale senza mai stigmatizzarla o banalizzarla, tutto assume contorni normali anche in un contesto così tragico.

Il racconto dell’amore di una coppia che cresce un bambino disabile e che presto morirà, l’amore per se stessi, amore passionale imprevisto sono tutti presenti in questo romanzo.

Presenza scomodo è di certo la morte, morte che spaventa, che incombe, ingiusta e alla quale non ci si può opporre ma il cui dolore può essere contenuto dalla vicinanza delle persone che si amano e che le donne , con la loro forza possono superare.

Scritto benissimo, sembra quasi semplice, ma il romanzo è davvero profondo e ha un ritmo davvero piacevole. Da leggere con fazzoletto al fianco, soprattutto alla fine…. di certo uno dei libri più belli di quest’anno

Fa per te se:

  • ami le riflessioni sui casini delle vite comuni
  • ti interroghi sul senso dei rapporti umani
  • ti piacciono i libri ad alto contenuto emotivo
  • ami la classica scrittura sudamericana e i suoi ritmi
  • ami i racconti di donne

Non fa per te se:

  • mi spiace non trovo un solo motivo per cui qualcuno possa scansare questa meraviglia

Un libro sicuramente da regalare e tenere in vista in libreria perché di sicuro ad un certo punto si sentirà il bisogno di rileggerlo.

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LIBRO 7/21

Non avevo mai avuto particolari ambizioni, mi bastava il mio lavoro di insegnante e una vita piena di letture, di attenzioni agli altri, di affetti 

Di Domenico Starnone ho sentito parlare un sacco, pare essere un autore che scrive benissimo di sentimenti , specie quelli incasinati … un vero e proprio esploratore e catalogatore di selve oscure interiori.

Scrivere di questo libro non è semplicissimo si parla di cosa resta dell’amore dopo aspettative, scelte, lontananze, promesse, presenze e assenze. C’è una super riflessione inerente il riconoscimento pubblico …. lunga disamina dell’ego personale, siamo tutti un po’ Narcisi? qui troviamo il ritratto del classico intellettuale, quello che per dirla alla Platone rimane nel mondo delle idee; per dirlo alla mia è un po’ un fighetto snob. In tutto il libro troviamo presente e dilagante la necessità o l’ambizione alla perfezione quasi fine a se stessa. Troviamo poi due donne una che resta e sceglie in base al suo uomo e una che se ne va rimanendo comunque a quell’uomo legata.

Finale a sorpresa, che non sto a spoilerare ma che mi ha lasciato un po’ così….con la voglia di iniziare immediatamente un nuovo libro per dimenticarmi di questo.

Fa per te se:

  • ami i libri corti
  • ami i personaggi cerebrali
  • ami i personaggi intellettualoidi complessati
  • ti piacciono le circonvoluzioni mentali attorno alle dinamiche sociali

Non fa per te se:

  • ti annoia star li a leggere cose troppo eteree
  • vivi male le “paranoie”
  • detesti i personaggi snob

E niente un libro sostanzialmente supper acclamato che io non ho per nulla amato … uno di quelli che non prenderò in formato cartaceo e rimarrà li nella memoria del kindle.

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L’EREDITA’ DELLE DEE

Solitamente non partecipo alle letture di gruppo (i moderni GDL: gruppi di lettura , che nascono spesso sui social) non tanto perchè io sia asociale quanto perché spesso non tengo il ritmo del gruppo; mi distraggo, inizio altri progetti oppure arrivo a casa talmente stanca che il massimo che la mia mente accetta è qualche filmetto dozzinale in tv o meglio in streaming. Ci sono però alcune book influencer che seguo su istagram che spesso consigliano libri che mi attirano molto… ecco questo è il caso di questo libro consigliato dalla bravissima La Lettrice geniale nonchè Elena Giorgi vi lascio il suo blog cliccateci pure. Adoro il suo stile di blogger e i suoi suggerimenti sono in linea con la mia sensibilità. Come sapete quest’anno ho deciso di leggere più libri scritti da donne proprio per assaporare nuove energie che riecheggino nel mio essere donna. Quando ha aperto il canale su Telegram ed ha proposto questo libro nel GDL ho subito acconsentito affascinata del titolo proposto.

Il libro è uscito nel 2017 edito dalla casa editrice Keller che pubblica sempre delle chicche, ha ben 416 pagine il che mi ha un po’ trattenuta nel partecipare al gruppo ma poi mi son buttata. Mai scelta fu più azzeccata ho sforato di una settimana sulla tabella di marcia ma sono riuscita a finirlo…un libro bellissimo.

Racconta la storia di Dora, una giovane donna che sui Carpazi cerca la risposta alla sempreviva domanda “chi sono”? attraverso la ricerca nella genealogia della sua famiglia andando nei vari archivi storici per trovare le risposte che cerca….per trovare la via dell’accettazione personale.

Dora fa parte di una famiglia dove le donne avevano il potere di essere guaritrice divinatrici, aiutavano la gente del posto grazie alla conoscenza del potere delle erbe e delle parole. Donne che nella storia sono state vittime dell’inquisizione, delle torture di accuse infamanti che le hanno portate alla morte oppure, come nel caso della zia di Dora, Surmena, a morire in un manicomio.

La storia di dora che da bambina cresce e diventa donna scoprendo i suoi lati oscuri e lottando per accettarli si intreccia costantemente con i documenti storici che lei trova e con la storia di suo fratello e della sua famigla raccontata dalle parole di vicini di casa o conoscenti della zia; custodi di antichi segreti.

Tutta questa storia raccontata, con un ritmo lento che somiglia davvero ad una chiacchierata tra amiche sedute attorno a un tavolo con una calda tazza di the, il paesaggio dei monti Carpazi, quasi ti sembra die esser li a camminare o a partecipare ad uno dei riti delle dee.

Fa per te se:

  • ami le scritture lente
  • ti piace scoprire i paesaggi dove le storie si svolgano come se fossi tu stesso li con loro
  • ti piaccio le stori familiari
  • ti affascina il mondo magico
  • sei appassionato di ricerca storica
  • ti piace il mondo delle streghe
  • anche tu sei alla ricerca di un tassello di teche deve trovare il suo posto

Non fa per te se:

  • non ami i libri lunghi
  • non ti piacciono i continui flash back
  • ti annoiano le storie familiari
  • alzi gli occhi al cielo alla parola magia o strega
  • salti sempre le parti descrittive specialmente degli ambienti
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LIBRO 6/21

“Ogni volta (lo giuro, ogni volta) che ho la meglio in una discussione finisce che me ne pento, e chiedo pure scusa. Il mio problema è che non sopporto la vista delle persone umiliate, anche quando se lo meritano. Credo che ci sia qualcosa di sbagliato nell’aver ragione.”

Ho scelto questo libro per due ragioni:

  • copertina sgargiante e un po’ misteriosa
  • il titolo (soprattutto il sottotitolo) chi non ha mai detto questa frase o, specialmente in questo periodo di spumeggiante ilarità cosmica, non l’ha pensato almeno una volta?

Non avevo mai letto nulla di DeSilva (anzi non è vero nel 2018 ho letto “Superficie” e probabilmente non l’ho capito) o per meglio dire nessun romanzo…. men che meno conoscevo Malinconico. Insomma le avventure di questo avvocato sono decisamente celebri e devo dire che è un personaggio che si fa amare praticamente subito. Il nome farebbe pensare ad un losco figuro tendenzialmente palloso e lugubre…invece ci appare un uomo con un umorismo fortissimo. Ho iniziato a leggerlo con sospetto e quasi subito mi sono ammazzata dal ridere, come non accadeva da un po’ leggendo un libro.

La storia racconta di una ragazza, figlia del sindaco, che fa la escort e, durante una retata della polizia scappa e trova rifugio proprio a casa di Malinconico. La ragazza tornerà dal protagonista, non a casa, bensì in studio per essere da lui rappresentata e difesa per un ricatto causato proprio dalle sue attività illecite che danneggerebbero la carrier politica del padre. Mentre si svolge l’avventura della ragazza nel trovare chi sta ricattando il padre con il video della figlia viviamo parallelamente la storia di Malinconico che è innamorato e ricambiato, con prudenza, che casualmente inizia una serie di accertamenti diagnostici da cui si scopre che ha un cancro e che dovrà quindi subire i trattamenti del caso.

Si intreccia quindi la storia di Malinconico con quella del caso che dovrebbe rappresentare, i personaggi che si presentano sono decisamente ricchi di personalità e ritengo improbabile possano lasciare indifferente anche il lettore più anaffettivo. Una storia davvero simpatica dove il protagonista si trova davvero a fare i conti con i valori che contano: l’amore, la giustizia, la morte, la famiglia il tutto condito da una buona dose di paura di rimanere da soli.

Insomma 320 pagine che scorrono davvero veloci e che spesso ti lasciano con un bel sorriso stampato in faccia…. che si sa è il miglior degli accessori .

Fa per te se:

  • sei un tipo facile alla risata
  • ti sta simpatico l’uomo medio
  • ti piace l’intersecarsi di più storie e tematica nel medesimo canovaccio
  • ti affezioni ai personaggi
  • ti immagini vivamente le scene (tipo sit com)

Non fa per te se:

  • ti aspetti intrecci tipo CSI
  • ti piacciono i protagonisti al top
  • sei allergico all’umorismo
  • sei appassionato alle serie tv di avvocati … qui forse rimarresti deluso
  • non ti piacciono i libri con “la morale nascosta”

Un libro davvero bello da regalare a qualche amico simpatico e che ama la pluralità dell’imperfezione. Di certo alla fine del libro, cui finale non rivelerò, non possiamo che essere d’accordo con il protagonista i valori che contano dovrebbero attirare la nostra attenzione prima di rischiare di perderli.