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LIBRO 10/20

quest’anno non procedo celermente nella lettura, sono appena al decimo libro senza neppure avere la giustificazione di aver letto un sacco di manuali pallosi di cui non parlerei di certo qui (forse pallosi non sarebbe da scrivere ma pazienza).

Ho scelto questo libro perché mi intrigava il titolo, Paolo Colagrande è stato vincitore del premio Campiello ..mi sono detta “e vai questo mi piacerà”….

Il libro racconta la storia di un bambino che percepisce il mondo in categorie e che leggendo integra solo la pagina di sinistra, il che fin dai tempi delle elementari gli causa non pochi problemi con le maestre e i compagni.

il libro viene raccontato da una voce narrante esterna e il bambino è chiamato sempre per cognome, pagine dopo pagine vengono raccontate una serie di avvenimenti di Buttarelli che diventa ragazzo, adulto, uomo…. in tutto il libro insomma risaltano le peculiarità neurologiche del protagonista….

un libro cervellotico che racconta una storia anche ironica se vi piace un certo tipo di umorismo….che dire un libro che non è per tutti e non è certo facile da leggere; diciamo che ogni pagina è una sfida che ti ricompensa con la crescita dell’immagine che si ha del personaggio grazie alle relazioni con gli svariati coprotagonisti.

me · relax

RITORNO ALLE VECCHIE ABITUDINI

Siamo alla fine del tunnel il nuovo DPCM sancisce la fine delle restrizioni pressochè totali nonostante imponga rigide regole di comportamento per fare le cose che prima facevamo quasi come automatismi.

L’altra mattina riflettevo proprio su questo, ognuno di noi da mille interpretazioni su questa pandemia, io non sono assolutamente nessuno per darne una ma…lo sapevate che c’era un ma. Ecco dicevo in questo periodo in cui mi sono concentrata parecchio sulla meditazione trovo che abbiamo la possibilità di esercitare in modo pratico la consapevolezza e la gratitudine. Riprendere a fare cose che per tre mesi ci erano impedite credo ce le farà vivere con maggiore intensità ; consiglio a tutti di portare chiare nel cuore quelle sensazioni… Il primo caffè l bar, il primo appuntamento dal parrucchiere il primo pranzo in famiglia …anche se distanti … insomma respirate profondamente e ricordate di quanto sia bello fare con consapevolezza ciò a cui prima non davamo peso.

Per quanto riguarda il discorso della consapevolezza ultimamente mi è indispensabile nell’effettuare i percorsi che prima facevo in modo abitudinario… ad esempio in metropolitana ci sono le indicazioni direzionali…ecco io avevo abitudini diverse il che impone a me di camminare in modo consapevole per non contravvenire alle indicazioni date per garantire la salute pubblica…lo so non è facile con la ripartenza ricomincia il nostro fuggi fuggi ma se nei luoghi pubblici ci sono norme da seguire è importante che tutti lo facciamo indipendentemente da quanto le condividiamo. Il mio è quindi un appello, quando uscite di casa mettete gli occhiali dell’attenzione e posate quelli dell’abitudine… obbligatevi ad affrontare la città come fosse una nuova città questo renderà più semplice evitare di fare pasticci.

Ci sono poi abitudine che sono tornate che sono buone abitudini: la moka ha sostituito la macchinetta del caffè.. in molte famiglie è tornata la creatività … leggere un libro la domenica mattina sul divano non ci ha fatto sentire in colpa.

Auguro a tutti una buona ripresa… una ripresa consapevole il più possibile lenta che permetta di applicare le norme che le istituzioni ci chiedono nel rispetto di tutti anche dei servizi che stanno per riaprire.

E poi che dire tornerà in modo prepotente …anche se in ritardo la mitica prova costume

libri · me

LIBRO 9/20

Ho iniziato questo libro perché giaceva da tantissimo sul mio comodino, omrai leggo quasi sempre sul Kindle per ridurre il peso in borsa ma con questa quarantena mi sono riproposta di leggere di più anche a casa.

Risultato, ho iniziato Ragazze mancine della Bertola … un libro breve ambientato a Torino, un romanzo tipico con una trama decisamente banale… insomma dopo aver inanellato una serie di letture strabilianti ho fatto flop.

Che dire, niente di personale ma forse i suoi libri non fanno proprio per me, insomma sono un po’ cone quei film che uno guarda proprio solo per disinnescare la mente.

Probabilmente finirà in una qualche stazione di bookcrossing sperando che renda felice qualcuno così come altri sui libri hanno reso felice me o almeno mi hanno fatto sorridere.