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LE MIE MANIE

Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore
Dalle ossessioni delle tue manie
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare
.

Battiato

Cantava il mitico Battiato…. io di manie ne ho davvero un sacco; attualmente ne sono più consapevole e le controllo meglio ma veramente a volte mi ritrovo a riderne perché ancora mi fanno sbroccare. All’inizio mi credo delle abitudini che sostanzialmente mi diano l’illusione del controllo ma poi ne rimango sostanzialmente ingabbiata. A voi come va? ne avete di manie? Riuscite a gestirle o ne siete schiacciati? Io principalmente ne rido e cerco di usarle in mod più razionale provo ad elencarne alcune

bullet journal
  • la puntualità …su questa non riesco a venire a compromessi neppure oggi dopo tanti anni, responsabile mia madre che ci preparava ore prima anche per la messa …neppure dovessimo imbarcarci in aereo ogni domenica.
  • le liste: non solo quella della spesa ma sostanzialmente credo di avere una lista per ogni cosa e di fare liste ogni volta che mi pare che i pensieri siano così ingarbugliate da non trovare un’uscita …eh già perché nel mio caso quando distribuivano la pazienza ero in bagno
  • la cancelleria: bhe vorrai mica scrivere le liste con una impersonale bic nera no? io amo le penne colorate, i post-it le carte su cui scrivere, gli evidenziatori non vi dico per decenza il numero di quadernini in mio possessi …non li riempirei tutti neppure fossi la reincarnazione dei Hemingway.
  • le serie tv: questa forse è quella che mi ingabbia di più perché mi ruba più tempo…. eh già perché non è che riesco a fare come gli altri che guardano la tv mentre fanno altre cose: ricamano, cucinano, puliscono o fanno maglia. Eh no io devo star concentrata sulla storia e sui personaggi…. ecco ne faccio indigestione mannaggia ad amazon prime video…. resisto a Netflix altrimenti non leggerei neppure più un deplian.

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TE LA RICORDI LA NORMALITA’?

Venerdì sono tornata a Cantalupa per godermi un po’ il verde e anche i miei animaletti, in più in questo periodo c’è sempre la speranza di godersi gli incantati paesaggi innevati no? Comunque l’organizzazione era perfetta, borsa pronta già portata con me al lavoro dal mattino, casa chiusa e pulita obiettivo principale uscire in orario dal lavoro per evitare di arrivare troppo tardi col treno.

Ecco come previsto il pippone sul controllo di qualche post fa era appunto solo un pippone; io proprio a non organizzare maniacalmente le cose non riesco … ho la sindrome del puzzle esistenziale probabilmente. Comunque, come organizzato, riesco ad uscire in orario dal lavoro e becco pure quasi subito il bus per arrivare alla stazione di Porta Susa con appena 24 fermate. Salgo, fortunatamente mi siedo (fortunatamente perchè tra zaino , borsa e super giaccone davvero sembravo la Befana) e quindi scrivo a mio marito l’orario di arrivo; risposta “a ma io a quell’ora ho appuntamento con l’architetto” risposta pensiero ma mammaggialaput…a non potevi dirmelo prima? Ecco mio marito è l’opposto lui è il tipico con la personalità “già che devo uscire per fare questo inanelllo altre 18 attività” che ovviamente manderanno i piani in caciara ma tanto che te frega non avevamo altro da fare…. Ma magari tu Dio santo pregevole creatura io avevo una lista di cose lunga mezzo rotolone regina.

Sicché mi riorganizzo e decido di prendere il treno dopo perché, con tutto il rispetto per Pinerolo, preferisco aspettare un’ora e mezzo a Torino porta Susa piuttosto che nella tamarrissima stazione di cui sopra. Sbarcata a Porta Susa mi immagino che ci sia almeno un bar aperto per prendere un cappuccino e per sedermi comodamente all’aperto aspettando l’orario e leggendo un libro. Speranza in frantumi Porta Susa tipo deserto del Sahara se non per una quantità di persone stranamente elevata per il periodo con ventordici buste di acquisti …. il criceto del cervello si mette in moto: ah probabilmente ci sono i saldi, quindi …ah già ma oggi siamo in giorni GIALLI quindi bar aperti con possibilità di sbraco all’interno.

Bar bon 25

Decido allora di avventurarmi e di attraversare Corso Inghilterra per andare in un bar dove andavo spesso prima del lock-down (spesso proprio perché attiguo alla stazione) per alcuni motivi fondamentali: il personale è gentilissimo, i dolci sono tantissimi e ottimi e fanno un cappuccino da urloooo.

Sono quindi entrata nel locoale dove c’era una coppia che chiacchierava e; ragazzi che emozione assaporare un gesto che fino alla scorso anno era normalmente banale cioè ordinare un cappuccino e berlo al tavolino leggendo un libro …sorridere ai camerieri essere quasi commossi alle battute: insomma un bellissimo momento, vissuto grazie alla disorganizzazione cronica di mio marito (ma questo magari non diciamoglielo).

Voi come siete messi con la nostalgia da normalità? a me mancano addirittura gli abbracci e chi mi conosce lo sa che ne sono abbastanza allergica.

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BUON ANNO

Mi sono accorta adesso che non ho fatto il solito post di inizio anno …. un anno decisamente strano che mi ha tolto parecchio ma anche regalato tantissimo. Un anno così strano si merita che in quello successivo non ci siano bilanci e dichiarazioni di obiettivi al massimo di intenzioni. Io voglio profondamente dedicare questi prossimi 365 giorni al mio benessere facendo le cose che amo con le persone che amo …insomma vorrei un 2021 all’insegna degli affetti ed è in questo senso che voglio muovermi: star meglio con me e con il mondo circostante.. Ho iniziato quest’anno con un nuovo progetto Knit di Steven West che voglio assolutamente portare a termine, sto leggendo un sacco di arretrati, non tanto libri ma file vari che mi ero salvata inerente tarocchi e crescita personale. Ecco che farne della mia esperienza formativa coi tarocchi? ovviamente migliorarla e metterla in pratica il più possibile non certamente per indovinare il futuro ma per sentire in me l’eco dei consigli che mi danno i simboli nascosti al loro interno. Ho preparto la ruota dell’anno il giorno di Capodanno spero di condividerne preso la storia con voi. Per il resto tutto procede regolarmente; ah già ho fatto il vaccino; non sto certo li a dire cose in merito, non tanto perché non ne avrei ma perché mi pare di sprecare l’ossigeno prodotto dalle piante per cose che mi appaiono banali non si può essere sostenitori del progresso solo quando si parla di tecnologia ed informatica e pensare che la medicina sia una scienza esatta è frutto dell’illusione della vita eterna, purtroppo nonostante medicina 33 ed Elisir non c’è una risposta matematica ad ogni problema di salute perché l’uomo non è solo l’espressione di quella malattia ma è esso stesso un sistema molto più complesso. In sintesi IO MI VACCINO Perché L’ESPERIENZA DEL COVID NON MI è PIACIUTA QUINDI GRADIREI NON RIPETERLA, LUNIVERSO MI HA Già INSEGNATO PARECCHIO CON QUESTA ESPERIENZA. GRAZIE.

giochi

Mi sono iscritta ad una piattaforma per lettori che si chiama GOODREADS, non so se riuscirò mai a comprenderne per bene tutte le potenzialità ma se qualcuno di voi cerca uno stimo lo per leggere di più e conosce bene l’inglese è una piattaforma ricca di gruppi che programmano sfide e giochi che possono risvegliare la voglia di prendere un libro in mano.

Ho un discreto numero di libri da leggere, schemi di maglia cui dar vita, filati cui far prendere forma, abbracci da consegnare e ricette da provare …probabilmente a questo menù dovrò aggiungere un po’ di sana disciplina che mi aiuti a preservare e difendere il tempio del mio corpo lasciato un po’ a se stesso in quest’ultimo periodo ma pian piano fare mo tutto.

Bene ora che il mio Buon anno è stato almeno impresso nel mondo del virtuale vi aspetto per il libro 2 dell’anno frutto dle tempo che posso dedicare alla lettura in vacanza

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IL CONTROLLO … e l’idea che abbiamo di lui

Non scrivo da un sacco …le cose mi sono scivolate di mano. L’ultima volta che ho aperto le pagine del blog era per raccontarvi della mia Covid experience, che ad essere onesti non mi è per niente piaciuta.

In questi due mesi sono passata dall’isolamento al cambio posto di lavoro sostanzialmente in un amen. Non sto li a raccontare i dettagli ma poiché l’ospedale dove lavoro è stato tramutato in un covid hospital su decisione della Regione io e i miei colleghi siamo stati delocalizzati in altre due strutture.

quando le cose non si incastrano come volevi

Che dire avevo pianificato un bel po’ di cose… acquistato un appartamento a due passi dall’ospedale in una zona che mi piace un sacco con non pochi progetti da attuare e invece l’universo ha deciso a suon di ceffoni di ricordarmi che non ci si deve attaccare eccessivamente alla forme e che il cambiamento è la base stessa della nostra esistenza. Certo il cambiamento è decisamente più eccitante quando siamo noi a volerlo e a pianificarlo… un po’ meno quando ci vieni buttato in faccia senza troppa intenzione.

Io non sono particolarmente refrattaria ai cambiamenti ma, onestamente preferisco quelli che scelgo. Difficilmente riesco ad affidarmi con fiducia al flusso delle cose, diciamo che oppongo sempre una certa resistenza ancorandomi alle mie convinzioni o ai mie programmi mentali. Fortunatamente l’ho presa molto meglio del previsto, e come spesso mi è accaduto con i cambiamenti coercitivi tutto sta andando bene.

D’altronde se è vero che alcune cose non le possiamo scegliere siamo noi a decidere come viverle e con quale atteggiamento mentale affrontarle, spesso ci dimentichiamo della forza che risiede nella nostra responsabilità, da cui arrivano i risultati raccolti.

Voi come che rapporto avete con il cambiamento? siete del gruppo “piatto ricco mi ci ficco” o del club “o mio dio meglio rimanere così nei secoli dei secoli?” Io devo riconoscere che proprio dal cambiamento ho trovato le persone più belle e le possibilità che mi hanno dato maggiori soddisfazioni, per ora posso solo dire di aver trovato delle anime belle con cui continuare a lavorare in linea con i mie principi generali e non è davvero poco, quindi stavolta mi eserciterò ad affidarmi a questo strambo destino che gioca a mischiarmi le carte anche quando mi sembra di averle fissate con il bostik

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E TU TI PREMI?

A volte me lo chiedo ma noi ci premiamo abbastanza? Non intendo se ci compriamo sufficienti oggetti per dirci che siamo stati bravi (quello credo che avvenga frequentemente) intendo proprio se a fine giornata ci guardiamo dentro e ci diamo dei grandi “pat pat” sulla spalla. Voglio dire, ho iniziato a pensare a questa cosa dando i premietti ad Otello per educarlo ad imparare nuovi comportamenti….lui è tutto contento quando li vede ed impara molto prima.

é ovvio che le situazioni non siano comparabili non pensavo ad installare a casa un dispenser di croccantini (nel mio caso di caramelle gelè) ma riflettevo sui nostri meccanismi di apprendimento e di come per noi adulti possano essere strettamente correlati alla motivazione personale ma anche al riconoscimento esterno.

Quando ricerchiamo il consenso fuori è un po’ come lanciare una monetina in alto a volte ci va bene e riscuotiamo consenso … altre male e riceviamo torsoli di mele (non letterali) in entrambi i casi spesso rimaniamo in tensione aspettando la risposta degli altri e questo a lungo andare potrebbe minare la nostra motivazione perché potrebbe generare in noi l’idea di essere sbagliati.

Io credo che a fine giornata ognuno di noi dovrebbe concentrarsi sul proprio ricordo e scriverne i punti salienti, e ringraziare per le cose belle che sono accadute ma anche per quelle che non sono state comprese. Occorre distanziarci dal nostro vissuto in modo che l’ “osservatore Interno” lasci dietro di sè le emozioni che gli danno intensità. A fine giornata magari quando siamo nel letto diamoci il permesso di perdonarci per gli errori commessi e di dirci “bravo” per le cose fatte bene diamoci il permesso di affrontare con speranza il girono successivo ricordandoci sempre che siamo noi gli attori di quelle giornate

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METTIAMO A POSTO LE COSE

Piano piano piccoli progetti prendono forma e rientrano nella lista “conclusi”; contemporaneamente altri prendono forma nelle mani e nella mente. A casa mia ho accumulato davvero tantissimi metri di stoffa, stoffe che amo e che mi ricordano luoghi e spesso amiche che non vedo da tempo.

Non riesco mai ad essere cosi organizzata da scegliere un progetto e conseguentemente i materiali, di solito mi innamoro di un materiale e da li, scelgo un progetto. Queste stoffe erano perfette per diventare delle sportine per la spesa e quindi mi sono messa li è pian piano il tutto ha preso forma rendendomi estremamente felice. Avere oggetti unici è una grande soddisfazione per chi è creativo, sapere che nessuno potrà avere la medesima borsa rende, anche la più banale delle spese più bella. Mi piace sempre fare cose per me e per chi amo anche in questo periodo così strano per tutti.

il bello di avere una nuova casa è anche questo, il poter creare nuove decorazioni utilizzando il materiale che ho , così ogni cosa mi parlerà di luoghi e persone che saranno per sempre nel mio cuore.

Gli spazi creativi che ritaglio al mio tempo servono per riportami nella dimensione progettuale, ad affrontare meglio le delusioni, a ritrattare le aspettative e a dar loro sempre meno importanza. Imparare a revisionare le etichette dando loro sempre meno importanza mi aiuta davvero a rimanere aderente a me stessa. E voi avete delle strategie per non farvi dominare dai transitori impeti emotivi?

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LIBRO 15/20

Ho iniziato a leggere questo libro perché ne ho sentito parlare su IG da diversi bookblogger (così si dice in termini moderni), non leggo libre sempre consigliati da loro ma francamente, visto la rapida produzione editoriale di questi anni, spesso si. Voglio dire pure i libri ormai vanno veloce, una volta compravi la stampa leggevi Tuttolibri (che credo esista ancora) te ne compravi uno …mettiamo di una saga, e aspettavi in trepidazione l’anno successivo per il sequel.. ora dopo sei mesi zac quello nuovo. Diventa quindi un po’ complicato scegliere un libro …per di più ogni cosa ha un costo e soprattutto tiene spazio perciò servono scelte oculate.

denso

Comunque questo libro è un romanzo che parla di relazioni familiari ambientato in un meridione disagiato e dal sapore antico, proseguendo la lettura sembra di essere in uno di quei romanzi di Verga dove i protagonisti non ne imbroccano una e sono perseguitati da una beffarda malasorte. Mi è piaciuto? NI; forse non l’ho capito molto, forse mi è stato pesante l’ingombrante presenza dialettale, forse tutta questa tensione nei rapporti va a trivellare nervi scoperti. Un libro che sconsiglio sotto l’ombrellone ..forse anche in estate, un libro che fa riflettere e ti lascia anche un po’ sporco perché tratta i sentimenti in modo decisamente non edulcorato.

Il libro racconta sostanzialmente la storia dei protagonisti senza però tessere una trama, non ci ricama su non crea un futuro ..racconta un passato e come questo si rifletta su un presente denso di emozioni complesse e spesso dure.

Fa per te se:

  • ami i romanzi dialettali
  • ami le storie familiari
  • ami le ambientazioni rurali

Non fa per te se:

  • ti annoiano gli intercalari dialettali
  • ti appesantiscono le storie che si portano dietro violenze familiari
  • cerchi una trama o una fitta storia
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LIBRO 13/20

Stasera sono caduta …ma non caduta tipo semplice…no cari miei caduta cinematografica con tanto di scivolata con arto inferiore incastrato nel cesto portabiancheria vuoto…. la mia goffaggine è davvero incredibile; ringrazio madre natura di avermi fatto coibentata …con airbag di serie e tendenzialmente rimbalzante…detto ciò prima ho fatto le scale coi lacrimoni domani potrei non essere al top …tutta colpa di una attimo di smania verso le pulizie domestiche.

una bella sorpresa

Veniamo però a noi …questo piccolo incidente mi ha dato la possibilità di finire un libro iniziato venerdì sera cioè “Le assaggiatrici”. Non è certo una nuova uscita, l’ho infatti comprato in offerta Feltrinelli tipo due libri a 9.99 e mi ricordavo delle belle recensioni sui profili di alcune bookinfluencer che seguo. Insomma l’ho preso anche se io non sono molto attratta dai romanzi ambientati nel periodo nazzista….non lo so li trovo sempre troppo toccanti alla fine li sogno e non è un bel sognare (quasi rimpiango is ogni post Stephen king).

Il romanzo è interamente incentrato sulla storia di Rosa Sauer che viene reclutata con altre donne a fare l’assaggiatrice del cibo del Furer prima che lo debba mangiare lui. il romanzo si svolge raccontando le storie di alcune ragazze del gruppo che diventano “amiche”. Il testo da moltissimi richiami di riflessione morale cos’è giusto e sbagliato quando si deve sopravvivere? esiste l’amicizia nella coercizione? e l’amore? Una storia davvero ricca e che ti tiene incollato per tutto il libro, scritto bene …non mi è troppo piaciuto il finale ma forse è perchè non avrei voluto finisse ancora. Gli uomini sono ovviamente presenti nel racconto ma si può dire che siano comunque una presenza marginale quasi di contorno …un romanzo femminista? non saprei non amo particolarmente le etichette …di certo un buon libro da tenere nella libreria di casa.

Fa per te se:

  • ami i romanzi ambientati in periodo bellico
  • sei appassionato della storia nazista
  • ami i romanzi femminili
  • ti piace farti domande ed elucubrazioni di natura morale
  • ti piacciono i finali a metà

Non fa per te se:

  • odi i finali a metà
  • non ti piace sentire lo stomaco contorcersi per le ingiustizie
  • preferisci i romanzi che non ti fanno domande
  • ritieni di saperne già troppo

Ecco in questo caso il libro non l’ho scelto per la copertina, anche perchè devo dire che la trovo parecchio inquietante.

Auguro a tutti una buona settimana …vi farò sapere se domani scenderò le scale o calerò una corda dal poggiolo.

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NUOVA CASA

è da tanto che volevo scrivere questo post, ma per scaramanzia ho aspettato. Il vero regalo per i miei quarant’anni è stata una casa…con relativo mutuo a seguito. Lavorare a Torino e viaggiare era diventato pesante come pure svegliarsi al mattino alle 6 per entrare in servizio alle 9. Alla fine in dieci anni di vita pinerolese non sono riuscita a radicarmi, a parte le ragazze del mondo creativo non sono riuscita ad agganciare nuovi amici e mi sento sostanzialmente sola e stanca. Mio marito è occupatissimo con un lavoro che non ha regolarità nè orari e neppure domeniche e quindi spesso passo la domenica da sola….il che va anche bene ma se è l’unica scelta dopo un po’ pesa.

Con il salto nel nuovo decennio ho fatto parecchi bilanci e ho preso la decisione di prendere un piccolo bilocale a Torino che mi permetta di arrivare a piedi al lavoro e a fare la spesa, con un bar sotto casa e le persone che amo ad un tiro di schioppo.

nuovi inizi

Sono stati mesi difficili perchè la proposta d’acquisto l’ho fatta a fine novembre …il compromesso a fine gennaio e poi? Poi COVID e totale incapacità di comunicazione dell’agenzia immobiliare hanno fatto il resto. Comprare casa è sicuramente dispendioso, ma aver a che fare con tutti gli attori dello scambio l’ho trovato davvero deleterio per i miei neuroni. La scusa della giovane età non dovrebbe reggere data l’elevata quantità di soldi che ruotano attorno a queste transizioni. Ma alla fine tutto è finito bene e ora posso dire HO UNA CASA A TORINO dove poter esprimere la parte di me che sgambetta qui a Cantalupa. Raggiungo in fretta il lavoro e anche mia sorella ho tutte i confort vicino e un sacco di attività da scoprire. Sono felice e soddisfatta perchè crescere significa anche questo essere presenti alle proprie scelte e farle con il pensiero rivolto alla felicità personale perchè solo così potremo portare nel mondo gioia ed entusiasmo.

Ovviamente come ogni inizio ci sono un sacco di emozioni contraddittorie …gioia ma anche ansia per la burocrazia…il tempo personale cambia e mi accorgo di quanto stress fosse diventato abitudine …. e ora gambe in spalla a preparare scatoloni

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LIBRO 27/19

Accidenti arriva a fine anno un libro che mi sento assolutamente di consigliare per le vacanze Natalizie; è stata una sorpresa davvero inaspettata, un autore, Matteo Bussola, che non avevo mai neppure sentito.

adorabile

Anche in questo caso una copertina bellissima e un titolo che con la sua dolcezza ha stuzzicato la mia immaginazione “notti in bianco, baci a colazione”. Un libro composto da capitoletti brevissimi che sono degli scorci di vita familiare brevissimi che ti fanno andare a dormire con la dolcezza nel cuore e che in treno più di una volta mi hanno stampato un sorriso 44 denti sul viso.

Insomma un libro scorrevole, dolce ma non melenso che raccontala vita di un papà alle prese con le tre figlie e la moglie e tre cani e un lavoro non riconosciuto e con delle scelte criticate…insomma la vita di tutti ahahah.

Mi è davvero piaciuto tanto, mi è spiaciuto averlo finito avrei voluto ci fosse un volume due … tranquillizzerei i grinch del sentimentalismo che non è un libro da latte alle ginocchia …ve lo dice una che non ama troppo i salamelecchi emotivi … Che dire se avete ancora un regalo da comprare potrebbe essere la soluzione