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IL SAPORE DELLE PAROLE

Ecco: contrariamente al libro di cui vi ho raccontato la scorsa settimana questo sarebbe di certo finito nella mia libreria. Innanzi tutto non so se avete visto la bellezza della copertina, dell’immagine scelta dei colori usati e delle parole impresse; peccato non possiate palpare la porosità del cartoncino. Quando l’ho preso in libreria l’ho portato a casa piena di aspettative, d’altronde ne avevo letto parole meravigliose quasi in ogni dove ….

Me lo sono coccolato per tutte le sue pagine, la Persia con i suoi colori, sapori e rumori mi ha accompagnata al lavoro per quasi tutto il mese. Mi sono persa nei racconti di Mona, nella descrizione delle donne della sua famiglia, ho riso per l’eccentrica nonna e pianto per la remissiva madre.

Un libro suddiviso in capitoli governati da un tema declinato dal sottotitolo; una delle sedici parole, un libro che trasuda nostalgia di casa, necessità di riscoprire le proprie origini ma che racconta anche il dolore di non sentirsi più parte di quel mondo, di quelle tradizioni: il dolore di non sentirsi più parte di qualcosa.

origini e famiglia

Il romanzo inizia con il viaggio che Mona e la madre fanno in Iran per il funerale della nonna, lì incontrano parenti…raccontano la defunta con gli occhi della memoria; Mona incontroa Ramin il suo amore tira e molla che la tiene legata e allo stesso tempo la respinge esattamente come accade per i sentimenti che la tengono legata al suo paese.

Un libro in cui le sedici parole ci guidano sapientemente dando una senso profondo alla storia di questa giovane donna che cerca il proprio futuro passando dalle ferite del passato.

Fa per te se:

  • ami le storie delle famiglie
  • ti piace il fascino dell’oriente
  • ti piace aprire vecchi forzieri di famiglia
  • non hai paura di cercare dentro gli armadi

Non fa per te se

  • non hai chiuso i conti con le tue origini
  • non ami i racconti di famiglia
  • ti annoi solo a sentir parlare di famiglia e ricerca

Questo è uno di quei libri che di certo rileggerò, non credo di averne colto appieno l’anima e la potenza, forse proprio perché quella delle origini è una tematica ancora troppo viva anche per me quindi non sono abbasta aperta per abbracciare le ferite di un altro.

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benvenuti

Un po’ di tempo fa ho cucito un fuoriporta grazie alle sapienti spiegazioni di Monica Di Le tricot Patchwork di Torre Pellice, nonchè dei suoi sapienti video. Tra i vari lock down (orrendi) che ci sono stati di certo chi ama la creatività e gli spazi in cui essa fluisce ha sentito enormemente la mancanza dei corsi in presenza. Per carità la tecnologia e lo shopping online hanno colmato alcune lacune ma nessun riunione su zoom può sostituire il clima che si crea tra creativi che si scambiano idee o imparano qualcosa di nuovo. Monica comunque si è studiata un progetto a pacchetti davvero interessante, si acquista un viaggio, due o tre…. mensilmente arriva il pacco con il materiale e un piccolo regalo hande made (very beautiful) dentro ci sono le spiegazioni per realizzare il tutto e partecipando al gruppo fb ci sono video e la possibilità di chiedere a lei consulenza su tutto. Ah dimenticavo, cosa non poco importante, i materiali sono di altissima qualità. Vabbè ma questo non è comunque un post pubblicitario anche se vi lascio il link del sito di Monica cui voglio molto bene e che con me in questi anni ha avuto sacrosanta pazienza (sono una studente un po’ monella) … volevo riflettere su un altro aspetto.

Ho creato questo fuoriporta divertendomi un sacco perchè i materiali sono belli, colorati perchè si potevano applicare cose diverse ed usare il free motion (che per chi non cuce non significa nulla ma è una specie di free stile della macchina da cucire). Ho fatto gli yoyo ho incollato, legato, abbinato stoffe e colori perchè volevo avere un fuoriporta che rispecchiasse me e dicesse davvero BENVENUTO ai mie ospiti ….ma anche a chi passa scendendo dalle scale (in effetti non è un fuoriporta di quelli minimal…ma chi mi conosce sa bene che io e minimal nella stessa frase possiamo starci solo se si parla di sport .) ).

Ma quanto è bello arrivare in un posto e sentirsi dire benvenuto/a/i è un po’ come un abbraccio intangibile …ci si sente accolti, attesi, accettati inclusi. Io voglio che chi entri in casa mia si senta così: benvenuto così com’è, con quello che si porta dietro nel faticoso viaggio.

Ma quanto sarebbe figo nelle relazioni attaccarsi un’etichetta con scritto benvenuto: benvenuto nella nostra relazione, nel nostro spazio, nel mio mondo, nei miei pensieri sii premuroso ed attento nel mio spazio che ti sta dando emotivamente ristoro . No? Benvenuto è un qualcosa che apre che accoglie, un rimando all’ospitalità che ristora (pensiamo alle nostre nonne) chissà magari un giorno me la farò quell’etichetta così solo per essere più esplicita.

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L’EREDITA’ DELLE DEE

Solitamente non partecipo alle letture di gruppo (i moderni GDL: gruppi di lettura , che nascono spesso sui social) non tanto perchè io sia asociale quanto perché spesso non tengo il ritmo del gruppo; mi distraggo, inizio altri progetti oppure arrivo a casa talmente stanca che il massimo che la mia mente accetta è qualche filmetto dozzinale in tv o meglio in streaming. Ci sono però alcune book influencer che seguo su istagram che spesso consigliano libri che mi attirano molto… ecco questo è il caso di questo libro consigliato dalla bravissima La Lettrice geniale nonchè Elena Giorgi vi lascio il suo blog cliccateci pure. Adoro il suo stile di blogger e i suoi suggerimenti sono in linea con la mia sensibilità. Come sapete quest’anno ho deciso di leggere più libri scritti da donne proprio per assaporare nuove energie che riecheggino nel mio essere donna. Quando ha aperto il canale su Telegram ed ha proposto questo libro nel GDL ho subito acconsentito affascinata del titolo proposto.

Il libro è uscito nel 2017 edito dalla casa editrice Keller che pubblica sempre delle chicche, ha ben 416 pagine il che mi ha un po’ trattenuta nel partecipare al gruppo ma poi mi son buttata. Mai scelta fu più azzeccata ho sforato di una settimana sulla tabella di marcia ma sono riuscita a finirlo…un libro bellissimo.

Racconta la storia di Dora, una giovane donna che sui Carpazi cerca la risposta alla sempreviva domanda “chi sono”? attraverso la ricerca nella genealogia della sua famiglia andando nei vari archivi storici per trovare le risposte che cerca….per trovare la via dell’accettazione personale.

Dora fa parte di una famiglia dove le donne avevano il potere di essere guaritrice divinatrici, aiutavano la gente del posto grazie alla conoscenza del potere delle erbe e delle parole. Donne che nella storia sono state vittime dell’inquisizione, delle torture di accuse infamanti che le hanno portate alla morte oppure, come nel caso della zia di Dora, Surmena, a morire in un manicomio.

La storia di dora che da bambina cresce e diventa donna scoprendo i suoi lati oscuri e lottando per accettarli si intreccia costantemente con i documenti storici che lei trova e con la storia di suo fratello e della sua famigla raccontata dalle parole di vicini di casa o conoscenti della zia; custodi di antichi segreti.

Tutta questa storia raccontata, con un ritmo lento che somiglia davvero ad una chiacchierata tra amiche sedute attorno a un tavolo con una calda tazza di the, il paesaggio dei monti Carpazi, quasi ti sembra die esser li a camminare o a partecipare ad uno dei riti delle dee.

Fa per te se:

  • ami le scritture lente
  • ti piace scoprire i paesaggi dove le storie si svolgano come se fossi tu stesso li con loro
  • ti piaccio le stori familiari
  • ti affascina il mondo magico
  • sei appassionato di ricerca storica
  • ti piace il mondo delle streghe
  • anche tu sei alla ricerca di un tassello di teche deve trovare il suo posto

Non fa per te se:

  • non ami i libri lunghi
  • non ti piacciono i continui flash back
  • ti annoiano le storie familiari
  • alzi gli occhi al cielo alla parola magia o strega
  • salti sempre le parti descrittive specialmente degli ambienti
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LIBRO 17/20

Tre settimane fa mi sono iscritta al sistema bibliotecario torinese (non vedevo l’ora data la mi passione per la lettura) questo mi permetterà di leggere molto di più su carta e anche in formato elettronico perchè le risorse utilizzabili sono davvero variegate ed il sistema mi pare funzionare bene , o meglio la mia esperienza per ora è super positiva e le persone con cui ho avuto a che fare sono state gentili, preparate ed altamente efficienti. A Torino c’è anche un servizio di biblioteca mobile che si chiama bibliobus… servizio davvero comodissimo e carino, non lo so trovo che invogli ancora di più all’utilizzo rispetto alla biblioteca; proprio così ho fatto la tessere. Mentre ero li che aspettavo di portarmi a casa la pratica girovagavo tra gli espositori di libri e questo mi ha praticamente folgorato.

Praticamente mi ci sono rimaste le pupille incollate, sarà il titolo (Facciamo foresta) sarà la copertina …con tutti gli alberi regolari, non lo so ma ho deciso di prenderlo anche se non conoscevo l’autrice men che meno la storia.

la dolcezza

Indovinate un po’? un libro davvero interessante, scritto in modo semplice e scorrevole racconta la storia di una ragazza che si separa dal marito e lo deve spiegare al figlio (almeno questa è la parte centrale del racconto) ma a questa storia si unisce quella di Maria che finisce in ospedale per la rottura di un aneurisma dodici giorni dopo l’incidente in moto di Alessandro …e la storia della madre che dona un’antica macchina tipografica ad un indiano e quella del padre della protagonista che non è presente ma forse si. Il tutto gira attorno alle piante e al mondo della natura che acquista sempre maggior importanza ella vita dei personaggi e nel processo di radicamento. Un libro che parla di cambiamento, di sofferenza ma ache di gioia. Una storia che cerca di far riflettere sull’importanza dell’inclusione e su quanto el etichette possano portare all’infelicità inscatolandoci in schemi che non ci permettono di evolvere

Fa per te se:

  • ami le storie che non necessariamente finiscono
  • ami le storie di famiglie
  • ti piacciono le trame che parlano di amicizie
  • adori i flash back spazio temporali

non fa per te se

  • un romanzo deve avere una fine
  • ti annoiano le storie un po’ melense
  • ti ammorbano le problematiche di famiglia
  • ritieni banali i libri semplici
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LIBRO 15/20

Ho iniziato a leggere questo libro perché ne ho sentito parlare su IG da diversi bookblogger (così si dice in termini moderni), non leggo libre sempre consigliati da loro ma francamente, visto la rapida produzione editoriale di questi anni, spesso si. Voglio dire pure i libri ormai vanno veloce, una volta compravi la stampa leggevi Tuttolibri (che credo esista ancora) te ne compravi uno …mettiamo di una saga, e aspettavi in trepidazione l’anno successivo per il sequel.. ora dopo sei mesi zac quello nuovo. Diventa quindi un po’ complicato scegliere un libro …per di più ogni cosa ha un costo e soprattutto tiene spazio perciò servono scelte oculate.

denso

Comunque questo libro è un romanzo che parla di relazioni familiari ambientato in un meridione disagiato e dal sapore antico, proseguendo la lettura sembra di essere in uno di quei romanzi di Verga dove i protagonisti non ne imbroccano una e sono perseguitati da una beffarda malasorte. Mi è piaciuto? NI; forse non l’ho capito molto, forse mi è stato pesante l’ingombrante presenza dialettale, forse tutta questa tensione nei rapporti va a trivellare nervi scoperti. Un libro che sconsiglio sotto l’ombrellone ..forse anche in estate, un libro che fa riflettere e ti lascia anche un po’ sporco perché tratta i sentimenti in modo decisamente non edulcorato.

Il libro racconta sostanzialmente la storia dei protagonisti senza però tessere una trama, non ci ricama su non crea un futuro ..racconta un passato e come questo si rifletta su un presente denso di emozioni complesse e spesso dure.

Fa per te se:

  • ami i romanzi dialettali
  • ami le storie familiari
  • ami le ambientazioni rurali

Non fa per te se:

  • ti annoiano gli intercalari dialettali
  • ti appesantiscono le storie che si portano dietro violenze familiari
  • cerchi una trama o una fitta storia
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IL TEMPO SFUGGE

titolo originalissimo … domani rientro al lavoro dopo due settimane di ferie, intitolarlo il grande lutto poteva evocare forme pensiero poco gradite.

Ah sei stata in ferie e dove sei andata? me ne sono stata bellamente a casa a fare le cose che amo tipo ammazzarmi di serie TV (ho potuto esperire non essere troppo intelligente guardare 7 puntate di criminal minds la prima sera che sei da solo a casa senza marito…), ho fatto maglia (anche se nella fattispecie ho più disfatto che fatto … mannaggia te Steven e ai tuoi mirabolanti progetti da 780 maglie) e ho cucito una bellissima copertina per la mia nipotina che vi farò vedere nei prossimi giorni perchè è attualmente arrotolata e bella imbastita (lavoro di imbastitura fatto oggi ..non vi dico il dolore nello sfiorare i tasti del PC coi polpastrelli…) ma soprattutto ho passato del tempo con mia madre (portandola in giro nei negozi torinesi …quelli che piacciono a me amante dei ciapapuer professional) e insomma un paio di cose sono capitate.

Accade che la mia nipotina ha compiuto 1 anno, il suo primo compleanno è stato bellissimo com’è giusto che sia celebrata dalle persone che le vogliono bene, pieno di regali e, contrariamente a quando è nata sembrava primavera inoltrata.. per fortuna che avevo paura di dover pagare un taxi tipo transoceanico Cantalupa Torino per non perdermi il grande momento … invece non è stato necessario (in tutto questo ovviamente mio marito era al convegno intergalattico di apicoltori a Grosseto circa meno quasi). ù

Accade che mia sorella ha compiuto gli anni e da adesso ad ogni compleanno ci sarà un compleanno prima di Emma e dopo Emma… lo spartiacque lo farà la frase … te la ricordi quella notte che sei sta cone me seduta tutto il tempo sulla comoda col buco? e quella sulla comodo ero io …perché mia nipote ci ha messo ventordici ore ad uscire il che doveva già farci presagire una certa tenacia caratteriale …amore di zia!

Accade che siamo stati alle terme di Pre Saint Didier nella settimana più calda dell’inverno praticamente dal 1928 … arriviamo in quel di Courmayeur e neve a bomba con quel tipico vento tipo 70 km/che ti spara la neve come fossero puntine da disegno mentre tu attraversi la landa desolata che separa le vasche a 40 gradi con la sessa femminilità di Roberto Benigni in eleganti infradito che sull’erba… Alberto Tomba scansati …. (per altro Albertone ancora esiste?). I miei colleghi per il compleanno mi avevano regalato i coupon per due e via alla Gribaldina ad affrontare come stambecchi la Valle d’aosta … in autostrada (santa maria che costa quanto la traversata per andare in traghetto in Sardegna) sogni il mitico buffet di yogurt con quei buonissimi grissini al cioccolato e il pane alle noci … sempre aperto e soprattutto gratis.. arrivi li dai il coupon lo stesso sorriso dello Stregatto (del tipo tho stavolta non pago una mazza) la tipa super professional ti dice lo sapete che adesso il buffet è a pagamento e non è più sempre aperto? No non lo sapevo! immediatamente calatomi il sorriso chiedo “a quanto? ” risponde con il mio precedente sorriso …25 euro “eh ma Dio delle città ma 25 euro a testa manco al giapponese all you can eat santa Maria di Leuca” ovviamente non lo dico ma mi esce ” alternative? mele e tisane sparse per la spa ” ah interessante vabbè ecco 50 euro cara la mia signorina Longari (mi vendicherò). Prenotato per le 12 .. io e Silvio zompettiamo cercando di evitare il congelamento con lo schema: vasca fuori, sauna , vasca dentro ( posso solo immaginare i miei neurotrasmettitori …la lambada tutto il giorno…mi sono permessa di saltare il percorso per le vene varicose quello dove cammini acqua calda acqua fredda … dire che il clima mi ha auitato) chiedendoci ripetutamente..ma che diamine ci sarà per 25 euro? Eh nulla alle 12 l’abbiamo scoperto… buffet luculliano (faceva figo scriverlo), roba per tutti vegani, onnivori, a dieta all’ingrasso, con allergie alimentari insomma la qualunque il che però ti porta a riempirti come un cinghiale passando direttamente alla fase rem in sala relax dove (non scherzo) cerano 38 grado credo per impedirti di soggiornarci per più di dodici minuti pena: perdita dei sensi e incenerimento immediato con dispersione delle ceneri nell’Orrido… torniamo a casa che i miei due Herpes avevano figliato.

Accade che abbiamo festeggiato il nostro undicesimo anno di matrimonio …in modo intimo e maturo: al cinema a vedere il dottor Dolittle. Film che mi è piaciuto da morire e con questo siamo a 5 film, posso con certezza asserire, non solo di aver superato i miei accessi al cinema del 2019 ma pure del 2018… e niente sono piccole gioie.

Accade che non ho letto una mazza e non ho pure scritto una mazza …per questo oggi pippone da 3245 righe senza neppure un disegno!!!!

Accade che ho guardato il festival di Sanremo, tutto a volte anche in diretta su rai play comodamente dal letto con Otello che ronfava di lato e lo dico senza vergogna , non solo mi è piaciuto ma ma lo sono pure rivisto la domenica con la Venier ahahaha. Perché alla fine è tutto vero ma la polemica lascia il tempo che trova..non credo i presentatori avranno mai un Nobel ma alcuni personaggi lì presenti hanno dato dei buoni spunti di riflessione ma soprattutto il Festival è una questione di costume generale e anche di famiglia è un po’ come il pranzo della domenica lo sai che ci saranno 20 portate e il dolce e poi la merenda..lo sai che le linee guida dicono che fa male ma tu che fai la lasci lì l’ultima polpetta di mamma eh no eh ….

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LIBRO 27/19

Accidenti arriva a fine anno un libro che mi sento assolutamente di consigliare per le vacanze Natalizie; è stata una sorpresa davvero inaspettata, un autore, Matteo Bussola, che non avevo mai neppure sentito.

adorabile

Anche in questo caso una copertina bellissima e un titolo che con la sua dolcezza ha stuzzicato la mia immaginazione “notti in bianco, baci a colazione”. Un libro composto da capitoletti brevissimi che sono degli scorci di vita familiare brevissimi che ti fanno andare a dormire con la dolcezza nel cuore e che in treno più di una volta mi hanno stampato un sorriso 44 denti sul viso.

Insomma un libro scorrevole, dolce ma non melenso che raccontala vita di un papà alle prese con le tre figlie e la moglie e tre cani e un lavoro non riconosciuto e con delle scelte criticate…insomma la vita di tutti ahahah.

Mi è davvero piaciuto tanto, mi è spiaciuto averlo finito avrei voluto ci fosse un volume due … tranquillizzerei i grinch del sentimentalismo che non è un libro da latte alle ginocchia …ve lo dice una che non ama troppo i salamelecchi emotivi … Che dire se avete ancora un regalo da comprare potrebbe essere la soluzione

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Immacolata

Aspetto la mattina dell’Immacolata tutto l’anno; credo da sempre o almeno da quando la mia corteccia cerebrale ha iniziato a conoscere il concetto di tempo, questa giornata per me ha sempre quel sapore di colori, biscotti e aghi di pino di plastica. Sono nata in una famiglia in cui fare l’albero è una tradizione e pure il presepe…. una è tradizione femminile l’altra maschile. Mia madre si è sempre occupata dell’albero di Natale e di decorare la casa e in questo è sicuramente una campionessa di creatività.

Da lei ho imparato le regole generali per costruire un albero diciamo omogeneo e ogni pallina che lo decorava portava con se un ricordo o un significato particolare. Quando facevamo l’albero non c’era Istagram e non mi ricordo fosse così pressante l’ansia del … quest’anno lo faccio rosa, bianco azzurro… l’albero di Natale portava con se i ricordi del Natale precedente; non era necessario che fosse omogeneo o bello l’importante è che fosse super colorato ed illuminato. L’albero a casa mia non si è mai fatto prima , badate bene io non sono certo un purista delle tradizioni anzi… ma proprio ieri pensavo a quanto sia bello vedere le case illuminate dall’8 dicembre …. non lo so per me è un segnale del tipo “sciogli le trecce alle renne” fiato alle trombe ” ci siamo!!!” iniziare a prepararlo prima mi da l’idea di un illusione. Io credo che ormai tutto si possa fare anche con ciò che è simbolico, occorre però aver presente il significato che diamo alle cose .

Aspettare quel giorno da bambina era frustrante…ma la gioia che vivevo quella mattina di colori nastri e ghirlande … il profumo di biscotti in forno e la solita cassetta di canti Natalizi mi ha allenato alla consapevolezza che per le cose belle bisogna saper aspettare. Allenarsi ad aspettare, ad avere pazienza allena un po’ ad accettare la ciclicità della vita che ci vengono insegnate anche dalla natura. Con questo pippone non vorrei sembrare una squilibrata che critica chi fa l’albero il primo di dicembre o le città che si illuminano da metà novembre o i negozi che si addobbano di panettoni praticamente appena passato Halloween …era una semplice riflessione.

Stamattina mi sono alzata e in pigiamone di pile versione super sexy ho acceso la playlist Merry Christmas su Spotify ed ho iniziato a decorare la casa… quest’anno ci sono un po’ di differenze, ho deciso di non tirare giù l’albero ma di farne uno differente dai soliti. ho recuperato due bambù un po’ vintage da mio padre e ci ho messo una fila di lucine che ho preso su wish alcuni mesi fa, e niente lo torvo bellissimo anche se non è tradizionale: rispecchia un po’ il mio periodo “essenziale” in cui sto vivendo. Passerò le festività poco da me, molto in giro … ad esempio da mia sorella con la mia nipotina, non avevo quindi troppa voglia di tirare giù tutto il carrozzone e poi di ripulire il tutto il 7 gennaio. E poi diciamo a volte cambiare è bello , almeno nelle scelte estetiche che sono le più semplici….. ora guardo qualche serie tv a tema amore o Natale e poi esco per mercatini con mio marito che ha il medesimo spirito del Grich … speriamo di addolcirlo con coccolata calda con un metro di panna

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PICCOLE GITE

le mie vacanze sono sempre semplici, alla fine non ritengo mai necessario andare via per molti giorni e a volte quando lo faccio mi affligge la sfiga … ad esempio a luglio sono andata in un hotel a Diano Marina e ci ho trovato le cimici dei letti risultato: ritorno casa immediato con innumerevoli punture a grattarmi per una settimana; per fortuna il tutto mi è stato rimborsato ma l’esperienza è stata bruttina.

Non lo so come mai, non è che sono tirchia … non sono attratta dalle spese per i servizi: insomma è più probabile che io investa in un corso di studi rispetto a una vacanza al mare ..ancora peggio all’estero. Detesto programmare organizzare ecc,… avrei bisogno di amici cui attaccarmi modalità cozza aaah.

Che vi devo dire guardo con un po’ di invidia le foto dei viaggi altrui ma poi alla fine quando sono li a fare conti per partire penso a a quante cose potrei comprare con qui soldi e scelgo i beni materiali… adesso ad esempio i regalerò alcuni trattamenti in hammam…

E voi che rapporto avete con le vacanze? Comunque per riscattarmi delle vacanze perse a luglio mi sono regalata con i miei e Silvio un paio di giorni sul Lago Maggiore in un super hotel e mi sono super divertita e rilassata … ne avevo un gran bisogno in questo periodo in cui faccio fatica a stare bene

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PERSONE

Ci sono giorni in cui mi guardo in giro alla ricerca di risposte, le stagioni passano, gli anni pure ….ma si lasciatemelo fare un po’ di sano pippone melodrammatico. Spesso mi trovo a guardare la vita degli altri anche se so che non è una cosa da farsi. Penso ai miei sogni, a come sono cambiata in questi anni ..

la dedizione

Penso che sono cresciuta molto ma perdo di vista le cose che ho ottenuto a discapito dei risultati che ho portato a casa e della felicità che mi porto nel cestino delgi attrezzi …seza più colmo.

Ma si sa, sono uno scorpione …mai contento, sempre alla ricerca delle fregatura sempre a mille per scoprire cose nuove, forse solo il mare mi calma …a volte basta la vasca da bagno dipende dal budget.

l’amicizia

Ma poi mi guardo per bene dentro e fuori e trovo i sorrisi delle persone che mi amano, che mi accompagnano nelle pazzie, che mi aspettano quando torno a casa e che sono sempre presenti per un abbraccio pieno d’amore. Le persone che ci aspettano sono anche le più silenzio ma sono quelle sempre presenti nei momenti, anche quelli meno importanti … il loro amore ci scalda il cuore e ci infiamma lo spirito dando energia ai sogni. Grazie a chi mi vuole bene nonostante io sia assolutamente instabile.

l’amore