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FORMAZIONE E POSSIBILITA’

Oggi sono stata ad un corso di formazione… noi infermeir (come gli altri operatori del mondo sanitario) dobbiamo conseguire dei simpatici crediti formativi ogni anno (50 per l’esattezza): c’è chi parla di buisness, chi li sostiene strenuamente come evidenza dell’aggiornamento continuo e testimonianza di crescita professionale e chi come me li sceglie in base all’interesse reale e alla possibilità di divertirsi e star bene.

Insomma stamattina arrivo li un po contro voglia …al lavoro avevo un sacco di cose da fare, mi spiace aver lasciato i colleghi in difficoltà e poi pensavo … questo argomento l’ho già masticato in qualsiasi menu.

Invece sono arrivata li e dopo un inizio difficoltoso ho carburato e ho conoscito delle simpatiche colleghe … eravamo circa 14 persone ho parlato approfonditamente con le compagne di banco (3) e con un’altra mentre aspettavamo la metro … con gli altri non ci sono stati scambi … e su 4 persone con 3 avevamo 1 conoscenza in comune (almeno una ) e vi assicuro io queste persone non le avevo mai viste neppure nei reparti o in qualche altro corso… mi è quindi venuta in mente  la canzone della Michelin che io adoro “Nessun grado di separazione”

copio da un’altro sito

Secondo l’ipotesi dei sei gradi di separazione, ognuno di noi può essere collegato a qualunque altra persona al mondo attraverso una catena di conoscenze non più ampia di cinque individui. La prima formulazione della teoria non ha in realtà origine scientifica o statistica, ma si ritrova piuttosto in un racconto, intitolato Catene, scritto nel 1929 dall’autore ungherese Frigyes Karinthy. Nel racconto, si riflette su come «la rapidità con cui si diffondono le notizie e l’utilizzo di mezzi di trasporto sempre più veloci abbia reso il mondo più piccolo rispetto al passato». I protagonisti del racconto provano quindi a capire quante conoscenze sarebbero loro necessarie per entrare in contatto prima con il premio Nobel Selma Lagerlöf, poi con un metalmeccanico della Ford e successivamente ancora con altri individui. Il risultato che emerge da questo esperimento è che non sono mai necessari più di cinque anelli di una catena per raggiungere la persona ricercata.

ora si potrà pensare che io abbia fumato cilum di dimensioni colossali invece vi stupirò NO.. ho pensato a tutte queste cose perchè spesso noi ci rintaniamo in noi stessi, a casa oppure a guardarci l’ombelico correndo come ossessi dietro ad appuntamenti mancati o peggio a persone che non ci meritano tenendo chiuse le porte alla possibilità di incontrare persone che potrebbero angaciare la nostra vita portandoci un po’ di luce o anche solo un po’ di aria fresca.. ecco tutto qui.

Se ci arrendiamo e parlaimo con gli altri ci accorceremo di quanto le distanze di ridurrebbero… e detto questo vi lascio alla sua bellisisma voce e io vado a fare uncientto