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ritrovare noi stessi ….

La felicità di Emma” ho scelto questo libro al sondaggio del gruppo di lettura cui partecipo seduta a gambe incrociate su un comodo letto fornito di un caldissimo piumone con l’iuto della mia amica Alessia…. abbiamo letto la sinossi e non nego ci siamo fatte delle grasse e sono roe risate: pensa te un libro su una che cresce ed ama i maiali ah ah ah. Ho promesso ad Alessi che lo avrei letto e così è stato e non ho riso per niente.

Un libro che, anche in questo caso, non avrebbe assolutamente attirato la mia attenzione eppure è stata una piacevole compagnia estiva. Che dire di questo romanzo, di certo non ha il fine di rendere edotti su massimi sistemi politico sociali dell’epoca ma tratta di amore e ricerca di sè.

Emma è una giovane donna proprietaria di una fattoria in cui alleva animali in libertà e con tanto amore, nello specifico alleva maiali che uccide con le sue mani nel modo più amorevole possibile e ne lavora le carni per venderle. La fattoria è inserita in un contesto rurale dove Emma conosce tutti e aspetta che lo sceriffo, ostacolato da una madre troppo acida, si dichiari.

amore

Proprio mentre Sta pensando ad un piano B per salvare la fattoria dalla bancarotta , nel suo podere (precisamente alla fine di un dirupo) trova un uomo mezzo moribondo sbalzato da una Ferrari vicino ad un sacco di soldi, decide quindi di prendersi l’uomo i soldi e di bruciare l’auto.

Ecco da questo momento inizia la storia di una donna che riscopre la sua femminilità e l’amore per se stessa attraverso l’amore per un uomo che sa dovrà abbandonare perchè gravemente malato. Una bella storia di crescita e di rivalsa personale. Un libro che consiglio vivamente specie per i momenti in cui ci sentiamo mentalmente appesantiti.

Fa per te se:

  • ti piacciono le storie d’amore
  • ti piace vedere la rivalsa dei personaggi
  • ti piacciono i colpi di scena

non fa per te se:

  • sei parecchio vegan e la macellazione è un problema
  • non ti piacciono le storie d’amore
  • non credi nel colpo di fortuna
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IL SAPORE DELLE PAROLE

Ecco: contrariamente al libro di cui vi ho raccontato la scorsa settimana questo sarebbe di certo finito nella mia libreria. Innanzi tutto non so se avete visto la bellezza della copertina, dell’immagine scelta dei colori usati e delle parole impresse; peccato non possiate palpare la porosità del cartoncino. Quando l’ho preso in libreria l’ho portato a casa piena di aspettative, d’altronde ne avevo letto parole meravigliose quasi in ogni dove ….

Me lo sono coccolato per tutte le sue pagine, la Persia con i suoi colori, sapori e rumori mi ha accompagnata al lavoro per quasi tutto il mese. Mi sono persa nei racconti di Mona, nella descrizione delle donne della sua famiglia, ho riso per l’eccentrica nonna e pianto per la remissiva madre.

Un libro suddiviso in capitoli governati da un tema declinato dal sottotitolo; una delle sedici parole, un libro che trasuda nostalgia di casa, necessità di riscoprire le proprie origini ma che racconta anche il dolore di non sentirsi più parte di quel mondo, di quelle tradizioni: il dolore di non sentirsi più parte di qualcosa.

origini e famiglia

Il romanzo inizia con il viaggio che Mona e la madre fanno in Iran per il funerale della nonna, lì incontrano parenti…raccontano la defunta con gli occhi della memoria; Mona incontroa Ramin il suo amore tira e molla che la tiene legata e allo stesso tempo la respinge esattamente come accade per i sentimenti che la tengono legata al suo paese.

Un libro in cui le sedici parole ci guidano sapientemente dando una senso profondo alla storia di questa giovane donna che cerca il proprio futuro passando dalle ferite del passato.

Fa per te se:

  • ami le storie delle famiglie
  • ti piace il fascino dell’oriente
  • ti piace aprire vecchi forzieri di famiglia
  • non hai paura di cercare dentro gli armadi

Non fa per te se

  • non hai chiuso i conti con le tue origini
  • non ami i racconti di famiglia
  • ti annoi solo a sentir parlare di famiglia e ricerca

Questo è uno di quei libri che di certo rileggerò, non credo di averne colto appieno l’anima e la potenza, forse proprio perché quella delle origini è una tematica ancora troppo viva anche per me quindi non sono abbasta aperta per abbracciare le ferite di un altro.

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E’ QUASI MAGIA…

Mai avrei acquistato questo libro (o forse si per la bellezza del formato e della copertina , che nel caso di Keller ed. non delude mai) insomma voglio dire; anche leggendo la sinossi, probabilmente sarebbe rimasto li sullo scaffale per abbellire altrui librerie. Invece è finito dritto dritto sulla mia: complimenti alla coerenza direte voi; io vi rispondo “ho dato fiducia al mio gruppo di lettura” e non ho sbagliato.

Certo, partecipare ad un gruppo di lettura non vuol dire necessariamente tapparsi il naso e buttarsi a capofitto in una storia che non ci appartiene ma io credo che se decidiamo di parteciparvi è anche per avere nuovi stimoli, per aprirci a nuovi orizzonti e a nuovi autori…. insomma è un po’ una sfida; una specie di primo appuntamento non credete? Se vogliamo continuare a leggere gli stessi autori, camminare tra le vie sicure delle medesime narrazioni non abbiamo certo bisogno di un gruppo di lettura; per quello è sufficiente la più comoda poltrona di casa nostra e una valida luce notturna.

riflessioni

Bottigliette, mi ha fatto comunque simpatia ed è esteticamente bellissimo; anche la copertina, dopo la lettura acquista un nuovo significato.

Intanto il libro è ambientato nella Romania di Ceauşescu alla fine degli anni 70 (già per me questa sconosciuta … cioè quanto ne so io di Romania a parte lontani ricordi scolastici? ) e la protagonista, Alina, ha il potere magico di rimpicciolire le persone e rinchiuderle appunto in bottigliette. Alina insegna ed ha in progetto di distribuire un libro di matematica per studenti, è sposata con Liviu il libro racconta del loro amore dei loro litigi , di come si ama e si rimane assieme in un regime in cui la libertà non è contemplata. Alina è moglie di …. cognata di … figlia di… in quanto donna può essere prelevata, spiata, interrogata e violata proprio dal sistema cui è tenuta essere fedele.

A seguito di una serie di vicissitudini legate al cognato che fugge in occidente Alina e Liviu studiano un piano per seguirne le orme in modo da poter vivere liberi …. a contrastare i piani della coppia sarà proprio la madre della ragazza che troverà aiuto nella magica zia Therese.

In queste 232 pagine spesso il lettore si perde tra la violenta realtà e la surreale magia in cui vive questa famiglia, l’autrice riesce in un modo davvero originale a raccontare la brutture di un’epoca e, volendo, fa riflettere su cos significhi non avere libertà neppure nei sogni, ma soprattutto da alla protagonista la forza per arrivare dove vuole, per rinnovarsi e tornare alle origini per riconciliarsi con il passato?

Fa per te se :

  • sei un lettore curioso
  • ti appassionano le storie legate alla storia
  • ti piace essere riportato con forza sulla terra
  • ami i mondi surreali

Non fa per te se:

  • non ami uscire dalla routine
  • non apprezzi i romanzi ambientati nei periodi di regime
  • ti piacciono solo le storie che non scuotono
  • non credi un po’ alla possibilità della magia
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benvenuti

Un po’ di tempo fa ho cucito un fuoriporta grazie alle sapienti spiegazioni di Monica Di Le tricot Patchwork di Torre Pellice, nonchè dei suoi sapienti video. Tra i vari lock down (orrendi) che ci sono stati di certo chi ama la creatività e gli spazi in cui essa fluisce ha sentito enormemente la mancanza dei corsi in presenza. Per carità la tecnologia e lo shopping online hanno colmato alcune lacune ma nessun riunione su zoom può sostituire il clima che si crea tra creativi che si scambiano idee o imparano qualcosa di nuovo. Monica comunque si è studiata un progetto a pacchetti davvero interessante, si acquista un viaggio, due o tre…. mensilmente arriva il pacco con il materiale e un piccolo regalo hande made (very beautiful) dentro ci sono le spiegazioni per realizzare il tutto e partecipando al gruppo fb ci sono video e la possibilità di chiedere a lei consulenza su tutto. Ah dimenticavo, cosa non poco importante, i materiali sono di altissima qualità. Vabbè ma questo non è comunque un post pubblicitario anche se vi lascio il link del sito di Monica cui voglio molto bene e che con me in questi anni ha avuto sacrosanta pazienza (sono una studente un po’ monella) … volevo riflettere su un altro aspetto.

Ho creato questo fuoriporta divertendomi un sacco perchè i materiali sono belli, colorati perchè si potevano applicare cose diverse ed usare il free motion (che per chi non cuce non significa nulla ma è una specie di free stile della macchina da cucire). Ho fatto gli yoyo ho incollato, legato, abbinato stoffe e colori perchè volevo avere un fuoriporta che rispecchiasse me e dicesse davvero BENVENUTO ai mie ospiti ….ma anche a chi passa scendendo dalle scale (in effetti non è un fuoriporta di quelli minimal…ma chi mi conosce sa bene che io e minimal nella stessa frase possiamo starci solo se si parla di sport .) ).

Ma quanto è bello arrivare in un posto e sentirsi dire benvenuto/a/i è un po’ come un abbraccio intangibile …ci si sente accolti, attesi, accettati inclusi. Io voglio che chi entri in casa mia si senta così: benvenuto così com’è, con quello che si porta dietro nel faticoso viaggio.

Ma quanto sarebbe figo nelle relazioni attaccarsi un’etichetta con scritto benvenuto: benvenuto nella nostra relazione, nel nostro spazio, nel mio mondo, nei miei pensieri sii premuroso ed attento nel mio spazio che ti sta dando emotivamente ristoro . No? Benvenuto è un qualcosa che apre che accoglie, un rimando all’ospitalità che ristora (pensiamo alle nostre nonne) chissà magari un giorno me la farò quell’etichetta così solo per essere più esplicita.

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LE MIE MANIE

Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore
Dalle ossessioni delle tue manie
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare
.

Battiato

Cantava il mitico Battiato…. io di manie ne ho davvero un sacco; attualmente ne sono più consapevole e le controllo meglio ma veramente a volte mi ritrovo a riderne perché ancora mi fanno sbroccare. All’inizio mi credo delle abitudini che sostanzialmente mi diano l’illusione del controllo ma poi ne rimango sostanzialmente ingabbiata. A voi come va? ne avete di manie? Riuscite a gestirle o ne siete schiacciati? Io principalmente ne rido e cerco di usarle in mod più razionale provo ad elencarne alcune

bullet journal
  • la puntualità …su questa non riesco a venire a compromessi neppure oggi dopo tanti anni, responsabile mia madre che ci preparava ore prima anche per la messa …neppure dovessimo imbarcarci in aereo ogni domenica.
  • le liste: non solo quella della spesa ma sostanzialmente credo di avere una lista per ogni cosa e di fare liste ogni volta che mi pare che i pensieri siano così ingarbugliate da non trovare un’uscita …eh già perché nel mio caso quando distribuivano la pazienza ero in bagno
  • la cancelleria: bhe vorrai mica scrivere le liste con una impersonale bic nera no? io amo le penne colorate, i post-it le carte su cui scrivere, gli evidenziatori non vi dico per decenza il numero di quadernini in mio possessi …non li riempirei tutti neppure fossi la reincarnazione dei Hemingway.
  • le serie tv: questa forse è quella che mi ingabbia di più perché mi ruba più tempo…. eh già perché non è che riesco a fare come gli altri che guardano la tv mentre fanno altre cose: ricamano, cucinano, puliscono o fanno maglia. Eh no io devo star concentrata sulla storia e sui personaggi…. ecco ne faccio indigestione mannaggia ad amazon prime video…. resisto a Netflix altrimenti non leggerei neppure più un deplian.

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LIBRO 6/21

“Ogni volta (lo giuro, ogni volta) che ho la meglio in una discussione finisce che me ne pento, e chiedo pure scusa. Il mio problema è che non sopporto la vista delle persone umiliate, anche quando se lo meritano. Credo che ci sia qualcosa di sbagliato nell’aver ragione.”

Ho scelto questo libro per due ragioni:

  • copertina sgargiante e un po’ misteriosa
  • il titolo (soprattutto il sottotitolo) chi non ha mai detto questa frase o, specialmente in questo periodo di spumeggiante ilarità cosmica, non l’ha pensato almeno una volta?

Non avevo mai letto nulla di DeSilva (anzi non è vero nel 2018 ho letto “Superficie” e probabilmente non l’ho capito) o per meglio dire nessun romanzo…. men che meno conoscevo Malinconico. Insomma le avventure di questo avvocato sono decisamente celebri e devo dire che è un personaggio che si fa amare praticamente subito. Il nome farebbe pensare ad un losco figuro tendenzialmente palloso e lugubre…invece ci appare un uomo con un umorismo fortissimo. Ho iniziato a leggerlo con sospetto e quasi subito mi sono ammazzata dal ridere, come non accadeva da un po’ leggendo un libro.

La storia racconta di una ragazza, figlia del sindaco, che fa la escort e, durante una retata della polizia scappa e trova rifugio proprio a casa di Malinconico. La ragazza tornerà dal protagonista, non a casa, bensì in studio per essere da lui rappresentata e difesa per un ricatto causato proprio dalle sue attività illecite che danneggerebbero la carrier politica del padre. Mentre si svolge l’avventura della ragazza nel trovare chi sta ricattando il padre con il video della figlia viviamo parallelamente la storia di Malinconico che è innamorato e ricambiato, con prudenza, che casualmente inizia una serie di accertamenti diagnostici da cui si scopre che ha un cancro e che dovrà quindi subire i trattamenti del caso.

Si intreccia quindi la storia di Malinconico con quella del caso che dovrebbe rappresentare, i personaggi che si presentano sono decisamente ricchi di personalità e ritengo improbabile possano lasciare indifferente anche il lettore più anaffettivo. Una storia davvero simpatica dove il protagonista si trova davvero a fare i conti con i valori che contano: l’amore, la giustizia, la morte, la famiglia il tutto condito da una buona dose di paura di rimanere da soli.

Insomma 320 pagine che scorrono davvero veloci e che spesso ti lasciano con un bel sorriso stampato in faccia…. che si sa è il miglior degli accessori .

Fa per te se:

  • sei un tipo facile alla risata
  • ti sta simpatico l’uomo medio
  • ti piace l’intersecarsi di più storie e tematica nel medesimo canovaccio
  • ti affezioni ai personaggi
  • ti immagini vivamente le scene (tipo sit com)

Non fa per te se:

  • ti aspetti intrecci tipo CSI
  • ti piacciono i protagonisti al top
  • sei allergico all’umorismo
  • sei appassionato alle serie tv di avvocati … qui forse rimarresti deluso
  • non ti piacciono i libri con “la morale nascosta”

Un libro davvero bello da regalare a qualche amico simpatico e che ama la pluralità dell’imperfezione. Di certo alla fine del libro, cui finale non rivelerò, non possiamo che essere d’accordo con il protagonista i valori che contano dovrebbero attirare la nostra attenzione prima di rischiare di perderli.

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PROGETTI ….SOSPETTI

ho il sospetto di aver troppi progetti iniziati, è inutile pensare di mettermi lì pancia piatta (che poi su di me suona come un ossimoro) e portare a termine le cose iniziate e non iniziare nulla di nuovo. Ho deciso quindi di usare il metodo Gideon , ben illustrato da Badialima, e al termine di ogni progetto ne metterò sui ferri uno nuovo in questo modo il volume dei progetti wip non si ridurrà ma almeno cambierà volto. Da lunedì saremo nuovamente in zona rossa, per star bene ho bisogno di meditazione e manualità….la maglia rappresenta il connubio perfetto (come recitano parecchi articoli letti sul web), certo anche leggere mi aiuta ma il movimento rilassante alla basa della creatività manuale mi riportano sempre rapidamente vicino a me stessa.

Oggi ho finito un collo disegnato dalla bravissima Jioji Locatelli, e il primo schema che lavoro…spesso mi ero soffermata a guardare i suoi bellissimi disegni pensando che non fossero alla mia portata, quando ho visto questo mi sono detta “dai è la volta buona, ce la posso fare”; per di più è stato un ottimo progetto per utilizzare le riserve di filato nell’armadio.

Quando si finisce l’ultimo ferro, si chiude il lavoro …non so come spiegare ma la sensazione che si prova è davvero bellissima perché tra le mani c’è il frutto del lavoro e anche un oggetto unico che nessun altro potrà fare esattamente uguale al tuo. In più ogni volta che indosserai quel capo ti ricorderai di cosa facevi mentre lo lavoravi, di cos’era successo quell’anno…. ecco io non vedo l’ora di indossare questo collo, andare a qualche fiera con le mie amiche e rispondere all domanda “che bello quel collo quando l’hai fatto?” “eh sai ti ricordi il periodo della pandemia in cui non si poteva sostanzialmente fare nulla? ecco in quel periodo ho prodotto un sacco di meraviglia.”

Ecco l’unica cosa su cui vorrei stare attenta è non comprare materiale da lasciare li a prender polvere ma non dovrei corre il rischio di non aver idee cui dar vita. E voi come vi destreggiate con i progetti? vi piace rifugiarvi nel mondo della creatività? io sono grata di frequentare questo mondo …. probabilmente è grazie a questo che nonostante il lungo periodo di stress che sta affliggendo tutti ancora non ho perso il sorriso e la speranza. ù

E ora mi metto a lavora su una maglia che voglio finire e poi mi diverto a progettare un nuovo inizio …..

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LA RUOTA DELL’ANNO

C’era una volta seduto su un trono un re di bastoni dal portamento forte e sicuro con sguardo fiero e rassicurante guardava sempre attento l’orizzonte appoggiandosi saldamente al suo scettro; guardava avanti con speranza aspettando l’arrivo di qualcosa di grande.

Un giorno a galoppo su un bellissimo cavallo bianco arrivò sorridendo il sole portando con se fiori e colori con il suo spirito fresco e caloroso porta la vita, la felicità e la luce anche nelle zone più ombrose del regno.

Corre però veloce sul suo destriero, corre incontro alla ruota della fortuna la quale ricorda al re che non è buona abitudine attaccarsi troppo alle cose perché nulla è immobile e la vita è governata dal cambiamento le cui leggi spesso sono sconosciute agli uomini.

Spesso l’uomo si illude di controllare la realtà e proprio in quel momento accade che l’uomo perda qualcosa o tutto come i due poveretti che stanno cadendo dalla torre in fiamme, stavano così bene insieme al sicuro tra le mura della torre ora invece ne vengono violentemente scalzati.

Per fortuna dopo la tempesta l’uomo riprende il controllo della sua vita salendo sul carro e prendendo decisioni sagge e ponderate che lo portano a raggiungere i propri obietti non senza lavoro e fatica.

Dopo aver così tanto faticato il nostro uomo si riposa e gode dei doni ricevuti e delle soddisfazioni avute dopo aver condotto l’impresa… si riposa seduto a braccia conserte aspettando però il semestre successivo.

Proprio l’asso di denari gli ricorda di ripartire dal mondo della concretezza e dei bisogni basilari, dal mondo della materia occorre accumulare energia per affrontare i prossimi sei mesi dell’anno.

L’ uomo prosegue il cammino e si dispera vestito a lutto in un 5 di coppe per dei beni perduti senza badare alle ricchezze che sono ancora presenti alle sue spalle e che sono il primo passo da cui ricominciare la risalita.

Dopo un periodo introspettivo di ricerca e di crescita il nostro uomo si ferma con gli amici ad una festa in cui è invitato a ballare una danza antica con 5 bastoni dove per riuscire a oltrepassare le difficoltà occorre lasciare che ogni partecipante interpreti la musica a modo proprio.

A quel punto l’ uomo rimane appeso per cambiare prospettiva, trovare soluzione ai conflitti, vedere meglio la realtà e ad aspettare attentamente l’ispirazione giusta per proseguire il suo viaggio.

Torna quindi in città accolto da una donna con una festa floreale e 4 bastoni che sorreggono una bellissima corna di fiori appena colti , qui vivrà in modo stabile e felice festeggiando la prosperità della casa con gli amici.

Ma un Cavaliere di coppe lo viene a chiamare ricordandogli che il viaggio deve ricominciare proprio ora che grazie alla protezione delle stelle è riuscito a diventare padrone e a gestire il proprio mondo emozionale

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LIBRO 3/21

Ma voi li leggete i libri in fumetto? credo che la categoria sia da definire come Graphic Novel …ma onestamente non so se in questa categoria rientrino tutti i fumetti bhu per il mio cervello un fumetto è un fumetto in qualsiasi forma estetica si possa presentare. La domanda comunque è seria voi li leggete? li considerate libri? allora io francamente credo di aver letto gli ultimi fumetti quando leggevo Geppo quello del diavolo che cerca di fare le buone azioni sulla terra con gli umani e faceva un sacco di casini… forse da riferimenti culturali di questo genere trae spunto la mi leggendaria grazia ..ma vabbè questo non centra.

In questo periodo mio marito si è intrippato con quelli di Zerocalcare, ovviamente sapevo chi fosse ben prima della comparsa di un suo libro a casa mia ma onestamente lo seguivo sul blog e sulla pagina FB … nulla mi ha mai smosso a comprare i suoi libri.

Bhe grazia a Silvio mi sono dovuta ricredere ho letto il primo e mi è piaciuto un sacco, impossibile non leggerlo ripensando alla voce dei suoi video…. davvero un bel libro anche dal punto di vista dell’oggetto in se ottima carta e rilegatura perfetta … se non ne avete mai provato uno potrebbe essere il momento di dare una possibilità a questo mondo

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TE LA RICORDI LA NORMALITA’?

Venerdì sono tornata a Cantalupa per godermi un po’ il verde e anche i miei animaletti, in più in questo periodo c’è sempre la speranza di godersi gli incantati paesaggi innevati no? Comunque l’organizzazione era perfetta, borsa pronta già portata con me al lavoro dal mattino, casa chiusa e pulita obiettivo principale uscire in orario dal lavoro per evitare di arrivare troppo tardi col treno.

Ecco come previsto il pippone sul controllo di qualche post fa era appunto solo un pippone; io proprio a non organizzare maniacalmente le cose non riesco … ho la sindrome del puzzle esistenziale probabilmente. Comunque, come organizzato, riesco ad uscire in orario dal lavoro e becco pure quasi subito il bus per arrivare alla stazione di Porta Susa con appena 24 fermate. Salgo, fortunatamente mi siedo (fortunatamente perchè tra zaino , borsa e super giaccone davvero sembravo la Befana) e quindi scrivo a mio marito l’orario di arrivo; risposta “a ma io a quell’ora ho appuntamento con l’architetto” risposta pensiero ma mammaggialaput…a non potevi dirmelo prima? Ecco mio marito è l’opposto lui è il tipico con la personalità “già che devo uscire per fare questo inanelllo altre 18 attività” che ovviamente manderanno i piani in caciara ma tanto che te frega non avevamo altro da fare…. Ma magari tu Dio santo pregevole creatura io avevo una lista di cose lunga mezzo rotolone regina.

Sicché mi riorganizzo e decido di prendere il treno dopo perché, con tutto il rispetto per Pinerolo, preferisco aspettare un’ora e mezzo a Torino porta Susa piuttosto che nella tamarrissima stazione di cui sopra. Sbarcata a Porta Susa mi immagino che ci sia almeno un bar aperto per prendere un cappuccino e per sedermi comodamente all’aperto aspettando l’orario e leggendo un libro. Speranza in frantumi Porta Susa tipo deserto del Sahara se non per una quantità di persone stranamente elevata per il periodo con ventordici buste di acquisti …. il criceto del cervello si mette in moto: ah probabilmente ci sono i saldi, quindi …ah già ma oggi siamo in giorni GIALLI quindi bar aperti con possibilità di sbraco all’interno.

Bar bon 25

Decido allora di avventurarmi e di attraversare Corso Inghilterra per andare in un bar dove andavo spesso prima del lock-down (spesso proprio perché attiguo alla stazione) per alcuni motivi fondamentali: il personale è gentilissimo, i dolci sono tantissimi e ottimi e fanno un cappuccino da urloooo.

Sono quindi entrata nel locoale dove c’era una coppia che chiacchierava e; ragazzi che emozione assaporare un gesto che fino alla scorso anno era normalmente banale cioè ordinare un cappuccino e berlo al tavolino leggendo un libro …sorridere ai camerieri essere quasi commossi alle battute: insomma un bellissimo momento, vissuto grazie alla disorganizzazione cronica di mio marito (ma questo magari non diciamoglielo).

Voi come siete messi con la nostalgia da normalità? a me mancano addirittura gli abbracci e chi mi conosce lo sa che ne sono abbastanza allergica.