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LIBRO 5/21

PERSONE NORMALI: vuoi non leggerlo un libro dal titolo tanto scabroso? cioè in un periodo in cui di normale non c’è pressoché nulla andiamo incontro a braccia aperte a questa normalità raccontata ….. ebbene anche no. Forse avrebbe potuto intitolarsi DISAGIO COSMICO ma poteva essere scarsamente educato. Francamente la storia di questi adolescenti che sostanzialmente non hanno elevate competenze ematiche e che, quindi, non sanno comunicare in modo diciamo sano mi ha annoiata. Forse potreste dirmi che non ne ho colto le profondità….può darsi ma francamente dopo tre settimane che l’ho finito non mi è rimasto quasi nulla nè nel cuore nè nella mente. Insomma libro bocciato per fortuna l’avevo preso in biblioteca. Alla maggior parte delle persone che l’hanno letto è comunque piaciuto … io spero davvero nel libro n° 6

Fa per te se:

  • ti piacciono i libri molto introspettivi
  • ami i libri con elevato tasso di interpretazione personale
  • ami un po’ gli psicodrammi giovanili

Non fa per te se:

  • non ami i drammi adolescenziali
  • non ami le scritture troppo scarne
  • non sei in un periodo di psicopippe
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LIBRO 4/21

Fatto sta che sì, lo conoscevo. Eravamo cresciuti insieme. Per molto tempo mi era addirittura piaciuto.

Libro quarto, scelto probabilmente a caso tra le mille suggestioni trovate in rete. di certo non l’ho scelto per la copertina che, con il senno di poi doveva già darmi un’idea sull’atmosfera decadente che domina il romanzo. Questo è l’ultimo libro di una trilogia scritta da Haruf e tradotto sempre da Fabio Cremonesi. Per cogliere il senso profondo di questo romanzo credo sia utile studiare e conoscere almeno un po’ la poetica dell’autore cosa che ovviamente io non l’ho fatto … il mio approccio è stato “tuffo a bomba poi vediamo se l’acqua è sufficientemente alta”.

Il romanzo racconta la storia di questo Jeck che ricompare a Holt dopo anni in cui era sparito …. la sua scomparsa non fu casuale ma lui scappò in seguito ad una importante truffa economica lasciando in braghe di tela la moglie da cui aveva avuto due figli ed aspettava il terzo proprio in quel momento. Lui scappa la moglie resta sola ed isolata dai cittadini che in mod conscio o meno la incolpano per quanto successo e lei paga questa colpa perdendo la bambina che portava in grembo. A un certo punto lei si reinnamora ecc ecc ecc non sto qui a raccontare i dettegli dei pochi colpi di scena presenti. Il narratore che appare in prima battuta quasi esterno ai fatti si troverà completamente coinvolto ed alla fine porello pure un po’ sfortunato …. diciamo che l’amore è presente sotto diverse declinazioni passionali.

Fa per te se:

  • ami i libri scritti in modalità cronaca
  • ami i libri lenti
  • ami i libri molto descrittivi
  • ti piacciono i flashback
  • ami i libri in cui la città stessa è protagonista indiscussa
  • ami le descrizioni dei paesaggi
  • ami i personaggi di carattere

Non fa per te se:

  • non ami la lentezza
  • ti disturba ad un certo punto pensare…e mha che sfortuna
  • non apprezzi le descrizioni/ricordi
  • non ami i finali aperti

Un libro comunque da leggere ed un autore da conoscere, scritto egregiamente che ti lascia davvero la sensazione di camminare per le strade della cittadina guardando i negozi che chiudono.

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LIBRO 3/21

Ma voi li leggete i libri in fumetto? credo che la categoria sia da definire come Graphic Novel …ma onestamente non so se in questa categoria rientrino tutti i fumetti bhu per il mio cervello un fumetto è un fumetto in qualsiasi forma estetica si possa presentare. La domanda comunque è seria voi li leggete? li considerate libri? allora io francamente credo di aver letto gli ultimi fumetti quando leggevo Geppo quello del diavolo che cerca di fare le buone azioni sulla terra con gli umani e faceva un sacco di casini… forse da riferimenti culturali di questo genere trae spunto la mi leggendaria grazia ..ma vabbè questo non centra.

In questo periodo mio marito si è intrippato con quelli di Zerocalcare, ovviamente sapevo chi fosse ben prima della comparsa di un suo libro a casa mia ma onestamente lo seguivo sul blog e sulla pagina FB … nulla mi ha mai smosso a comprare i suoi libri.

Bhe grazia a Silvio mi sono dovuta ricredere ho letto il primo e mi è piaciuto un sacco, impossibile non leggerlo ripensando alla voce dei suoi video…. davvero un bel libro anche dal punto di vista dell’oggetto in se ottima carta e rilegatura perfetta … se non ne avete mai provato uno potrebbe essere il momento di dare una possibilità a questo mondo

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TE LA RICORDI LA NORMALITA’?

Venerdì sono tornata a Cantalupa per godermi un po’ il verde e anche i miei animaletti, in più in questo periodo c’è sempre la speranza di godersi gli incantati paesaggi innevati no? Comunque l’organizzazione era perfetta, borsa pronta già portata con me al lavoro dal mattino, casa chiusa e pulita obiettivo principale uscire in orario dal lavoro per evitare di arrivare troppo tardi col treno.

Ecco come previsto il pippone sul controllo di qualche post fa era appunto solo un pippone; io proprio a non organizzare maniacalmente le cose non riesco … ho la sindrome del puzzle esistenziale probabilmente. Comunque, come organizzato, riesco ad uscire in orario dal lavoro e becco pure quasi subito il bus per arrivare alla stazione di Porta Susa con appena 24 fermate. Salgo, fortunatamente mi siedo (fortunatamente perchè tra zaino , borsa e super giaccone davvero sembravo la Befana) e quindi scrivo a mio marito l’orario di arrivo; risposta “a ma io a quell’ora ho appuntamento con l’architetto” risposta pensiero ma mammaggialaput…a non potevi dirmelo prima? Ecco mio marito è l’opposto lui è il tipico con la personalità “già che devo uscire per fare questo inanelllo altre 18 attività” che ovviamente manderanno i piani in caciara ma tanto che te frega non avevamo altro da fare…. Ma magari tu Dio santo pregevole creatura io avevo una lista di cose lunga mezzo rotolone regina.

Sicché mi riorganizzo e decido di prendere il treno dopo perché, con tutto il rispetto per Pinerolo, preferisco aspettare un’ora e mezzo a Torino porta Susa piuttosto che nella tamarrissima stazione di cui sopra. Sbarcata a Porta Susa mi immagino che ci sia almeno un bar aperto per prendere un cappuccino e per sedermi comodamente all’aperto aspettando l’orario e leggendo un libro. Speranza in frantumi Porta Susa tipo deserto del Sahara se non per una quantità di persone stranamente elevata per il periodo con ventordici buste di acquisti …. il criceto del cervello si mette in moto: ah probabilmente ci sono i saldi, quindi …ah già ma oggi siamo in giorni GIALLI quindi bar aperti con possibilità di sbraco all’interno.

Bar bon 25

Decido allora di avventurarmi e di attraversare Corso Inghilterra per andare in un bar dove andavo spesso prima del lock-down (spesso proprio perché attiguo alla stazione) per alcuni motivi fondamentali: il personale è gentilissimo, i dolci sono tantissimi e ottimi e fanno un cappuccino da urloooo.

Sono quindi entrata nel locoale dove c’era una coppia che chiacchierava e; ragazzi che emozione assaporare un gesto che fino alla scorso anno era normalmente banale cioè ordinare un cappuccino e berlo al tavolino leggendo un libro …sorridere ai camerieri essere quasi commossi alle battute: insomma un bellissimo momento, vissuto grazie alla disorganizzazione cronica di mio marito (ma questo magari non diciamoglielo).

Voi come siete messi con la nostalgia da normalità? a me mancano addirittura gli abbracci e chi mi conosce lo sa che ne sono abbastanza allergica.

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LIBRO 2/21

Questo libro si intitola “momenti di trascurabile infelicità” ovviamente l’ho scelto per la bellezza del titolo; cioè alla fine a volte ci intristiamo per delle piccole sfighe che ci succedono e ci incazziamo come istrici, forse raccontarle con la giusta chiave di ironia potrebbe aiutarci a riderci su più spesso…. di certo ne gioverebbe la salute (non lo dico di certo io..).

L’autore ha raccolto in questo libro un sacco di avvenimenti che potremmo catalogare come: discussioni, sfortune, figuracce, cambi di programma, cene noise ecc. Mentre si legge ci si ritrova spesso con le labbra increspate da un sorriso con la mente a pensare “tho anche a me è successa una cosa del genere”.

ridere

Un libro senza una trama ma costruto da tantisismi aneddoti il che lo rende il libro perfetto da:

  • tenere sul comodino per leggerlo quando si è stanchissimi e di un libro complesso leggeremmo solo il titolo
  • leggere durante i viaggi in treno dove si è spesso disturbati dal vociare dei vicini
  • inframmezzare a libri mattone, quelli belli si ma di cui non vedi più la fine … così ti godi delle brevi pause

fa per te se:

  • sei in un periodo in cui fatichi a concentrarti
  • ti piace sorridere
  • non hai troppi grilli per la testa
  • fatichi a ricordarti dov’eri rimasto perchè stai leggendo con una frequenza particolarmente lassa
  • non ti interessa sempre avere una trama travolgente
  • ti piace cambiare punto di vista

Non fa per te se:

  • hai necessità di una storia
  • hai un rapporto conflittuale con il senso dell’umorismo
  • ritieni banali le cose normali
  • cerchi sempre un senso nel libro che leggi

Sicuramente leggerò anche il primo e lo userò come libro Intervallo (immaginate che qui parta la musica). Mi immergo nel mio fine settimana, buon relax a tutti

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BUON ANNO

Mi sono accorta adesso che non ho fatto il solito post di inizio anno …. un anno decisamente strano che mi ha tolto parecchio ma anche regalato tantissimo. Un anno così strano si merita che in quello successivo non ci siano bilanci e dichiarazioni di obiettivi al massimo di intenzioni. Io voglio profondamente dedicare questi prossimi 365 giorni al mio benessere facendo le cose che amo con le persone che amo …insomma vorrei un 2021 all’insegna degli affetti ed è in questo senso che voglio muovermi: star meglio con me e con il mondo circostante.. Ho iniziato quest’anno con un nuovo progetto Knit di Steven West che voglio assolutamente portare a termine, sto leggendo un sacco di arretrati, non tanto libri ma file vari che mi ero salvata inerente tarocchi e crescita personale. Ecco che farne della mia esperienza formativa coi tarocchi? ovviamente migliorarla e metterla in pratica il più possibile non certamente per indovinare il futuro ma per sentire in me l’eco dei consigli che mi danno i simboli nascosti al loro interno. Ho preparto la ruota dell’anno il giorno di Capodanno spero di condividerne preso la storia con voi. Per il resto tutto procede regolarmente; ah già ho fatto il vaccino; non sto certo li a dire cose in merito, non tanto perché non ne avrei ma perché mi pare di sprecare l’ossigeno prodotto dalle piante per cose che mi appaiono banali non si può essere sostenitori del progresso solo quando si parla di tecnologia ed informatica e pensare che la medicina sia una scienza esatta è frutto dell’illusione della vita eterna, purtroppo nonostante medicina 33 ed Elisir non c’è una risposta matematica ad ogni problema di salute perché l’uomo non è solo l’espressione di quella malattia ma è esso stesso un sistema molto più complesso. In sintesi IO MI VACCINO Perché L’ESPERIENZA DEL COVID NON MI è PIACIUTA QUINDI GRADIREI NON RIPETERLA, LUNIVERSO MI HA Già INSEGNATO PARECCHIO CON QUESTA ESPERIENZA. GRAZIE.

giochi

Mi sono iscritta ad una piattaforma per lettori che si chiama GOODREADS, non so se riuscirò mai a comprenderne per bene tutte le potenzialità ma se qualcuno di voi cerca uno stimo lo per leggere di più e conosce bene l’inglese è una piattaforma ricca di gruppi che programmano sfide e giochi che possono risvegliare la voglia di prendere un libro in mano.

Ho un discreto numero di libri da leggere, schemi di maglia cui dar vita, filati cui far prendere forma, abbracci da consegnare e ricette da provare …probabilmente a questo menù dovrò aggiungere un po’ di sana disciplina che mi aiuti a preservare e difendere il tempio del mio corpo lasciato un po’ a se stesso in quest’ultimo periodo ma pian piano fare mo tutto.

Bene ora che il mio Buon anno è stato almeno impresso nel mondo del virtuale vi aspetto per il libro 2 dell’anno frutto dle tempo che posso dedicare alla lettura in vacanza

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LIBRO 1/21

Nuovo anno nuovo libro, credo di essere una degli ultimi a prendere in mano questo romanzo di cui non nego mi hanno conquistata, nell’ordine: il titolo, la copertina le recensioni di svariati book influencer che seguo su Ig e anche la sua brevità (sono appena 144 pag). Non conoscevo l’autore, di cui ho poi letto successive per capire fondamentalmente una cosa: perchè non l’ho capito?

Spiego meglio, il libro è scritto benissimo con un Italiano anche decisamente forbito tant’è che, non lo nego, ho imparato un sacco di nuovi termini..ma la storia mi è parsa confusa … dovessi dirlo di getto o dare un giudizio di pancia mi sembra scritto durante un viaggio sotto guida LSD. Di certo il romanzo è decisamente simbolico e racconta in chiave triller la storia di un paesino in cui Goete passò la notte in cui tutti si considerano scrittori, in questo paesino la voce narrante, giovane nipote di editore (anch’esso con velleità letterarie) viene inviato ad un festival letterario per scovare nuove promesse.

Lì incontra e conosce Padre Cornelius che gli racconta la strana storia di quando il Diavolo arrivò in quel paese e riuscì a insediarsi facendo leva proprio sulla smania di successo letterario della popolazione che ovviamente non si era accorta delle reali vesti del diavolo; smascherato soltanto da una bambina e proprio dal nostro Padre Cornelius. Non entro nel dettaglio perchè altrimenti svelo troppo ma di certo questo romanzo parla di narcisismo, di bugie di ambizione e di rabbia il tutto in uno scenario fumoso che si svolge in vari flashback in un clima che ha il sapore di un sogno che poi si trasforma in incubo … come se la sera avessi mangiato un cinghiale.

Fa per te se:

  • ami i libri brevi
  • ti piacciono i libri ad alto contenuto simbolico
  • ti piacciono i libri che nascono messaggi morali
  • ti piacciono i viaggi un po’ confusi

Non fa per te se :

  • ami le storie lineari
  • non ti piacciono i viaggi mentali
  • ti piacciono le storie con un sapore dolce o cmq positive
  • non ami il rischio di arrivare alla fine del libro dicendoti Embè?
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LIBRO 21/20

Sono arrivata alla fine di questo bellissimo libro, ci ho messo un sacco in effetti. Chissà come mai in questi due mesi appena mi mettevo a leggere o mi prendeva l’abbiocco oppure la mente iniziava a vagare da qualunque altra parte …. quindi lasciavo perdere. Potrebbe essere fossi vittima di una qualche incantesimo? Chi lo sa. In ogni caos mi sento un po’ in ripresa anche se in questi tre giorni che ci separano dal capodanno non credo di finire un altro libro.

Alla fine quest’anno ho letto meno del precedente nonostante l’obbligato isolamento sociale imposto dall’amico COVID, ma posso dire di essermeli gustati tutti.

la gentilezza

Che dire di “Cambiare l’acqua ai fiori”? Si è detto moltissimo, d’altronde è stato un vero e proprio caos editoriale… Ecco magari potrei dire questo a chi solitamente guarda con sospetto questo genere di successi, provate a leggerlo perchè è davvero un libro che merita il successo che ha avuto, ha una bella trama e un bell’intreccio; tocca un sacco di tematiche e lo fa in modo estremamente gentile … e che vi devo dire io in questo periodo ho, più che bisogno, voglia di gentilezza; me ne accordo in molti aspetti della vita.

La storia racconta di amori declinati e sviluppati in modo diverso, di genitorialità, di morte, di cimiteri di rinascita e riscatto nonchè di amicizia aiuto e sostegno.

Fa per te se:

  • ami i libri con un ritmo lento
  • ami le storie gentili
  • ami la Francia
  • ti appassionano gli intrecci familiari
  • ami le storie di rivincita
  • ami i libri con pochi personaggi

Non fa per te se:

  • non ami i libri che ti lasciano una spina nel cuore
  • ti ritieni uno allergico ai libri sdolcinati
  • ami i ritmi veloci
  • sei allergico alle stori d’amore

A me è comunque piaciuto, è stato un buon compagno di viaggio e mi ha lasciato un beota sorriso quando sono arrivata all’ultima pagina.

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IL CONTROLLO … e l’idea che abbiamo di lui

Non scrivo da un sacco …le cose mi sono scivolate di mano. L’ultima volta che ho aperto le pagine del blog era per raccontarvi della mia Covid experience, che ad essere onesti non mi è per niente piaciuta.

In questi due mesi sono passata dall’isolamento al cambio posto di lavoro sostanzialmente in un amen. Non sto li a raccontare i dettagli ma poiché l’ospedale dove lavoro è stato tramutato in un covid hospital su decisione della Regione io e i miei colleghi siamo stati delocalizzati in altre due strutture.

quando le cose non si incastrano come volevi

Che dire avevo pianificato un bel po’ di cose… acquistato un appartamento a due passi dall’ospedale in una zona che mi piace un sacco con non pochi progetti da attuare e invece l’universo ha deciso a suon di ceffoni di ricordarmi che non ci si deve attaccare eccessivamente alla forme e che il cambiamento è la base stessa della nostra esistenza. Certo il cambiamento è decisamente più eccitante quando siamo noi a volerlo e a pianificarlo… un po’ meno quando ci vieni buttato in faccia senza troppa intenzione.

Io non sono particolarmente refrattaria ai cambiamenti ma, onestamente preferisco quelli che scelgo. Difficilmente riesco ad affidarmi con fiducia al flusso delle cose, diciamo che oppongo sempre una certa resistenza ancorandomi alle mie convinzioni o ai mie programmi mentali. Fortunatamente l’ho presa molto meglio del previsto, e come spesso mi è accaduto con i cambiamenti coercitivi tutto sta andando bene.

D’altronde se è vero che alcune cose non le possiamo scegliere siamo noi a decidere come viverle e con quale atteggiamento mentale affrontarle, spesso ci dimentichiamo della forza che risiede nella nostra responsabilità, da cui arrivano i risultati raccolti.

Voi come che rapporto avete con il cambiamento? siete del gruppo “piatto ricco mi ci ficco” o del club “o mio dio meglio rimanere così nei secoli dei secoli?” Io devo riconoscere che proprio dal cambiamento ho trovato le persone più belle e le possibilità che mi hanno dato maggiori soddisfazioni, per ora posso solo dire di aver trovato delle anime belle con cui continuare a lavorare in linea con i mie principi generali e non è davvero poco, quindi stavolta mi eserciterò ad affidarmi a questo strambo destino che gioca a mischiarmi le carte anche quando mi sembra di averle fissate con il bostik

me

BUON COMPLEANNO

Stamattina mi sono svegliata con il dubbio di voler scrivere o meno questo post, che alla fine è un rito che mi accompagna da anni. Ieri tantissimi mi hanno scritto per farmi gli auguri e credo che per il primo anno, e ormai ne son passati 41, il mio ringraziamento non possa essere più vero. Da venerdì scorso sono chiusa in casa in isolamento perché mi sono beccata il mitico COVID è stato lui il mio unico compagno in questo strano compleanno. Eh già me lo sono beccato nonostante le mille attenzioni, nonostante non vada a cena fuori da tre mesi, nonostante mille cose. Appena me lo hanno comunicato alla comparsa dei primi sintomi ho provato una rabbia incredibile … eppure ero stata attenta. In un attimo tutte le polemiche da web hanno fatto cassa di risonanza buttandomi in una specie di giudizio universale. Da li i primi sintomi e quindi la fottutissima paura della malattia gestita in completa solitudine. Perché la mente lavora, oh già se lavora specie se è a casa nonostante cerchi di anestetizzarla con serie tv giochini su varie app, libri, riviste ecc, nonostante non guardi i tg tutta l’energia conflittuale di questi mesi che si respira ti investe come un tram in piena faccia.

Io mi sento quindi di non fare polemiche ma di far riflettere su questo: oltre ad essere così attenti nella ricerca degli errori degli altri , siate attenti ai bisogni degli altri … ai vicini che magari non vedete da un po’ e anche alle loro esigenze. è facile arrabbiarsi additando gli altri ma questa rabbia non farà di certo da scuso al virus …. perché comunque di quello si tratta …..

Quindi dopo alcuni giorni di sclero posso dire grazie a questo compleanno

  • perché c’è stato
  • perchè mi ha fatto sentire vicine le persone in modo diverso
  • perchè mi ha fatto pensare a quanto questo isolamento sociale ci stia anestetizzando
  • perchè mi ha fatto riscoprire aspetti di me che non ricordavo
  • perchè mi ha fatto lavorare ancora sul giudizio
  • perchè spero mi abbia portato in regalo la capacità di lasciar andare.

In ogni caso ieri ho festeggiato lo stesso, ho cucinato mi sono tolta il pigiama, ho fatto le foto di rito e ho aperto i regali che mi hanno lasciato sul pianerottolo. Grazie davvero a tutti per i pensieri di ieri , spero di rimettermi in forma il prima possibile vi lascio augurandovi buona giornata di Ognissanti ricordandovi di star più attenti ad essere presenti piuttosto che ad aver ragione.

Ora però caro virus … immagino che dentro di me si stia piuttosto comodi ma gradirei te ne uscissi. Cordialità.