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LIBRO 8/21

La figlia unica, edito da La Nuova Frontiera, è un romanzo ambientato in Messico che vede come protagoniste due amiche, Laura e Alina, che si conoscono da giovani a Parigi e poi si ritrovano nel loro paese d’origine a vivere la loro vita da adulte.

una meraviglia

Questo libro tocca delle tematiche davvero interessanti e lo fa in un modo schietto, senza troppi fronzoli ma anche in modo rassicurante, non giudicante. In prima battuta la protagonista e le amiche si dichiarano apertamente contro la maternità, specialmente la protagonista che si mantiene fedele al programma di non avere figli nonostante le critiche della madre. Ecco questo è un tempa ancora estremamente moderno nonostante siamo nel 2021, ancora c’è l’idea che essendo donne si debba necessariamente diventare madri e che l’unica esperienza genitoriale sia quella generativa, sarà che io di figli non ne ho e mi sento comunque discretamente bene nella vita che mi sono scelta ma questa cosa fatico sempre a digerirla; sarà uno dei nodi su cui dovrò lavorare per sempre immagino.

La storia si svolge con il racconto dell’esperienza di maternità della miglior amica della protagonista che invece resta incinta ed è molto felice… tutto procede bene fino alla diagnosi di una grave disabilità prenatale che mina ai primi vagiti la vita del nascituro. La realtà supera le previsioni mediche e il bambino nasce con mille difficoltà nella gestione successiva, ecco qui con delicatezza comparire il tema della disabilità, dell’accettazione del destino, dello stare anziché del fuggire e dell’accettazione della diversità dell’altro, delle sue decisioni e la presenza nel rapporto di amicizia. La protagonista conoscerà aspetti della coppia amica che ignorava interrogandosi sul senso della vita.

Mentre si interroga su queste cose conosce il figlio della vicina di casa che sente spesso urlare e qui , avvicinandosi a loro fa esperienza di un tipo di vicinanza quasi genitoriale nonostante lei si dichiari sempre contro i bambini … la maternità si può esprimere in modi diversi esattamente come diversa e imprevista ci si presenta la vita. Qui l’autrice racconta e si addentra nella malattia mentale senza mai stigmatizzarla o banalizzarla, tutto assume contorni normali anche in un contesto così tragico.

Il racconto dell’amore di una coppia che cresce un bambino disabile e che presto morirà, l’amore per se stessi, amore passionale imprevisto sono tutti presenti in questo romanzo.

Presenza scomodo è di certo la morte, morte che spaventa, che incombe, ingiusta e alla quale non ci si può opporre ma il cui dolore può essere contenuto dalla vicinanza delle persone che si amano e che le donne , con la loro forza possono superare.

Scritto benissimo, sembra quasi semplice, ma il romanzo è davvero profondo e ha un ritmo davvero piacevole. Da leggere con fazzoletto al fianco, soprattutto alla fine…. di certo uno dei libri più belli di quest’anno

Fa per te se:

  • ami le riflessioni sui casini delle vite comuni
  • ti interroghi sul senso dei rapporti umani
  • ti piacciono i libri ad alto contenuto emotivo
  • ami la classica scrittura sudamericana e i suoi ritmi
  • ami i racconti di donne

Non fa per te se:

  • mi spiace non trovo un solo motivo per cui qualcuno possa scansare questa meraviglia

Un libro sicuramente da regalare e tenere in vista in libreria perché di sicuro ad un certo punto si sentirà il bisogno di rileggerlo.

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LIBRO 7/21

Non avevo mai avuto particolari ambizioni, mi bastava il mio lavoro di insegnante e una vita piena di letture, di attenzioni agli altri, di affetti 

Di Domenico Starnone ho sentito parlare un sacco, pare essere un autore che scrive benissimo di sentimenti , specie quelli incasinati … un vero e proprio esploratore e catalogatore di selve oscure interiori.

Scrivere di questo libro non è semplicissimo si parla di cosa resta dell’amore dopo aspettative, scelte, lontananze, promesse, presenze e assenze. C’è una super riflessione inerente il riconoscimento pubblico …. lunga disamina dell’ego personale, siamo tutti un po’ Narcisi? qui troviamo il ritratto del classico intellettuale, quello che per dirla alla Platone rimane nel mondo delle idee; per dirlo alla mia è un po’ un fighetto snob. In tutto il libro troviamo presente e dilagante la necessità o l’ambizione alla perfezione quasi fine a se stessa. Troviamo poi due donne una che resta e sceglie in base al suo uomo e una che se ne va rimanendo comunque a quell’uomo legata.

Finale a sorpresa, che non sto a spoilerare ma che mi ha lasciato un po’ così….con la voglia di iniziare immediatamente un nuovo libro per dimenticarmi di questo.

Fa per te se:

  • ami i libri corti
  • ami i personaggi cerebrali
  • ami i personaggi intellettualoidi complessati
  • ti piacciono le circonvoluzioni mentali attorno alle dinamiche sociali

Non fa per te se:

  • ti annoia star li a leggere cose troppo eteree
  • vivi male le “paranoie”
  • detesti i personaggi snob

E niente un libro sostanzialmente supper acclamato che io non ho per nulla amato … uno di quelli che non prenderò in formato cartaceo e rimarrà li nella memoria del kindle.