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ritrovare noi stessi ….

La felicità di Emma” ho scelto questo libro al sondaggio del gruppo di lettura cui partecipo seduta a gambe incrociate su un comodo letto fornito di un caldissimo piumone con l’iuto della mia amica Alessia…. abbiamo letto la sinossi e non nego ci siamo fatte delle grasse e sono roe risate: pensa te un libro su una che cresce ed ama i maiali ah ah ah. Ho promesso ad Alessi che lo avrei letto e così è stato e non ho riso per niente.

Un libro che, anche in questo caso, non avrebbe assolutamente attirato la mia attenzione eppure è stata una piacevole compagnia estiva. Che dire di questo romanzo, di certo non ha il fine di rendere edotti su massimi sistemi politico sociali dell’epoca ma tratta di amore e ricerca di sè.

Emma è una giovane donna proprietaria di una fattoria in cui alleva animali in libertà e con tanto amore, nello specifico alleva maiali che uccide con le sue mani nel modo più amorevole possibile e ne lavora le carni per venderle. La fattoria è inserita in un contesto rurale dove Emma conosce tutti e aspetta che lo sceriffo, ostacolato da una madre troppo acida, si dichiari.

amore

Proprio mentre Sta pensando ad un piano B per salvare la fattoria dalla bancarotta , nel suo podere (precisamente alla fine di un dirupo) trova un uomo mezzo moribondo sbalzato da una Ferrari vicino ad un sacco di soldi, decide quindi di prendersi l’uomo i soldi e di bruciare l’auto.

Ecco da questo momento inizia la storia di una donna che riscopre la sua femminilità e l’amore per se stessa attraverso l’amore per un uomo che sa dovrà abbandonare perchè gravemente malato. Una bella storia di crescita e di rivalsa personale. Un libro che consiglio vivamente specie per i momenti in cui ci sentiamo mentalmente appesantiti.

Fa per te se:

  • ti piacciono le storie d’amore
  • ti piace vedere la rivalsa dei personaggi
  • ti piacciono i colpi di scena

non fa per te se:

  • sei parecchio vegan e la macellazione è un problema
  • non ti piacciono le storie d’amore
  • non credi nel colpo di fortuna
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IL SAPORE DELLE PAROLE

Ecco: contrariamente al libro di cui vi ho raccontato la scorsa settimana questo sarebbe di certo finito nella mia libreria. Innanzi tutto non so se avete visto la bellezza della copertina, dell’immagine scelta dei colori usati e delle parole impresse; peccato non possiate palpare la porosità del cartoncino. Quando l’ho preso in libreria l’ho portato a casa piena di aspettative, d’altronde ne avevo letto parole meravigliose quasi in ogni dove ….

Me lo sono coccolato per tutte le sue pagine, la Persia con i suoi colori, sapori e rumori mi ha accompagnata al lavoro per quasi tutto il mese. Mi sono persa nei racconti di Mona, nella descrizione delle donne della sua famiglia, ho riso per l’eccentrica nonna e pianto per la remissiva madre.

Un libro suddiviso in capitoli governati da un tema declinato dal sottotitolo; una delle sedici parole, un libro che trasuda nostalgia di casa, necessità di riscoprire le proprie origini ma che racconta anche il dolore di non sentirsi più parte di quel mondo, di quelle tradizioni: il dolore di non sentirsi più parte di qualcosa.

origini e famiglia

Il romanzo inizia con il viaggio che Mona e la madre fanno in Iran per il funerale della nonna, lì incontrano parenti…raccontano la defunta con gli occhi della memoria; Mona incontroa Ramin il suo amore tira e molla che la tiene legata e allo stesso tempo la respinge esattamente come accade per i sentimenti che la tengono legata al suo paese.

Un libro in cui le sedici parole ci guidano sapientemente dando una senso profondo alla storia di questa giovane donna che cerca il proprio futuro passando dalle ferite del passato.

Fa per te se:

  • ami le storie delle famiglie
  • ti piace il fascino dell’oriente
  • ti piace aprire vecchi forzieri di famiglia
  • non hai paura di cercare dentro gli armadi

Non fa per te se

  • non hai chiuso i conti con le tue origini
  • non ami i racconti di famiglia
  • ti annoi solo a sentir parlare di famiglia e ricerca

Questo è uno di quei libri che di certo rileggerò, non credo di averne colto appieno l’anima e la potenza, forse proprio perché quella delle origini è una tematica ancora troppo viva anche per me quindi non sono abbasta aperta per abbracciare le ferite di un altro.

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E’ QUASI MAGIA…

Mai avrei acquistato questo libro (o forse si per la bellezza del formato e della copertina , che nel caso di Keller ed. non delude mai) insomma voglio dire; anche leggendo la sinossi, probabilmente sarebbe rimasto li sullo scaffale per abbellire altrui librerie. Invece è finito dritto dritto sulla mia: complimenti alla coerenza direte voi; io vi rispondo “ho dato fiducia al mio gruppo di lettura” e non ho sbagliato.

Certo, partecipare ad un gruppo di lettura non vuol dire necessariamente tapparsi il naso e buttarsi a capofitto in una storia che non ci appartiene ma io credo che se decidiamo di parteciparvi è anche per avere nuovi stimoli, per aprirci a nuovi orizzonti e a nuovi autori…. insomma è un po’ una sfida; una specie di primo appuntamento non credete? Se vogliamo continuare a leggere gli stessi autori, camminare tra le vie sicure delle medesime narrazioni non abbiamo certo bisogno di un gruppo di lettura; per quello è sufficiente la più comoda poltrona di casa nostra e una valida luce notturna.

riflessioni

Bottigliette, mi ha fatto comunque simpatia ed è esteticamente bellissimo; anche la copertina, dopo la lettura acquista un nuovo significato.

Intanto il libro è ambientato nella Romania di Ceauşescu alla fine degli anni 70 (già per me questa sconosciuta … cioè quanto ne so io di Romania a parte lontani ricordi scolastici? ) e la protagonista, Alina, ha il potere magico di rimpicciolire le persone e rinchiuderle appunto in bottigliette. Alina insegna ed ha in progetto di distribuire un libro di matematica per studenti, è sposata con Liviu il libro racconta del loro amore dei loro litigi , di come si ama e si rimane assieme in un regime in cui la libertà non è contemplata. Alina è moglie di …. cognata di … figlia di… in quanto donna può essere prelevata, spiata, interrogata e violata proprio dal sistema cui è tenuta essere fedele.

A seguito di una serie di vicissitudini legate al cognato che fugge in occidente Alina e Liviu studiano un piano per seguirne le orme in modo da poter vivere liberi …. a contrastare i piani della coppia sarà proprio la madre della ragazza che troverà aiuto nella magica zia Therese.

In queste 232 pagine spesso il lettore si perde tra la violenta realtà e la surreale magia in cui vive questa famiglia, l’autrice riesce in un modo davvero originale a raccontare la brutture di un’epoca e, volendo, fa riflettere su cos significhi non avere libertà neppure nei sogni, ma soprattutto da alla protagonista la forza per arrivare dove vuole, per rinnovarsi e tornare alle origini per riconciliarsi con il passato?

Fa per te se :

  • sei un lettore curioso
  • ti appassionano le storie legate alla storia
  • ti piace essere riportato con forza sulla terra
  • ami i mondi surreali

Non fa per te se:

  • non ami uscire dalla routine
  • non apprezzi i romanzi ambientati nei periodi di regime
  • ti piacciono solo le storie che non scuotono
  • non credi un po’ alla possibilità della magia
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benvenuti

Un po’ di tempo fa ho cucito un fuoriporta grazie alle sapienti spiegazioni di Monica Di Le tricot Patchwork di Torre Pellice, nonchè dei suoi sapienti video. Tra i vari lock down (orrendi) che ci sono stati di certo chi ama la creatività e gli spazi in cui essa fluisce ha sentito enormemente la mancanza dei corsi in presenza. Per carità la tecnologia e lo shopping online hanno colmato alcune lacune ma nessun riunione su zoom può sostituire il clima che si crea tra creativi che si scambiano idee o imparano qualcosa di nuovo. Monica comunque si è studiata un progetto a pacchetti davvero interessante, si acquista un viaggio, due o tre…. mensilmente arriva il pacco con il materiale e un piccolo regalo hande made (very beautiful) dentro ci sono le spiegazioni per realizzare il tutto e partecipando al gruppo fb ci sono video e la possibilità di chiedere a lei consulenza su tutto. Ah dimenticavo, cosa non poco importante, i materiali sono di altissima qualità. Vabbè ma questo non è comunque un post pubblicitario anche se vi lascio il link del sito di Monica cui voglio molto bene e che con me in questi anni ha avuto sacrosanta pazienza (sono una studente un po’ monella) … volevo riflettere su un altro aspetto.

Ho creato questo fuoriporta divertendomi un sacco perchè i materiali sono belli, colorati perchè si potevano applicare cose diverse ed usare il free motion (che per chi non cuce non significa nulla ma è una specie di free stile della macchina da cucire). Ho fatto gli yoyo ho incollato, legato, abbinato stoffe e colori perchè volevo avere un fuoriporta che rispecchiasse me e dicesse davvero BENVENUTO ai mie ospiti ….ma anche a chi passa scendendo dalle scale (in effetti non è un fuoriporta di quelli minimal…ma chi mi conosce sa bene che io e minimal nella stessa frase possiamo starci solo se si parla di sport .) ).

Ma quanto è bello arrivare in un posto e sentirsi dire benvenuto/a/i è un po’ come un abbraccio intangibile …ci si sente accolti, attesi, accettati inclusi. Io voglio che chi entri in casa mia si senta così: benvenuto così com’è, con quello che si porta dietro nel faticoso viaggio.

Ma quanto sarebbe figo nelle relazioni attaccarsi un’etichetta con scritto benvenuto: benvenuto nella nostra relazione, nel nostro spazio, nel mio mondo, nei miei pensieri sii premuroso ed attento nel mio spazio che ti sta dando emotivamente ristoro . No? Benvenuto è un qualcosa che apre che accoglie, un rimando all’ospitalità che ristora (pensiamo alle nostre nonne) chissà magari un giorno me la farò quell’etichetta così solo per essere più esplicita.

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LA FELICITA’ ….

Ancora storie di donne in questo libro. Anche questo scelto grazie ai suggerimenti di Elena Giorgi (la lettrice geniale) e agli sconti ebook kindle di qualche tempo fa.

Protagoniste due giovani donne Anna e Lena , la prima italiana la seconda bielorussa; unite dal progetto Cernobyl quasi per caso diventano amiche per la vita per scelta. Anna è figlia unica di due genitori che si amano e che la amano, vive e cresce nel benessere e nel sostegno amorevole dei suoi. Lena ha un fratello più piccolo disabile, di cui si deve occupare (d’altronde nacque proprio per questo…) un fratello più grande cattivo che spesso la picchia ed una nonna che invece la ama ed accudisce per quanto le scarse condizioni economiche le permettono.

Due vite molto diverse due storie che viaggiano su binari vicini grazie all’amore che le lega ma di certo due donne diverse per carattere e lontane nelle scelte. Lena vive in Bielorussia ed ha studiato per fare il procuratore, Anna vive a Parigi e si occupa di sviluppo internazionale: il suo obiettivo è redimere la Bielorussia che tanto ama.

emozioni

Nella storia si raccontano le due famiglie…. il loro legame e la loro crescita vicina nonostante la lontananza logistica; sarà la malattia di una delle protagoniste a dare il la a tutto il racconto che, attraverso le emozioni dell’amore e dell’amicizia permette al lettore di esplorare dolorose stanze del proprio cuore. Un libro da leggere muniti di fazzoletti ma assolutamente da leggere e da regalare, un libro che raccontando paesaggi naturali mozzafiato ci accompagna in un viaggio interiore davvero arricchente.

fa per te se:

  • ami i libri che raccontano l’amicizia
  • ami i libri sentimentali
  • non ti vergogni di usare i fazzoletti in pubblico
  • ti appassionano i romanzi che raccontano le famiglie

non fa per te se:

  • non ami i libri che esplorano le emozioni
  • non hai voglia di piangere
  • ti scocciano le storie di amicizia
  • sei un po’ Grinch

Non sto a raccontarvi i dettagli della storia, che mi ha commosso un sacco, perché non voglio togliere la sorpresa anche della più piccola scoperta, di certo vi esorto a comprare questo gioiello scritto da questa bravissima scrittrice italiana.

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LIBRO 8/21

La figlia unica, edito da La Nuova Frontiera, è un romanzo ambientato in Messico che vede come protagoniste due amiche, Laura e Alina, che si conoscono da giovani a Parigi e poi si ritrovano nel loro paese d’origine a vivere la loro vita da adulte.

una meraviglia

Questo libro tocca delle tematiche davvero interessanti e lo fa in un modo schietto, senza troppi fronzoli ma anche in modo rassicurante, non giudicante. In prima battuta la protagonista e le amiche si dichiarano apertamente contro la maternità, specialmente la protagonista che si mantiene fedele al programma di non avere figli nonostante le critiche della madre. Ecco questo è un tempa ancora estremamente moderno nonostante siamo nel 2021, ancora c’è l’idea che essendo donne si debba necessariamente diventare madri e che l’unica esperienza genitoriale sia quella generativa, sarà che io di figli non ne ho e mi sento comunque discretamente bene nella vita che mi sono scelta ma questa cosa fatico sempre a digerirla; sarà uno dei nodi su cui dovrò lavorare per sempre immagino.

La storia si svolge con il racconto dell’esperienza di maternità della miglior amica della protagonista che invece resta incinta ed è molto felice… tutto procede bene fino alla diagnosi di una grave disabilità prenatale che mina ai primi vagiti la vita del nascituro. La realtà supera le previsioni mediche e il bambino nasce con mille difficoltà nella gestione successiva, ecco qui con delicatezza comparire il tema della disabilità, dell’accettazione del destino, dello stare anziché del fuggire e dell’accettazione della diversità dell’altro, delle sue decisioni e la presenza nel rapporto di amicizia. La protagonista conoscerà aspetti della coppia amica che ignorava interrogandosi sul senso della vita.

Mentre si interroga su queste cose conosce il figlio della vicina di casa che sente spesso urlare e qui , avvicinandosi a loro fa esperienza di un tipo di vicinanza quasi genitoriale nonostante lei si dichiari sempre contro i bambini … la maternità si può esprimere in modi diversi esattamente come diversa e imprevista ci si presenta la vita. Qui l’autrice racconta e si addentra nella malattia mentale senza mai stigmatizzarla o banalizzarla, tutto assume contorni normali anche in un contesto così tragico.

Il racconto dell’amore di una coppia che cresce un bambino disabile e che presto morirà, l’amore per se stessi, amore passionale imprevisto sono tutti presenti in questo romanzo.

Presenza scomodo è di certo la morte, morte che spaventa, che incombe, ingiusta e alla quale non ci si può opporre ma il cui dolore può essere contenuto dalla vicinanza delle persone che si amano e che le donne , con la loro forza possono superare.

Scritto benissimo, sembra quasi semplice, ma il romanzo è davvero profondo e ha un ritmo davvero piacevole. Da leggere con fazzoletto al fianco, soprattutto alla fine…. di certo uno dei libri più belli di quest’anno

Fa per te se:

  • ami le riflessioni sui casini delle vite comuni
  • ti interroghi sul senso dei rapporti umani
  • ti piacciono i libri ad alto contenuto emotivo
  • ami la classica scrittura sudamericana e i suoi ritmi
  • ami i racconti di donne

Non fa per te se:

  • mi spiace non trovo un solo motivo per cui qualcuno possa scansare questa meraviglia

Un libro sicuramente da regalare e tenere in vista in libreria perché di sicuro ad un certo punto si sentirà il bisogno di rileggerlo.

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LIBRO 7/21

Non avevo mai avuto particolari ambizioni, mi bastava il mio lavoro di insegnante e una vita piena di letture, di attenzioni agli altri, di affetti 

Di Domenico Starnone ho sentito parlare un sacco, pare essere un autore che scrive benissimo di sentimenti , specie quelli incasinati … un vero e proprio esploratore e catalogatore di selve oscure interiori.

Scrivere di questo libro non è semplicissimo si parla di cosa resta dell’amore dopo aspettative, scelte, lontananze, promesse, presenze e assenze. C’è una super riflessione inerente il riconoscimento pubblico …. lunga disamina dell’ego personale, siamo tutti un po’ Narcisi? qui troviamo il ritratto del classico intellettuale, quello che per dirla alla Platone rimane nel mondo delle idee; per dirlo alla mia è un po’ un fighetto snob. In tutto il libro troviamo presente e dilagante la necessità o l’ambizione alla perfezione quasi fine a se stessa. Troviamo poi due donne una che resta e sceglie in base al suo uomo e una che se ne va rimanendo comunque a quell’uomo legata.

Finale a sorpresa, che non sto a spoilerare ma che mi ha lasciato un po’ così….con la voglia di iniziare immediatamente un nuovo libro per dimenticarmi di questo.

Fa per te se:

  • ami i libri corti
  • ami i personaggi cerebrali
  • ami i personaggi intellettualoidi complessati
  • ti piacciono le circonvoluzioni mentali attorno alle dinamiche sociali

Non fa per te se:

  • ti annoia star li a leggere cose troppo eteree
  • vivi male le “paranoie”
  • detesti i personaggi snob

E niente un libro sostanzialmente supper acclamato che io non ho per nulla amato … uno di quelli che non prenderò in formato cartaceo e rimarrà li nella memoria del kindle.

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L’EREDITA’ DELLE DEE

Solitamente non partecipo alle letture di gruppo (i moderni GDL: gruppi di lettura , che nascono spesso sui social) non tanto perchè io sia asociale quanto perché spesso non tengo il ritmo del gruppo; mi distraggo, inizio altri progetti oppure arrivo a casa talmente stanca che il massimo che la mia mente accetta è qualche filmetto dozzinale in tv o meglio in streaming. Ci sono però alcune book influencer che seguo su istagram che spesso consigliano libri che mi attirano molto… ecco questo è il caso di questo libro consigliato dalla bravissima La Lettrice geniale nonchè Elena Giorgi vi lascio il suo blog cliccateci pure. Adoro il suo stile di blogger e i suoi suggerimenti sono in linea con la mia sensibilità. Come sapete quest’anno ho deciso di leggere più libri scritti da donne proprio per assaporare nuove energie che riecheggino nel mio essere donna. Quando ha aperto il canale su Telegram ed ha proposto questo libro nel GDL ho subito acconsentito affascinata del titolo proposto.

Il libro è uscito nel 2017 edito dalla casa editrice Keller che pubblica sempre delle chicche, ha ben 416 pagine il che mi ha un po’ trattenuta nel partecipare al gruppo ma poi mi son buttata. Mai scelta fu più azzeccata ho sforato di una settimana sulla tabella di marcia ma sono riuscita a finirlo…un libro bellissimo.

Racconta la storia di Dora, una giovane donna che sui Carpazi cerca la risposta alla sempreviva domanda “chi sono”? attraverso la ricerca nella genealogia della sua famiglia andando nei vari archivi storici per trovare le risposte che cerca….per trovare la via dell’accettazione personale.

Dora fa parte di una famiglia dove le donne avevano il potere di essere guaritrice divinatrici, aiutavano la gente del posto grazie alla conoscenza del potere delle erbe e delle parole. Donne che nella storia sono state vittime dell’inquisizione, delle torture di accuse infamanti che le hanno portate alla morte oppure, come nel caso della zia di Dora, Surmena, a morire in un manicomio.

La storia di dora che da bambina cresce e diventa donna scoprendo i suoi lati oscuri e lottando per accettarli si intreccia costantemente con i documenti storici che lei trova e con la storia di suo fratello e della sua famigla raccontata dalle parole di vicini di casa o conoscenti della zia; custodi di antichi segreti.

Tutta questa storia raccontata, con un ritmo lento che somiglia davvero ad una chiacchierata tra amiche sedute attorno a un tavolo con una calda tazza di the, il paesaggio dei monti Carpazi, quasi ti sembra die esser li a camminare o a partecipare ad uno dei riti delle dee.

Fa per te se:

  • ami le scritture lente
  • ti piace scoprire i paesaggi dove le storie si svolgano come se fossi tu stesso li con loro
  • ti piaccio le stori familiari
  • ti affascina il mondo magico
  • sei appassionato di ricerca storica
  • ti piace il mondo delle streghe
  • anche tu sei alla ricerca di un tassello di teche deve trovare il suo posto

Non fa per te se:

  • non ami i libri lunghi
  • non ti piacciono i continui flash back
  • ti annoiano le storie familiari
  • alzi gli occhi al cielo alla parola magia o strega
  • salti sempre le parti descrittive specialmente degli ambienti
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INCONTRI

E’ parecchio che non scrivo, nessuno di certo sente la mancanza dei miei resoconti epistolari ma oggi ne ho proprio voglia per cui …beccatevi il pippone.

Oggi mi sono presa un giorno di ferie… per una volta il meteo mi ha sostenuta e ho potuto regalarmi una super giornata di relax in centro a Torino girovagando senza meta precisa. Ecco in giornate così sento davvero che le decisioni prese sono quelle giuste e che mi sento in pace con il mondo (forse quello è l’effetto del tiramisù al pistacchio by Berlicabarbis ma non divaghiamo).

Non è proprio vero che non avevo una meta…l’unico posto in cui mi ero proposto di andare è un negozietto che si chiama V17 e si trova in Via degli artisti questo negozio è anche laboratorio …ci lavorano due ragazze che io seguo su IG da un anno (grazie ai saggi consigli di mia sorella). Ogni volta che guardavo quelle stories (oltre a pensare “o mio Dio mi comprerei tutto!!!”) pensavo “ma quella ragazza la conosco…. Complice l’età che avanza …non ero ancora riuscita a collocare quel viso nel mio vissuto tant’è che ho iniziato a pensare che forse mi sbagliavo. Oggi dopo tanto tempo in cui ho rimandato…complice anche il nostro amico COVID ci sono andata…. per prima cosa ero molto emozionata perchè insomma vedere dal vivo un posto che segui su internet da un anno genera delle forti emozioni…almeno per me è così.

Appena sono entrata ho fatto un vero e proprio tuffo nella bellezza orecchini bellissimi, collane meravigliose …anelli che insomma me li sarei presi tutti e vasi che… indescrivibili …insomma praticamente in 20 secondi salivazione come i San Bernardo….

E lì scatta il momento Carramba ….scende Giulia anche lei mi riconosce ma non si ricorda dove ci siamo conosciute e poi….. rivelazione: IN PALESTRA!!!!! Ma che figata mondiale ….. io non riesco a raccontarvi la felicità che mi ha assalito in quel momento … nessuno faccia battute circa l’associazione di me con la palestra …sto vedendo le vostre facce.

Che dire con Giulia ho passato delle ore davvero belle a ridere a chiacchierare , insomma rivederla li a distanza di 10 anni sempre bellissima e felice mi ha fatto sentire davvero benissimo …. e dire che a volte non vogliamo uscire e ci chiudiamo in noi stessi …spesso per risentire quella felicità occorre davvero aprirsi agli altri.

Comunque che dire io come sempre non influenzer nessuno ma in quel negozio ragazzi miei ci dovete proprio andare perchè loro sono stupende e gli articoli che vendono vi faranno fare bella figura anche con i regali più complessi alle presone più esigenti.

Una giornata bellissima che mi ha ricordato quanto gli altri siano davvero importanti.

Quindi DAJE GIULIA e SUSANNA che quei sorrisi possano sempre brillare

PS: ah come dite siete scomodi? abitate fuori Torino? e che problema c’è il loro shop online è fornitissimo e vi consiglio di seguire le loro stories per usufruire degli sconti del venerdì.

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LE MIE MANIE

Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore
Dalle ossessioni delle tue manie
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare
.

Battiato

Cantava il mitico Battiato…. io di manie ne ho davvero un sacco; attualmente ne sono più consapevole e le controllo meglio ma veramente a volte mi ritrovo a riderne perché ancora mi fanno sbroccare. All’inizio mi credo delle abitudini che sostanzialmente mi diano l’illusione del controllo ma poi ne rimango sostanzialmente ingabbiata. A voi come va? ne avete di manie? Riuscite a gestirle o ne siete schiacciati? Io principalmente ne rido e cerco di usarle in mod più razionale provo ad elencarne alcune

bullet journal
  • la puntualità …su questa non riesco a venire a compromessi neppure oggi dopo tanti anni, responsabile mia madre che ci preparava ore prima anche per la messa …neppure dovessimo imbarcarci in aereo ogni domenica.
  • le liste: non solo quella della spesa ma sostanzialmente credo di avere una lista per ogni cosa e di fare liste ogni volta che mi pare che i pensieri siano così ingarbugliate da non trovare un’uscita …eh già perché nel mio caso quando distribuivano la pazienza ero in bagno
  • la cancelleria: bhe vorrai mica scrivere le liste con una impersonale bic nera no? io amo le penne colorate, i post-it le carte su cui scrivere, gli evidenziatori non vi dico per decenza il numero di quadernini in mio possessi …non li riempirei tutti neppure fossi la reincarnazione dei Hemingway.
  • le serie tv: questa forse è quella che mi ingabbia di più perché mi ruba più tempo…. eh già perché non è che riesco a fare come gli altri che guardano la tv mentre fanno altre cose: ricamano, cucinano, puliscono o fanno maglia. Eh no io devo star concentrata sulla storia e sui personaggi…. ecco ne faccio indigestione mannaggia ad amazon prime video…. resisto a Netflix altrimenti non leggerei neppure più un deplian.