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LIBRO20/20

Ho letto di questo libro su molti blog di amiche creative. Io ho iniziato a fare maglia circa cinque anni fa, per me è stata una conquista graduale raggiunta con parecchio esercizio non senza consumare i tasti stop and go di vari video You Tube. Nella mia vita, però è sempre stata presente; sempre a casa mia sono stati presenti gomitoli. Mia madre mi ha confezionato maglie bellissime e ricordo merende a casa della nonna dove lei e la zia facevano soprattutto calzini; guardare le loro sapienti mani destreggiarsi con il gioco di ferri allora credo fosse quasi magico. I filati hanno accompagnato tutta la mia vita come creatività manuale, come rifugio di bellezza come riserva di gioia.

La maglia è stata famiglia, casa fondamentalmente calore e mamma. Mia madre ha provato tante volte ad insegnarmi ma da giovane non avevo voglia, non ne intuivo il potere di ristoro che poteva avere per la mia mente e per il mio cuore. Per fortuna sono sempre stata attratta dal mondo creativo e non mi sono mai chiusa alle novità, complici anche le frequentazioni ho riabbracciato il mondo dei filati prima con l’uncinetto e poi con i ferri. Imparare questa nobile arte sicuramente mi ha aiutato a sciogliere parecchi nodi nella mia mente e nel mio cuore riavvicinandomi ad un modo di essere più attento ed autentico nei miei confronti e anche verso gli altri. mi piace pensare che riappropriarmi della confidenza con quei filati mi abbia anche un po’ riconciliato con la linea familiare. Insomma questo libro ripercorre in modo acuto l’evoluzione femminile e l’emancipazione di genere alla luce di questa arte intrecciando il tutto alla biografia dell’autrice.

fa per te se

  • ami la maglia
  • ti interessi di parità di genere
  • ti piace la dimensione creativa

non fa per te se:

  • ti annoia anche solo pensare alla maglia
  • pensi che il femminismo sia roba vecchia
  • pensi che sian solo lavoretti
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E TU TI PREMI?

A volte me lo chiedo ma noi ci premiamo abbastanza? Non intendo se ci compriamo sufficienti oggetti per dirci che siamo stati bravi (quello credo che avvenga frequentemente) intendo proprio se a fine giornata ci guardiamo dentro e ci diamo dei grandi “pat pat” sulla spalla. Voglio dire, ho iniziato a pensare a questa cosa dando i premietti ad Otello per educarlo ad imparare nuovi comportamenti….lui è tutto contento quando li vede ed impara molto prima.

é ovvio che le situazioni non siano comparabili non pensavo ad installare a casa un dispenser di croccantini (nel mio caso di caramelle gelè) ma riflettevo sui nostri meccanismi di apprendimento e di come per noi adulti possano essere strettamente correlati alla motivazione personale ma anche al riconoscimento esterno.

Quando ricerchiamo il consenso fuori è un po’ come lanciare una monetina in alto a volte ci va bene e riscuotiamo consenso … altre male e riceviamo torsoli di mele (non letterali) in entrambi i casi spesso rimaniamo in tensione aspettando la risposta degli altri e questo a lungo andare potrebbe minare la nostra motivazione perché potrebbe generare in noi l’idea di essere sbagliati.

Io credo che a fine giornata ognuno di noi dovrebbe concentrarsi sul proprio ricordo e scriverne i punti salienti, e ringraziare per le cose belle che sono accadute ma anche per quelle che non sono state comprese. Occorre distanziarci dal nostro vissuto in modo che l’ “osservatore Interno” lasci dietro di sè le emozioni che gli danno intensità. A fine giornata magari quando siamo nel letto diamoci il permesso di perdonarci per gli errori commessi e di dirci “bravo” per le cose fatte bene diamoci il permesso di affrontare con speranza il girono successivo ricordandoci sempre che siamo noi gli attori di quelle giornate

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METTIAMO A POSTO LE COSE

Piano piano piccoli progetti prendono forma e rientrano nella lista “conclusi”; contemporaneamente altri prendono forma nelle mani e nella mente. A casa mia ho accumulato davvero tantissimi metri di stoffa, stoffe che amo e che mi ricordano luoghi e spesso amiche che non vedo da tempo.

Non riesco mai ad essere cosi organizzata da scegliere un progetto e conseguentemente i materiali, di solito mi innamoro di un materiale e da li, scelgo un progetto. Queste stoffe erano perfette per diventare delle sportine per la spesa e quindi mi sono messa li è pian piano il tutto ha preso forma rendendomi estremamente felice. Avere oggetti unici è una grande soddisfazione per chi è creativo, sapere che nessuno potrà avere la medesima borsa rende, anche la più banale delle spese più bella. Mi piace sempre fare cose per me e per chi amo anche in questo periodo così strano per tutti.

il bello di avere una nuova casa è anche questo, il poter creare nuove decorazioni utilizzando il materiale che ho , così ogni cosa mi parlerà di luoghi e persone che saranno per sempre nel mio cuore.

Gli spazi creativi che ritaglio al mio tempo servono per riportami nella dimensione progettuale, ad affrontare meglio le delusioni, a ritrattare le aspettative e a dar loro sempre meno importanza. Imparare a revisionare le etichette dando loro sempre meno importanza mi aiuta davvero a rimanere aderente a me stessa. E voi avete delle strategie per non farvi dominare dai transitori impeti emotivi?

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LIBRO 18/20

ho scovato questo libro in biblioteca, cercavo qualcosa che mi ispirasse e una ragazza mi ha detto …. guarda questo è decisamente carino…. Sti cactus….. alla fine mi sono fatta convincere dal fato. Il libro è davvero carino è ben scritto non è banale e non è particolarmente profondo dicerto

fa per te se

scopri la ricchezza nell’altro
  • sei un maniaco del controllo
  • difficilmente deleghi
  • difficilmente chiedi aiuto
  • sei particolarmente esigente
  • tendi ad avere parecchi pregiudizi
  • ami le storie a lieto fine

non fa per te se

  • ti annoiano le storie dove vince l’ammmmoreee
  • odi le scritture un po’ lente
  • hai una visione del mondo estremamente pessimista

la protagonista vive una vita decisamente abitudinaria e tranquilla, ha una serie di schemi che la proteggono nel suo bozzolo ma che la isolano anche dagli affetti e le danno l’illusione di poter controllare tutto. Senonché una gravidanza inaspettata, un lutto e una lite per l’eredità le fanno scoprire che il mondo esterno, quando vinciamo le nostre resistenze non è poi sempre cattivo ma nasconde perle di sorprendente gentilezza. Nonostante la semplicità della storia, questo libro mi ha fatto risuonare spesso la domanda “ma tu chiedi aiuto ogni tanto? ti fidi degli altri?”. A volte ci incaponiamo in certe direzioni per orgoglio altre ci isoliamo nei nostri mondi invidiando la fortuna altrui senza conoscerne le storie…spesso siamo proprio noi ad impedire l’accesso alla nostra fortezza pretendendo un improbabile ascolto e sostegno. Insomma per essere un romanzo dallo strambo titolo fa crescere un serie di riflessioni belle e ricche di ottimismo. A me piacciono i libri cosi non certo sdolcinati …ma positivi perchè nutrirsi di immagini negative non ci aiuta di certo a produrne di positive.

In questo periodo ho letto parecchio ho anche un libro 19 … ho letto il primo della serie di Rocco Schiavone di cui sono super fan televisiva ….ovviamente su quello c’è ben poco da scrivere se non che è assolutamente da leggere.