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L’AMORE PER LE PROPRIE RADICI

Avere un marito non ti rende meno sola.

E oltretutto devi prenderti cura anche di lui.”

E’ da tantissimo che non scrivo, inutile anche solo addurre delle motivazioni, probabilmente non mi andava e la routine ha assorbito la maggior parte delle mie energie. Ricomincio da questo libro: L’ultimo amore di Baba Dunja scritto da Bronsky ed edito da Keller.

Per prima cosa ho amato la copertina un po’ vintage , quasi usurata che da quel senso di vissuto che tanto mi piace, poi la brevità; non abbiatemene ma non sempre ho voglia di mattoni che tendono a sviscerare ogni minimo dettaglio…. qui la storia si svolge in poco più di 160 pagine ed il libro è decisamente tascabile.

Baba Dunja è l’anziana protagonista di questo romanzo ambientato a Cernovo, un piccolo paese a pochi passi da Cernobyl. Dopo l’evacuazione dell’incidente nucleare alcune famiglie avevano deciso di tornare a vivere nella loro terra; tra queste lei fu una delle prime a ritornare nella sua terra , al suo orto ai suoi cibi. Tutto in quel paese ricorda l’incidente nucleare, dai controlli e campionamenti eseguiti su terreno , animali ecc da arte del personale governativo al sostanziale spopolamento nonchè all’invecchiamento dei residenti.

le radici

Per arrivare alla cittadina più vicina occorre fare un bel po’ di strada a piedi per arrivare alla prima fermata del bus e poi diverse ore di viaggio, quel viaggio la separa dagli appuntamenti in posta … appuntamenti epistolari con la figlia che fa il medico in Germania e che spesso le invia via posta dei pacchi di prima necessità; Ha una nipote che non ha mai visto ma alla quale si sente profondamente legata ed un figlio che vive negli Stati uniti e che non sente praticamente mai.

La vita nel piccolo centro trascorre lenta al classico ritmo degli anziani che parlano liberamente di morte e dell’organizzazione personale da attuare in tal senso, a modo loro ogni personaggio che le tiene compagna è particolare e suscita nel lettore un sentimento che definirei di simpatia.

Non sto a raccontarvi cosa andrà a destabilizzare la tranquilla routine di questo piccolo centro abitato ma posso dire con certezza che questo romanzo ha il preciso obiettivo di portare il lettore a riflettere sull’importanze del proprie radici non tanto dal punto di vista familiare ma proprio dal punto di vista della terra nativa. Quale legame abbiamo con la terra che ci ha accolt da bambini? dove abbiamo giocato nella sabbia, curato l’orto piantato fiori o dove ci siamo sbucciati le ginocchia correndo o imparando ad andare in bicicletta senza rotelle?

La protagonista emana forza, tenacia e rettitudine più si procede nella lettura più la si vorrebbe come nonna.

fa per te se:

  • ami la Russia
  • sei appassionato del periodo Cernobyl
  • ami le storie familiari
  • ti piacciono i libri che entrano rapidamente nel cuore

non fa per te se:

  • non ti piacciono i libri troppo corti
  • ami le descrizioni dettagliate
  • patisci la scrittura un po’ scarna e diretta

Ho amato profondamente i personaggi di questo libro e mi ha toccato profondamente il racconto di quella terra deturpata dalle stesse mani dell’uomo. Un romanzo assolutamente consigliato.