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LIBRO 18/20

ho scovato questo libro in biblioteca, cercavo qualcosa che mi ispirasse e una ragazza mi ha detto …. guarda questo è decisamente carino…. Sti cactus….. alla fine mi sono fatta convincere dal fato. Il libro è davvero carino è ben scritto non è banale e non è particolarmente profondo dicerto

fa per te se

scopri la ricchezza nell’altro
  • sei un maniaco del controllo
  • difficilmente deleghi
  • difficilmente chiedi aiuto
  • sei particolarmente esigente
  • tendi ad avere parecchi pregiudizi
  • ami le storie a lieto fine

non fa per te se

  • ti annoiano le storie dove vince l’ammmmoreee
  • odi le scritture un po’ lente
  • hai una visione del mondo estremamente pessimista

la protagonista vive una vita decisamente abitudinaria e tranquilla, ha una serie di schemi che la proteggono nel suo bozzolo ma che la isolano anche dagli affetti e le danno l’illusione di poter controllare tutto. Senonché una gravidanza inaspettata, un lutto e una lite per l’eredità le fanno scoprire che il mondo esterno, quando vinciamo le nostre resistenze non è poi sempre cattivo ma nasconde perle di sorprendente gentilezza. Nonostante la semplicità della storia, questo libro mi ha fatto risuonare spesso la domanda “ma tu chiedi aiuto ogni tanto? ti fidi degli altri?”. A volte ci incaponiamo in certe direzioni per orgoglio altre ci isoliamo nei nostri mondi invidiando la fortuna altrui senza conoscerne le storie…spesso siamo proprio noi ad impedire l’accesso alla nostra fortezza pretendendo un improbabile ascolto e sostegno. Insomma per essere un romanzo dallo strambo titolo fa crescere un serie di riflessioni belle e ricche di ottimismo. A me piacciono i libri cosi non certo sdolcinati …ma positivi perchè nutrirsi di immagini negative non ci aiuta di certo a produrne di positive.

In questo periodo ho letto parecchio ho anche un libro 19 … ho letto il primo della serie di Rocco Schiavone di cui sono super fan televisiva ….ovviamente su quello c’è ben poco da scrivere se non che è assolutamente da leggere.

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LIBRO 13/20

Stasera sono caduta …ma non caduta tipo semplice…no cari miei caduta cinematografica con tanto di scivolata con arto inferiore incastrato nel cesto portabiancheria vuoto…. la mia goffaggine è davvero incredibile; ringrazio madre natura di avermi fatto coibentata …con airbag di serie e tendenzialmente rimbalzante…detto ciò prima ho fatto le scale coi lacrimoni domani potrei non essere al top …tutta colpa di una attimo di smania verso le pulizie domestiche.

una bella sorpresa

Veniamo però a noi …questo piccolo incidente mi ha dato la possibilità di finire un libro iniziato venerdì sera cioè “Le assaggiatrici”. Non è certo una nuova uscita, l’ho infatti comprato in offerta Feltrinelli tipo due libri a 9.99 e mi ricordavo delle belle recensioni sui profili di alcune bookinfluencer che seguo. Insomma l’ho preso anche se io non sono molto attratta dai romanzi ambientati nel periodo nazzista….non lo so li trovo sempre troppo toccanti alla fine li sogno e non è un bel sognare (quasi rimpiango is ogni post Stephen king).

Il romanzo è interamente incentrato sulla storia di Rosa Sauer che viene reclutata con altre donne a fare l’assaggiatrice del cibo del Furer prima che lo debba mangiare lui. il romanzo si svolge raccontando le storie di alcune ragazze del gruppo che diventano “amiche”. Il testo da moltissimi richiami di riflessione morale cos’è giusto e sbagliato quando si deve sopravvivere? esiste l’amicizia nella coercizione? e l’amore? Una storia davvero ricca e che ti tiene incollato per tutto il libro, scritto bene …non mi è troppo piaciuto il finale ma forse è perchè non avrei voluto finisse ancora. Gli uomini sono ovviamente presenti nel racconto ma si può dire che siano comunque una presenza marginale quasi di contorno …un romanzo femminista? non saprei non amo particolarmente le etichette …di certo un buon libro da tenere nella libreria di casa.

Fa per te se:

  • ami i romanzi ambientati in periodo bellico
  • sei appassionato della storia nazista
  • ami i romanzi femminili
  • ti piace farti domande ed elucubrazioni di natura morale
  • ti piacciono i finali a metà

Non fa per te se:

  • odi i finali a metà
  • non ti piace sentire lo stomaco contorcersi per le ingiustizie
  • preferisci i romanzi che non ti fanno domande
  • ritieni di saperne già troppo

Ecco in questo caso il libro non l’ho scelto per la copertina, anche perchè devo dire che la trovo parecchio inquietante.

Auguro a tutti una buona settimana …vi farò sapere se domani scenderò le scale o calerò una corda dal poggiolo.

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NUOVA CASA

è da tanto che volevo scrivere questo post, ma per scaramanzia ho aspettato. Il vero regalo per i miei quarant’anni è stata una casa…con relativo mutuo a seguito. Lavorare a Torino e viaggiare era diventato pesante come pure svegliarsi al mattino alle 6 per entrare in servizio alle 9. Alla fine in dieci anni di vita pinerolese non sono riuscita a radicarmi, a parte le ragazze del mondo creativo non sono riuscita ad agganciare nuovi amici e mi sento sostanzialmente sola e stanca. Mio marito è occupatissimo con un lavoro che non ha regolarità nè orari e neppure domeniche e quindi spesso passo la domenica da sola….il che va anche bene ma se è l’unica scelta dopo un po’ pesa.

Con il salto nel nuovo decennio ho fatto parecchi bilanci e ho preso la decisione di prendere un piccolo bilocale a Torino che mi permetta di arrivare a piedi al lavoro e a fare la spesa, con un bar sotto casa e le persone che amo ad un tiro di schioppo.

nuovi inizi

Sono stati mesi difficili perchè la proposta d’acquisto l’ho fatta a fine novembre …il compromesso a fine gennaio e poi? Poi COVID e totale incapacità di comunicazione dell’agenzia immobiliare hanno fatto il resto. Comprare casa è sicuramente dispendioso, ma aver a che fare con tutti gli attori dello scambio l’ho trovato davvero deleterio per i miei neuroni. La scusa della giovane età non dovrebbe reggere data l’elevata quantità di soldi che ruotano attorno a queste transizioni. Ma alla fine tutto è finito bene e ora posso dire HO UNA CASA A TORINO dove poter esprimere la parte di me che sgambetta qui a Cantalupa. Raggiungo in fretta il lavoro e anche mia sorella ho tutte i confort vicino e un sacco di attività da scoprire. Sono felice e soddisfatta perchè crescere significa anche questo essere presenti alle proprie scelte e farle con il pensiero rivolto alla felicità personale perchè solo così potremo portare nel mondo gioia ed entusiasmo.

Ovviamente come ogni inizio ci sono un sacco di emozioni contraddittorie …gioia ma anche ansia per la burocrazia…il tempo personale cambia e mi accorgo di quanto stress fosse diventato abitudine …. e ora gambe in spalla a preparare scatoloni

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RICORDI ….

Ogni tanto capita che un profumo, un suono o una situazione ci riportino alla mente ricordi, a voi mai? magari te ne stai li seduto sulla panchina nel parco e ti arriva la voce di qualcuno che sembra essere il tuo compagno di scuola alle superiore …oppure senti una canzone che ti riporta all estati in cui andavi alla feste di paese sperimentando i primi amori.

Spesso a me i ricordi arrivano proprio dagli oggetti… cioè dalla vera e propria materia, spero che la tendenza a non buttare nulla mi aiuti a provare quella bella sensazione che ti attraversa quando tocchi un oggetto che ti riporta in un’altra dimensione (o almeno il mio alibi è questo, prima o poi una di quelle trasmissioni americane sugli accumulatori seriali mi avrà a protagonista hihi).

Qualche settimana fa, al finire del mitico lock down mi madre mi ha regalato una pianta grassa figlia di una vecchissima pianta. Vecchissima quanto? Pensate che era stato un regalo organizzato da noi bambini di quinta elementare con l’aiuto della maestra (cioè il suo aiuto era stato fornire quelli che in dialetto si chiamano piantin). Quella pianta grassa, il cui nome dovrebbe essere coda di topo (ma mi avvalgo del quinto emendamento) è vissuta a casa di mamma per 30 anni diventando grande e piena di figli e fiori, da parecchio avevo chiesto a mamma di darmene alcuni e finalmente desiderio soddisfatto.

coda di topo

ogni volta che guardo quella piccola pianta, che poi quella di mamma tanto piccola non è, mi viene in mente quella maestra e gli anni delle elementari; frequentate in una piccola e vecchia scuola di montagna con altri 4 bambini in una pluriclasse (cerano con noi altri due bambini un anno più piccoli) direte voi che dolcezza sarà stata una maestra dolcissima…..

Ma de che il suo soprannome era La Crua che in dialetto significa “la cruda” diciamo che le sue doti empatiche erano decisamente scarse e ci ha accolti a 7 anni in modi che adesso probabilmente i genitori chiamerebbero il WWF immediatamente. Con lei però ho imparato tantissimo: di certo quasi nulla sull’amore ma tutto sullo sforzo e sull’impegno per arrivare alle cose che desidero e molto anche sulla rettitudine morale.

Grazie a lei ho imparato la disciplina e la tenacia e ho potuto sviluppare la mia immaginazione e il mio amore per i libri che crescevano anche per avere un po’ di riconoscimento da lei …. la mia sindrome del bravo bambino di certo li si è ben sedimentata … ma veramente in questi 40 anni mi guardo indietro ed ancora la vedo in piedi nei sui grembiuli marroni, secca secca di fianco alla lavagna ad ascoltarci leggere il sussidiario.

insomma questa piccola pianta che adesso è da me ha per me un valore affettivo davvero grande perchè è una pianta che punge ma che se le dai le giuste cure, la giusta luce ed il giusto calore diventa una bellissima pianta e fa dei fiori che racchiudono in sè la perfezione della natura. Tutto questo a volte attraversa la mente guardando un oggetto o semplicemente ricevendo un regalo bellissimo

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LIBRO 27/19

Accidenti arriva a fine anno un libro che mi sento assolutamente di consigliare per le vacanze Natalizie; è stata una sorpresa davvero inaspettata, un autore, Matteo Bussola, che non avevo mai neppure sentito.

adorabile

Anche in questo caso una copertina bellissima e un titolo che con la sua dolcezza ha stuzzicato la mia immaginazione “notti in bianco, baci a colazione”. Un libro composto da capitoletti brevissimi che sono degli scorci di vita familiare brevissimi che ti fanno andare a dormire con la dolcezza nel cuore e che in treno più di una volta mi hanno stampato un sorriso 44 denti sul viso.

Insomma un libro scorrevole, dolce ma non melenso che raccontala vita di un papà alle prese con le tre figlie e la moglie e tre cani e un lavoro non riconosciuto e con delle scelte criticate…insomma la vita di tutti ahahah.

Mi è davvero piaciuto tanto, mi è spiaciuto averlo finito avrei voluto ci fosse un volume due … tranquillizzerei i grinch del sentimentalismo che non è un libro da latte alle ginocchia …ve lo dice una che non ama troppo i salamelecchi emotivi … Che dire se avete ancora un regalo da comprare potrebbe essere la soluzione

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Immacolata

Aspetto la mattina dell’Immacolata tutto l’anno; credo da sempre o almeno da quando la mia corteccia cerebrale ha iniziato a conoscere il concetto di tempo, questa giornata per me ha sempre quel sapore di colori, biscotti e aghi di pino di plastica. Sono nata in una famiglia in cui fare l’albero è una tradizione e pure il presepe…. una è tradizione femminile l’altra maschile. Mia madre si è sempre occupata dell’albero di Natale e di decorare la casa e in questo è sicuramente una campionessa di creatività.

Da lei ho imparato le regole generali per costruire un albero diciamo omogeneo e ogni pallina che lo decorava portava con se un ricordo o un significato particolare. Quando facevamo l’albero non c’era Istagram e non mi ricordo fosse così pressante l’ansia del … quest’anno lo faccio rosa, bianco azzurro… l’albero di Natale portava con se i ricordi del Natale precedente; non era necessario che fosse omogeneo o bello l’importante è che fosse super colorato ed illuminato. L’albero a casa mia non si è mai fatto prima , badate bene io non sono certo un purista delle tradizioni anzi… ma proprio ieri pensavo a quanto sia bello vedere le case illuminate dall’8 dicembre …. non lo so per me è un segnale del tipo “sciogli le trecce alle renne” fiato alle trombe ” ci siamo!!!” iniziare a prepararlo prima mi da l’idea di un illusione. Io credo che ormai tutto si possa fare anche con ciò che è simbolico, occorre però aver presente il significato che diamo alle cose .

Aspettare quel giorno da bambina era frustrante…ma la gioia che vivevo quella mattina di colori nastri e ghirlande … il profumo di biscotti in forno e la solita cassetta di canti Natalizi mi ha allenato alla consapevolezza che per le cose belle bisogna saper aspettare. Allenarsi ad aspettare, ad avere pazienza allena un po’ ad accettare la ciclicità della vita che ci vengono insegnate anche dalla natura. Con questo pippone non vorrei sembrare una squilibrata che critica chi fa l’albero il primo di dicembre o le città che si illuminano da metà novembre o i negozi che si addobbano di panettoni praticamente appena passato Halloween …era una semplice riflessione.

Stamattina mi sono alzata e in pigiamone di pile versione super sexy ho acceso la playlist Merry Christmas su Spotify ed ho iniziato a decorare la casa… quest’anno ci sono un po’ di differenze, ho deciso di non tirare giù l’albero ma di farne uno differente dai soliti. ho recuperato due bambù un po’ vintage da mio padre e ci ho messo una fila di lucine che ho preso su wish alcuni mesi fa, e niente lo torvo bellissimo anche se non è tradizionale: rispecchia un po’ il mio periodo “essenziale” in cui sto vivendo. Passerò le festività poco da me, molto in giro … ad esempio da mia sorella con la mia nipotina, non avevo quindi troppa voglia di tirare giù tutto il carrozzone e poi di ripulire il tutto il 7 gennaio. E poi diciamo a volte cambiare è bello , almeno nelle scelte estetiche che sono le più semplici….. ora guardo qualche serie tv a tema amore o Natale e poi esco per mercatini con mio marito che ha il medesimo spirito del Grich … speriamo di addolcirlo con coccolata calda con un metro di panna

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CAFFE’

e a voi come piace il caffè… o meglio vi piace il caffè? in Italia è un po’ sacrilego ammettere di non amarlo … ancora peggio se non si ama l’espresso, eppure…. Diciamo che io la mattina in settimana amo il caffè espresso fatto con la moka ma se ho fretta perché ho dormito fino a tardi va benissimo quello delle capsule. Lo so pure queste capsule ormai sono il demonio ma alle 5 del mattino a me risolvono non pochi problemi … e di conseguenza anche ai miei colleghi (preservando il mio umore già solitamente pessimo la mattina).

Attorno al caffè c’è un mondo ..un po’ come al vino, anche se io non lo conosco per niente e ci capisco davvero poco di aromi e torrefazione. La cosa che io adoro del mondo del caffè potrete immaginare sono le tazzine e tutti i ari orpelli che gli gravitano attorno…. cose strane a me ovviamente ahahaha.

Nel fine settimana mi piace in modo particolare il caffè super lungo …. un tempo l’avrei definito all’americana adesso lo chiamo filtrato. Ne ho letto sul blog di The Blubird Kitchen (food blogger che adoro) e la cosa mi ha appassionato…. per altro a pochissimi euro ho comprato l’apposito “cono ” per metterci i filtri e devo dire che fare una bella colazione lenta mi da un altro sapore alla giornata. Certamente il caffè espresso è un’altra cosa ma devo dire che il mio palato ha ben gradito questa novità. E poi ragazzi quel turchese in cucina ci sta davvero da urlo ahahha, esistono ovviamente apposite macchine per fare il caffè così e caraffe super glamour … in realtà ce la si può cavare bene anche con i vasetti Bormioli ahhaaah