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LIBRO 8/21

La figlia unica, edito da La Nuova Frontiera, è un romanzo ambientato in Messico che vede come protagoniste due amiche, Laura e Alina, che si conoscono da giovani a Parigi e poi si ritrovano nel loro paese d’origine a vivere la loro vita da adulte.

una meraviglia

Questo libro tocca delle tematiche davvero interessanti e lo fa in un modo schietto, senza troppi fronzoli ma anche in modo rassicurante, non giudicante. In prima battuta la protagonista e le amiche si dichiarano apertamente contro la maternità, specialmente la protagonista che si mantiene fedele al programma di non avere figli nonostante le critiche della madre. Ecco questo è un tempa ancora estremamente moderno nonostante siamo nel 2021, ancora c’è l’idea che essendo donne si debba necessariamente diventare madri e che l’unica esperienza genitoriale sia quella generativa, sarà che io di figli non ne ho e mi sento comunque discretamente bene nella vita che mi sono scelta ma questa cosa fatico sempre a digerirla; sarà uno dei nodi su cui dovrò lavorare per sempre immagino.

La storia si svolge con il racconto dell’esperienza di maternità della miglior amica della protagonista che invece resta incinta ed è molto felice… tutto procede bene fino alla diagnosi di una grave disabilità prenatale che mina ai primi vagiti la vita del nascituro. La realtà supera le previsioni mediche e il bambino nasce con mille difficoltà nella gestione successiva, ecco qui con delicatezza comparire il tema della disabilità, dell’accettazione del destino, dello stare anziché del fuggire e dell’accettazione della diversità dell’altro, delle sue decisioni e la presenza nel rapporto di amicizia. La protagonista conoscerà aspetti della coppia amica che ignorava interrogandosi sul senso della vita.

Mentre si interroga su queste cose conosce il figlio della vicina di casa che sente spesso urlare e qui , avvicinandosi a loro fa esperienza di un tipo di vicinanza quasi genitoriale nonostante lei si dichiari sempre contro i bambini … la maternità si può esprimere in modi diversi esattamente come diversa e imprevista ci si presenta la vita. Qui l’autrice racconta e si addentra nella malattia mentale senza mai stigmatizzarla o banalizzarla, tutto assume contorni normali anche in un contesto così tragico.

Il racconto dell’amore di una coppia che cresce un bambino disabile e che presto morirà, l’amore per se stessi, amore passionale imprevisto sono tutti presenti in questo romanzo.

Presenza scomodo è di certo la morte, morte che spaventa, che incombe, ingiusta e alla quale non ci si può opporre ma il cui dolore può essere contenuto dalla vicinanza delle persone che si amano e che le donne , con la loro forza possono superare.

Scritto benissimo, sembra quasi semplice, ma il romanzo è davvero profondo e ha un ritmo davvero piacevole. Da leggere con fazzoletto al fianco, soprattutto alla fine…. di certo uno dei libri più belli di quest’anno

Fa per te se:

  • ami le riflessioni sui casini delle vite comuni
  • ti interroghi sul senso dei rapporti umani
  • ti piacciono i libri ad alto contenuto emotivo
  • ami la classica scrittura sudamericana e i suoi ritmi
  • ami i racconti di donne

Non fa per te se:

  • mi spiace non trovo un solo motivo per cui qualcuno possa scansare questa meraviglia

Un libro sicuramente da regalare e tenere in vista in libreria perché di sicuro ad un certo punto si sentirà il bisogno di rileggerlo.

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INCONTRI

E’ parecchio che non scrivo, nessuno di certo sente la mancanza dei miei resoconti epistolari ma oggi ne ho proprio voglia per cui …beccatevi il pippone.

Oggi mi sono presa un giorno di ferie… per una volta il meteo mi ha sostenuta e ho potuto regalarmi una super giornata di relax in centro a Torino girovagando senza meta precisa. Ecco in giornate così sento davvero che le decisioni prese sono quelle giuste e che mi sento in pace con il mondo (forse quello è l’effetto del tiramisù al pistacchio by Berlicabarbis ma non divaghiamo).

Non è proprio vero che non avevo una meta…l’unico posto in cui mi ero proposto di andare è un negozietto che si chiama V17 e si trova in Via degli artisti questo negozio è anche laboratorio …ci lavorano due ragazze che io seguo su IG da un anno (grazie ai saggi consigli di mia sorella). Ogni volta che guardavo quelle stories (oltre a pensare “o mio Dio mi comprerei tutto!!!”) pensavo “ma quella ragazza la conosco…. Complice l’età che avanza …non ero ancora riuscita a collocare quel viso nel mio vissuto tant’è che ho iniziato a pensare che forse mi sbagliavo. Oggi dopo tanto tempo in cui ho rimandato…complice anche il nostro amico COVID ci sono andata…. per prima cosa ero molto emozionata perchè insomma vedere dal vivo un posto che segui su internet da un anno genera delle forti emozioni…almeno per me è così.

Appena sono entrata ho fatto un vero e proprio tuffo nella bellezza orecchini bellissimi, collane meravigliose …anelli che insomma me li sarei presi tutti e vasi che… indescrivibili …insomma praticamente in 20 secondi salivazione come i San Bernardo….

E lì scatta il momento Carramba ….scende Giulia anche lei mi riconosce ma non si ricorda dove ci siamo conosciute e poi….. rivelazione: IN PALESTRA!!!!! Ma che figata mondiale ….. io non riesco a raccontarvi la felicità che mi ha assalito in quel momento … nessuno faccia battute circa l’associazione di me con la palestra …sto vedendo le vostre facce.

Che dire con Giulia ho passato delle ore davvero belle a ridere a chiacchierare , insomma rivederla li a distanza di 10 anni sempre bellissima e felice mi ha fatto sentire davvero benissimo …. e dire che a volte non vogliamo uscire e ci chiudiamo in noi stessi …spesso per risentire quella felicità occorre davvero aprirsi agli altri.

Comunque che dire io come sempre non influenzer nessuno ma in quel negozio ragazzi miei ci dovete proprio andare perchè loro sono stupende e gli articoli che vendono vi faranno fare bella figura anche con i regali più complessi alle presone più esigenti.

Una giornata bellissima che mi ha ricordato quanto gli altri siano davvero importanti.

Quindi DAJE GIULIA e SUSANNA che quei sorrisi possano sempre brillare

PS: ah come dite siete scomodi? abitate fuori Torino? e che problema c’è il loro shop online è fornitissimo e vi consiglio di seguire le loro stories per usufruire degli sconti del venerdì.

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LA RUOTA DELL’ANNO

C’era una volta seduto su un trono un re di bastoni dal portamento forte e sicuro con sguardo fiero e rassicurante guardava sempre attento l’orizzonte appoggiandosi saldamente al suo scettro; guardava avanti con speranza aspettando l’arrivo di qualcosa di grande.

Un giorno a galoppo su un bellissimo cavallo bianco arrivò sorridendo il sole portando con se fiori e colori con il suo spirito fresco e caloroso porta la vita, la felicità e la luce anche nelle zone più ombrose del regno.

Corre però veloce sul suo destriero, corre incontro alla ruota della fortuna la quale ricorda al re che non è buona abitudine attaccarsi troppo alle cose perché nulla è immobile e la vita è governata dal cambiamento le cui leggi spesso sono sconosciute agli uomini.

Spesso l’uomo si illude di controllare la realtà e proprio in quel momento accade che l’uomo perda qualcosa o tutto come i due poveretti che stanno cadendo dalla torre in fiamme, stavano così bene insieme al sicuro tra le mura della torre ora invece ne vengono violentemente scalzati.

Per fortuna dopo la tempesta l’uomo riprende il controllo della sua vita salendo sul carro e prendendo decisioni sagge e ponderate che lo portano a raggiungere i propri obietti non senza lavoro e fatica.

Dopo aver così tanto faticato il nostro uomo si riposa e gode dei doni ricevuti e delle soddisfazioni avute dopo aver condotto l’impresa… si riposa seduto a braccia conserte aspettando però il semestre successivo.

Proprio l’asso di denari gli ricorda di ripartire dal mondo della concretezza e dei bisogni basilari, dal mondo della materia occorre accumulare energia per affrontare i prossimi sei mesi dell’anno.

L’ uomo prosegue il cammino e si dispera vestito a lutto in un 5 di coppe per dei beni perduti senza badare alle ricchezze che sono ancora presenti alle sue spalle e che sono il primo passo da cui ricominciare la risalita.

Dopo un periodo introspettivo di ricerca e di crescita il nostro uomo si ferma con gli amici ad una festa in cui è invitato a ballare una danza antica con 5 bastoni dove per riuscire a oltrepassare le difficoltà occorre lasciare che ogni partecipante interpreti la musica a modo proprio.

A quel punto l’ uomo rimane appeso per cambiare prospettiva, trovare soluzione ai conflitti, vedere meglio la realtà e ad aspettare attentamente l’ispirazione giusta per proseguire il suo viaggio.

Torna quindi in città accolto da una donna con una festa floreale e 4 bastoni che sorreggono una bellissima corna di fiori appena colti , qui vivrà in modo stabile e felice festeggiando la prosperità della casa con gli amici.

Ma un Cavaliere di coppe lo viene a chiamare ricordandogli che il viaggio deve ricominciare proprio ora che grazie alla protezione delle stelle è riuscito a diventare padrone e a gestire il proprio mondo emozionale

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BUON ANNO

Mi sono accorta adesso che non ho fatto il solito post di inizio anno …. un anno decisamente strano che mi ha tolto parecchio ma anche regalato tantissimo. Un anno così strano si merita che in quello successivo non ci siano bilanci e dichiarazioni di obiettivi al massimo di intenzioni. Io voglio profondamente dedicare questi prossimi 365 giorni al mio benessere facendo le cose che amo con le persone che amo …insomma vorrei un 2021 all’insegna degli affetti ed è in questo senso che voglio muovermi: star meglio con me e con il mondo circostante.. Ho iniziato quest’anno con un nuovo progetto Knit di Steven West che voglio assolutamente portare a termine, sto leggendo un sacco di arretrati, non tanto libri ma file vari che mi ero salvata inerente tarocchi e crescita personale. Ecco che farne della mia esperienza formativa coi tarocchi? ovviamente migliorarla e metterla in pratica il più possibile non certamente per indovinare il futuro ma per sentire in me l’eco dei consigli che mi danno i simboli nascosti al loro interno. Ho preparto la ruota dell’anno il giorno di Capodanno spero di condividerne preso la storia con voi. Per il resto tutto procede regolarmente; ah già ho fatto il vaccino; non sto certo li a dire cose in merito, non tanto perché non ne avrei ma perché mi pare di sprecare l’ossigeno prodotto dalle piante per cose che mi appaiono banali non si può essere sostenitori del progresso solo quando si parla di tecnologia ed informatica e pensare che la medicina sia una scienza esatta è frutto dell’illusione della vita eterna, purtroppo nonostante medicina 33 ed Elisir non c’è una risposta matematica ad ogni problema di salute perché l’uomo non è solo l’espressione di quella malattia ma è esso stesso un sistema molto più complesso. In sintesi IO MI VACCINO Perché L’ESPERIENZA DEL COVID NON MI è PIACIUTA QUINDI GRADIREI NON RIPETERLA, LUNIVERSO MI HA Già INSEGNATO PARECCHIO CON QUESTA ESPERIENZA. GRAZIE.

giochi

Mi sono iscritta ad una piattaforma per lettori che si chiama GOODREADS, non so se riuscirò mai a comprenderne per bene tutte le potenzialità ma se qualcuno di voi cerca uno stimo lo per leggere di più e conosce bene l’inglese è una piattaforma ricca di gruppi che programmano sfide e giochi che possono risvegliare la voglia di prendere un libro in mano.

Ho un discreto numero di libri da leggere, schemi di maglia cui dar vita, filati cui far prendere forma, abbracci da consegnare e ricette da provare …probabilmente a questo menù dovrò aggiungere un po’ di sana disciplina che mi aiuti a preservare e difendere il tempio del mio corpo lasciato un po’ a se stesso in quest’ultimo periodo ma pian piano fare mo tutto.

Bene ora che il mio Buon anno è stato almeno impresso nel mondo del virtuale vi aspetto per il libro 2 dell’anno frutto dle tempo che posso dedicare alla lettura in vacanza

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IL CONTROLLO … e l’idea che abbiamo di lui

Non scrivo da un sacco …le cose mi sono scivolate di mano. L’ultima volta che ho aperto le pagine del blog era per raccontarvi della mia Covid experience, che ad essere onesti non mi è per niente piaciuta.

In questi due mesi sono passata dall’isolamento al cambio posto di lavoro sostanzialmente in un amen. Non sto li a raccontare i dettagli ma poiché l’ospedale dove lavoro è stato tramutato in un covid hospital su decisione della Regione io e i miei colleghi siamo stati delocalizzati in altre due strutture.

quando le cose non si incastrano come volevi

Che dire avevo pianificato un bel po’ di cose… acquistato un appartamento a due passi dall’ospedale in una zona che mi piace un sacco con non pochi progetti da attuare e invece l’universo ha deciso a suon di ceffoni di ricordarmi che non ci si deve attaccare eccessivamente alla forme e che il cambiamento è la base stessa della nostra esistenza. Certo il cambiamento è decisamente più eccitante quando siamo noi a volerlo e a pianificarlo… un po’ meno quando ci vieni buttato in faccia senza troppa intenzione.

Io non sono particolarmente refrattaria ai cambiamenti ma, onestamente preferisco quelli che scelgo. Difficilmente riesco ad affidarmi con fiducia al flusso delle cose, diciamo che oppongo sempre una certa resistenza ancorandomi alle mie convinzioni o ai mie programmi mentali. Fortunatamente l’ho presa molto meglio del previsto, e come spesso mi è accaduto con i cambiamenti coercitivi tutto sta andando bene.

D’altronde se è vero che alcune cose non le possiamo scegliere siamo noi a decidere come viverle e con quale atteggiamento mentale affrontarle, spesso ci dimentichiamo della forza che risiede nella nostra responsabilità, da cui arrivano i risultati raccolti.

Voi come che rapporto avete con il cambiamento? siete del gruppo “piatto ricco mi ci ficco” o del club “o mio dio meglio rimanere così nei secoli dei secoli?” Io devo riconoscere che proprio dal cambiamento ho trovato le persone più belle e le possibilità che mi hanno dato maggiori soddisfazioni, per ora posso solo dire di aver trovato delle anime belle con cui continuare a lavorare in linea con i mie principi generali e non è davvero poco, quindi stavolta mi eserciterò ad affidarmi a questo strambo destino che gioca a mischiarmi le carte anche quando mi sembra di averle fissate con il bostik

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oggi inizio una settimana di ferie prima di gettarmi nel torrido agosto cittadino, lo dico per avvisare chi abbia dei piani, è risaputo che quando io sono in ferie il tempo di guasta definizione popolare del concetto di inizia il maltempo).

Ho passato un paio di settimane nella nuova casa Torino e ci sto davvero benissimo, ha le dimensioni giuste ed è inserta in una zona della città che trovo estremamente gradevole … aperta con un sacco di servizi e il venticello sempre presente (almeno fino all’ora di andare a letto…lì calma piatta e ventilatore a manetta). Ho girovagato alla ricerca di botteghe e servizi che secondo me sono indispensabile e ho trovato nascosto in una viuzza un negozio di formaggi pugliesi….potrebbero nascere nuove necessità.

Non mi rendevo davvero conto di quanto questo tempo passato a far incastrare orari di treno metro e bus mi creasse disagio e stress, me ne sono accorta ieri ….salendo in treno; non mi mancava:

l’eccessiva aria condizionata che ti fa venire i crampi da colica

le persone che non sono in grado di indossare la mascherina nei luoghi chiusi nonostante le chiare indicazioni del disco

le persone che si levano la mascherina per parlare al telefono e parlano per tutta la durata del viaggio …se i figli hanno mangiato, se sono con la loro fidanzata, melgio prenotare la cena che abbiamo un cucciolo nuovo e non ci fidiamo a venire …ma a me cosa diamine me me può fregare? nulla ma mi infastidisce questa diffusione di inutili onde sonore

il ritardo, su 45 minuti di viaggio vuoi non farne 10 di ritardo che poi insomma è quasi equivalente alla puntualità mica siamo in Svizzera

in dieci anni di viaggio ho mollato a Trentalia 8500 euro circa …me ne hanno restituito 30 un anno per il ricorso ritardi ….dieci anni in cui mi sono successe ogni tipo di avventure compreso l’incidente con un auto bloccata su binari ….con la generazione di 5 ore di ritardo …. un’esperienza assurda che mi fa dire: non siamo pronti a fare i pendolari …le strutture non ce lo permettono. Tutti parlano di essere green e spesso si spostano in auto per tutto: io odio guidare cerco di farlo il meno possibile ..ora qalmeno riesco a far tornare tutti i conti.

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POLLICE VERDE …

tu come sei messo con il rapporto con i vegetali? io ho sempre pensato di aver e il pollice nero…direi praticamente in cancrena…. ai tempi del primo lavoro (correva l’anno 2002) ho fatto morire anche l’edera (immortale secondo papà).

la perfezione dei fiori

non è che io sia pessimista ma veramente ogni pianta che è arrivata a casa mia è volata direttamente nel Walallah dei vegetali nonstante io abbia dei genitori che se gettano un seme in un fazzoletto di terra arido fanno crescere un albero.

In questi anni in cui ho vissuto da sola (ormai quasi 20) ho provato davvero tante volte e ho sempre fallito…ora però la situazione è migliorata ….di certo non sono diventata la donna del fagiolo magico ma, nell’ordine:

ho una margherita da 4 anni da cui grazie ad una talea ne ho prodotto una seconda

ho ben 4 orchidee la cui più vecchia ha 3 anni e non hanno mai smesso di fiorire

ho due rose che hanno due anni

ho tre gerani da due stagioni

la fucsia dello scorso anno ancora è viva

lo so lo so non è granché ma per me è un super risultato ed ho capito una cosa…non è che la questione è il colore del pollice ma come sempre la cura che dedichiamo alle cose. Da quando ho iniziato a dedicare del temo alle piante: pulendole, bagnandole, cambiando terriccio e vaso, fertilizzandoli a modino loro mi hanno ricompensata con ampie fioriture e via si è dissolta la leggenda del mio pollice nero.

E il vostro?

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INIZIARE IL LAVORO A MAGLIA

non lo so quante persone che leggono le cose che scrivo siano appassionati di maglia, probabilmente almeno una decina. Per tutti gli altri leggete lo stesso, mettete caos che decidiate di avvicinarvi a questo bellissimo mondo potreste farlo in modo più consapevole.

Errori da non fare:

acquistare filato prima di aver scelto il pattern

collezionare pattern gratuiti come non ci fosse un domani

Consigli:

scegli un negozio di fiducia, dove poter chiedere consigli e poter imparare a conoscere i filati e a leggere gli schemi, il mio è filosofia lana e filati di Antonella, ha dei bellissimi filati ed è super competente (vi lascio il link del negozio online)

cerca un gruppo di knitter nella tua città… guarda su fb nei vari gruppi di maglia (la ricerca è piuttosto semplice) così ti divertirai di più ed avrai la possibilità di confrontarti con persone che ti insegneranno mille trucchetti che nessuno schema ti insegnerà

impara a leggere le etichette dei gomitoli e fai esercizio guardando video su you tube io ad esempio imparato guardando quelli di Emma Fassio

iscrivetevi a Raverly una comunity di knitters internazionale dove troverete un sacco di spunti e potrete capire qual è il vostro stile anche in base alla vostra corporatura

prova a lavorare coi ferri dritti e con i circolari e poi decidi quale preferisci perchè è vero che f moderno usare i circolari ma quelli dritti non sono Satana. Il vantaggio di quelli circolari è che non fanno venire male alla cervicale

segui dei blog o dei podcast..nel mio caso il preferito è quello di badialima perché da ottimi spunti circa filti modelli, designer e anche sui libri e riviste

cerca delle designer che abbiano uno stile che ti rispecchia e non le mollare

insomma è bellissimo dedicarsi a quest’hobby perchè è rilassante e permette di creare abiti che migliorano la propria immagini perchè sono sempre ed assolutamente originali e poi permette di fare un sacco di nuove amicizie…ma è meglio partire con metodo per non trovarsi subissati di filati e progetti non finiti

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RICORDI ….

Ogni tanto capita che un profumo, un suono o una situazione ci riportino alla mente ricordi, a voi mai? magari te ne stai li seduto sulla panchina nel parco e ti arriva la voce di qualcuno che sembra essere il tuo compagno di scuola alle superiore …oppure senti una canzone che ti riporta all estati in cui andavi alla feste di paese sperimentando i primi amori.

Spesso a me i ricordi arrivano proprio dagli oggetti… cioè dalla vera e propria materia, spero che la tendenza a non buttare nulla mi aiuti a provare quella bella sensazione che ti attraversa quando tocchi un oggetto che ti riporta in un’altra dimensione (o almeno il mio alibi è questo, prima o poi una di quelle trasmissioni americane sugli accumulatori seriali mi avrà a protagonista hihi).

Qualche settimana fa, al finire del mitico lock down mi madre mi ha regalato una pianta grassa figlia di una vecchissima pianta. Vecchissima quanto? Pensate che era stato un regalo organizzato da noi bambini di quinta elementare con l’aiuto della maestra (cioè il suo aiuto era stato fornire quelli che in dialetto si chiamano piantin). Quella pianta grassa, il cui nome dovrebbe essere coda di topo (ma mi avvalgo del quinto emendamento) è vissuta a casa di mamma per 30 anni diventando grande e piena di figli e fiori, da parecchio avevo chiesto a mamma di darmene alcuni e finalmente desiderio soddisfatto.

coda di topo

ogni volta che guardo quella piccola pianta, che poi quella di mamma tanto piccola non è, mi viene in mente quella maestra e gli anni delle elementari; frequentate in una piccola e vecchia scuola di montagna con altri 4 bambini in una pluriclasse (cerano con noi altri due bambini un anno più piccoli) direte voi che dolcezza sarà stata una maestra dolcissima…..

Ma de che il suo soprannome era La Crua che in dialetto significa “la cruda” diciamo che le sue doti empatiche erano decisamente scarse e ci ha accolti a 7 anni in modi che adesso probabilmente i genitori chiamerebbero il WWF immediatamente. Con lei però ho imparato tantissimo: di certo quasi nulla sull’amore ma tutto sullo sforzo e sull’impegno per arrivare alle cose che desidero e molto anche sulla rettitudine morale.

Grazie a lei ho imparato la disciplina e la tenacia e ho potuto sviluppare la mia immaginazione e il mio amore per i libri che crescevano anche per avere un po’ di riconoscimento da lei …. la mia sindrome del bravo bambino di certo li si è ben sedimentata … ma veramente in questi 40 anni mi guardo indietro ed ancora la vedo in piedi nei sui grembiuli marroni, secca secca di fianco alla lavagna ad ascoltarci leggere il sussidiario.

insomma questa piccola pianta che adesso è da me ha per me un valore affettivo davvero grande perchè è una pianta che punge ma che se le dai le giuste cure, la giusta luce ed il giusto calore diventa una bellissima pianta e fa dei fiori che racchiudono in sè la perfezione della natura. Tutto questo a volte attraversa la mente guardando un oggetto o semplicemente ricevendo un regalo bellissimo

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UN LUNEDI’ AL LAGO

Giungo è iniziato con la definitiva chiusura del periodo di lokdown e conseguente apertura alla mobilità interregionale… risultato: freddo polare. Certo un po’forse ho contribuito pure io con il cambio armadio, ma questa volta è colpa mia solo in minima parte.

Devo dire che in questo trimestre sono stata subissata da mille stimoli arrivati dai vari creativi che seguo sui diversi canali social, stimoli anche di altro tipo in realtà…chessò culinari, di ricerca spirituale e di letteratura…

Inizialmente questo mi ha dato una super carica, poi mi sono decisamente afflosciata tipo palloncino che ha finito l’elio e, onestamente, mi sono ritrovata come un abbruttito personaggio di Zerocalcare impallata la monitor del pc a ammazzarmi di serie tv.

Ho una serie di progetti di maglia da terminare ma non ne ho avuto nessuna voglia …ho addirittura deviato verso la mia vecchia passione per stikers e cancelleria per lenire questo senso di sconforto.

Oggi quindi al mio primo giorno di ferie ho fatto una full immersion di knitting (perchè dire di malga fa subito nonnina con occhiali e scialle …. l’inglese da subito un altro tono) con la mia amica Gisella che mi ha portato sul lago di Avigliana a goderci una, credo unica, giornata di sole magnifica che mi ha davvero rigenerata. Ho deciso che condividerò qui i progetti che ho indietro per automotivarmi a metterci mano, un p’ come ho fatto per la lettura lo scorso anno.

amicizia

Sto facendo un sacco di errori di digitazione perché due giorni fa mi sono infortunata il medio con un pericolosissimo utensile da cucina …la lama di un affetta verdura intercambiabile…..fare attenzione MAI!

comunque tornando alle questioni creative , condividere la mia passione con un’amica mi ha aiutato a rimettere benzina nel motore …quindi gambe in spalla voglio davvero darmi una mossa per finire i lavori che ho sui ferri per potermi dedicare agli altri mille progetti che ho già stampato e a quelli che ho in mente.

Intanto sto anche finendo un bel libro di meditazione ne parlerò più avanti spero in un modo che non risulti da pseudoguro intrippato dai funghetti che crescono in giardino