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LIBRO 15/20

Ho iniziato a leggere questo libro perché ne ho sentito parlare su IG da diversi bookblogger (così si dice in termini moderni), non leggo libre sempre consigliati da loro ma francamente, visto la rapida produzione editoriale di questi anni, spesso si. Voglio dire pure i libri ormai vanno veloce, una volta compravi la stampa leggevi Tuttolibri (che credo esista ancora) te ne compravi uno …mettiamo di una saga, e aspettavi in trepidazione l’anno successivo per il sequel.. ora dopo sei mesi zac quello nuovo. Diventa quindi un po’ complicato scegliere un libro …per di più ogni cosa ha un costo e soprattutto tiene spazio perciò servono scelte oculate.

denso

Comunque questo libro è un romanzo che parla di relazioni familiari ambientato in un meridione disagiato e dal sapore antico, proseguendo la lettura sembra di essere in uno di quei romanzi di Verga dove i protagonisti non ne imbroccano una e sono perseguitati da una beffarda malasorte. Mi è piaciuto? NI; forse non l’ho capito molto, forse mi è stato pesante l’ingombrante presenza dialettale, forse tutta questa tensione nei rapporti va a trivellare nervi scoperti. Un libro che sconsiglio sotto l’ombrellone ..forse anche in estate, un libro che fa riflettere e ti lascia anche un po’ sporco perché tratta i sentimenti in modo decisamente non edulcorato.

Il libro racconta sostanzialmente la storia dei protagonisti senza però tessere una trama, non ci ricama su non crea un futuro ..racconta un passato e come questo si rifletta su un presente denso di emozioni complesse e spesso dure.

Fa per te se:

  • ami i romanzi dialettali
  • ami le storie familiari
  • ami le ambientazioni rurali

Non fa per te se:

  • ti annoiano gli intercalari dialettali
  • ti appesantiscono le storie che si portano dietro violenze familiari
  • cerchi una trama o una fitta storia
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LIBRO 14/20

“L’umiltà è trovare il nostro posto sotto le stelle”

Ecco la cosa buona di questo caldo è il fatto che si possono scegliere attività a risparmio energetico come la lettura. Questa volta tocca ad un saggio…. eh lo so ma non ho voluto strafare è da tanto che è li nello scaffale virtuale, andava letto. Da parecchio in giro sul web, specialmente sui social come IG, seguo persone che parlano di gentilezza , la bravissima illustratrice Burabacio ne ha fatto il tema dei suoi ultimi lavori e la divulga in tutti i modi (se non la seguite dove rimediare ed iscrivervi alla sua newsletter specie se avete figli) e la bravissima Lavinia con il suo graziendario e la pratica mindfulness ne è sicuramente ambasciatrice (anche si lei vi lascio il link.

Insomma di gentilezza se ne sta parlando di più ma sempre non abbastanza, molti “pensatori” iniziano a sostenere che la società abbia bisogno di una rieducazione in tal senso: alla gentilezza che ci apre gli occhi verso l’altro includendolo nel nostro mondo.

Ho quindi acquistato questo libro di Ferrucci perché è un celebre psicosintetista, allievo di Assagioli e quindi mi aspettavo trattasse l’argomento partendo da meteparadigni a me affini e con riferimenti a me già conosciuti e poi perchè volevo dare una connotazione mentale alla cosa senza cadere nella melensità. about:blankImmagineCarica una immagine, scegline una dalla tua libreria dei media o aggiungine una con un URL.CaricaSeleziona immagineInserisci dall’URL

Il libro, come previsto non mi ha deluso, è scritto bene, non annoia e non è troppo cervellotico, alla fine ci sono anche degli esercizi da fare in tranquilla autonomia. in più è suddiviso in brevi capitoli quindi la lettura può essere comodamente frazionata senza perdere il filo (questo serve a chi come me legge più cose contemporaneamente ahaha). Comunque Ferrucci esplora la gentilezza trattando singolarmente le sue manifestazioni fornendo moltissimi esempi e un sacco di storie.

Il testo parla di:

  • sincerità
  • innocuità
  • perdono
  • calore
  • appartenenza
  • contatto
  • fiducia
  • empatia
  • attenzione
  • umiltà
  • pazienza
  • generosità
  • rispetto
  • flessibilità
  • lealtà
  • memoria
  • gratitudine
  • servizio
  • gioia

insomma non è che la gentilezza sia un semplice “sorrisi e bonismo per tutti” leggere questo libro mi ha fatto riflettere parecchio su quante porte chiudiamo alle possibilità nella nostra giornata …occorre fare attenzione perchè da quelle porte può entrare qualcosa di bello.

Fa per te se:

  • ti interessa la tematica
  • ti piacciono i racconti
  • ti interessa la crescita personale
  • ti interroghi su temi inerenti la felicità
  • vorresti cambiare qualcosa

Non fa per te se

  • ti annoiano queste tematiche
  • pensi che il tema sia inflazionato
  • pensi che come si nasce si muore
  • sei allergico al cambiamento

A me il libro è piaciuto moltissimo proprio perché non fa enormi voli pindarici ma è ben ancorato alla quotidianità. Un libro da sottolineare e tenere in prima fila sullo scaffalale in modo da leggerlo ancora ed ancora quando ci sentiamo un po’ tristi e incompresi.

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LIBRO 13/20

Stasera sono caduta …ma non caduta tipo semplice…no cari miei caduta cinematografica con tanto di scivolata con arto inferiore incastrato nel cesto portabiancheria vuoto…. la mia goffaggine è davvero incredibile; ringrazio madre natura di avermi fatto coibentata …con airbag di serie e tendenzialmente rimbalzante…detto ciò prima ho fatto le scale coi lacrimoni domani potrei non essere al top …tutta colpa di una attimo di smania verso le pulizie domestiche.

una bella sorpresa

Veniamo però a noi …questo piccolo incidente mi ha dato la possibilità di finire un libro iniziato venerdì sera cioè “Le assaggiatrici”. Non è certo una nuova uscita, l’ho infatti comprato in offerta Feltrinelli tipo due libri a 9.99 e mi ricordavo delle belle recensioni sui profili di alcune bookinfluencer che seguo. Insomma l’ho preso anche se io non sono molto attratta dai romanzi ambientati nel periodo nazzista….non lo so li trovo sempre troppo toccanti alla fine li sogno e non è un bel sognare (quasi rimpiango is ogni post Stephen king).

Il romanzo è interamente incentrato sulla storia di Rosa Sauer che viene reclutata con altre donne a fare l’assaggiatrice del cibo del Furer prima che lo debba mangiare lui. il romanzo si svolge raccontando le storie di alcune ragazze del gruppo che diventano “amiche”. Il testo da moltissimi richiami di riflessione morale cos’è giusto e sbagliato quando si deve sopravvivere? esiste l’amicizia nella coercizione? e l’amore? Una storia davvero ricca e che ti tiene incollato per tutto il libro, scritto bene …non mi è troppo piaciuto il finale ma forse è perchè non avrei voluto finisse ancora. Gli uomini sono ovviamente presenti nel racconto ma si può dire che siano comunque una presenza marginale quasi di contorno …un romanzo femminista? non saprei non amo particolarmente le etichette …di certo un buon libro da tenere nella libreria di casa.

Fa per te se:

  • ami i romanzi ambientati in periodo bellico
  • sei appassionato della storia nazista
  • ami i romanzi femminili
  • ti piace farti domande ed elucubrazioni di natura morale
  • ti piacciono i finali a metà

Non fa per te se:

  • odi i finali a metà
  • non ti piace sentire lo stomaco contorcersi per le ingiustizie
  • preferisci i romanzi che non ti fanno domande
  • ritieni di saperne già troppo

Ecco in questo caso il libro non l’ho scelto per la copertina, anche perchè devo dire che la trovo parecchio inquietante.

Auguro a tutti una buona settimana …vi farò sapere se domani scenderò le scale o calerò una corda dal poggiolo.

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oggi inizio una settimana di ferie prima di gettarmi nel torrido agosto cittadino, lo dico per avvisare chi abbia dei piani, è risaputo che quando io sono in ferie il tempo di guasta definizione popolare del concetto di inizia il maltempo).

Ho passato un paio di settimane nella nuova casa Torino e ci sto davvero benissimo, ha le dimensioni giuste ed è inserta in una zona della città che trovo estremamente gradevole … aperta con un sacco di servizi e il venticello sempre presente (almeno fino all’ora di andare a letto…lì calma piatta e ventilatore a manetta). Ho girovagato alla ricerca di botteghe e servizi che secondo me sono indispensabile e ho trovato nascosto in una viuzza un negozio di formaggi pugliesi….potrebbero nascere nuove necessità.

Non mi rendevo davvero conto di quanto questo tempo passato a far incastrare orari di treno metro e bus mi creasse disagio e stress, me ne sono accorta ieri ….salendo in treno; non mi mancava:

l’eccessiva aria condizionata che ti fa venire i crampi da colica

le persone che non sono in grado di indossare la mascherina nei luoghi chiusi nonostante le chiare indicazioni del disco

le persone che si levano la mascherina per parlare al telefono e parlano per tutta la durata del viaggio …se i figli hanno mangiato, se sono con la loro fidanzata, melgio prenotare la cena che abbiamo un cucciolo nuovo e non ci fidiamo a venire …ma a me cosa diamine me me può fregare? nulla ma mi infastidisce questa diffusione di inutili onde sonore

il ritardo, su 45 minuti di viaggio vuoi non farne 10 di ritardo che poi insomma è quasi equivalente alla puntualità mica siamo in Svizzera

in dieci anni di viaggio ho mollato a Trentalia 8500 euro circa …me ne hanno restituito 30 un anno per il ricorso ritardi ….dieci anni in cui mi sono successe ogni tipo di avventure compreso l’incidente con un auto bloccata su binari ….con la generazione di 5 ore di ritardo …. un’esperienza assurda che mi fa dire: non siamo pronti a fare i pendolari …le strutture non ce lo permettono. Tutti parlano di essere green e spesso si spostano in auto per tutto: io odio guidare cerco di farlo il meno possibile ..ora qalmeno riesco a far tornare tutti i conti.

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NUOVA CASA

è da tanto che volevo scrivere questo post, ma per scaramanzia ho aspettato. Il vero regalo per i miei quarant’anni è stata una casa…con relativo mutuo a seguito. Lavorare a Torino e viaggiare era diventato pesante come pure svegliarsi al mattino alle 6 per entrare in servizio alle 9. Alla fine in dieci anni di vita pinerolese non sono riuscita a radicarmi, a parte le ragazze del mondo creativo non sono riuscita ad agganciare nuovi amici e mi sento sostanzialmente sola e stanca. Mio marito è occupatissimo con un lavoro che non ha regolarità nè orari e neppure domeniche e quindi spesso passo la domenica da sola….il che va anche bene ma se è l’unica scelta dopo un po’ pesa.

Con il salto nel nuovo decennio ho fatto parecchi bilanci e ho preso la decisione di prendere un piccolo bilocale a Torino che mi permetta di arrivare a piedi al lavoro e a fare la spesa, con un bar sotto casa e le persone che amo ad un tiro di schioppo.

nuovi inizi

Sono stati mesi difficili perchè la proposta d’acquisto l’ho fatta a fine novembre …il compromesso a fine gennaio e poi? Poi COVID e totale incapacità di comunicazione dell’agenzia immobiliare hanno fatto il resto. Comprare casa è sicuramente dispendioso, ma aver a che fare con tutti gli attori dello scambio l’ho trovato davvero deleterio per i miei neuroni. La scusa della giovane età non dovrebbe reggere data l’elevata quantità di soldi che ruotano attorno a queste transizioni. Ma alla fine tutto è finito bene e ora posso dire HO UNA CASA A TORINO dove poter esprimere la parte di me che sgambetta qui a Cantalupa. Raggiungo in fretta il lavoro e anche mia sorella ho tutte i confort vicino e un sacco di attività da scoprire. Sono felice e soddisfatta perchè crescere significa anche questo essere presenti alle proprie scelte e farle con il pensiero rivolto alla felicità personale perchè solo così potremo portare nel mondo gioia ed entusiasmo.

Ovviamente come ogni inizio ci sono un sacco di emozioni contraddittorie …gioia ma anche ansia per la burocrazia…il tempo personale cambia e mi accorgo di quanto stress fosse diventato abitudine …. e ora gambe in spalla a preparare scatoloni

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LIBRO 12/20

Rifletto sul fatto che, se l’atman è dentro di noi, ognuno deve scovare in sè la propria scintilla di energia divina.”

Ho comprato questo libro nel 2015 alla Feltrinelli di Porta Nuova, classico posto dove passo quando le Ferrovie dello Stato mi donano margini di ritardo piuttosto ampi. l’ho comprato perchè mi ha subito preso la copertina, colorata e con una grfica accattivante, il titolo poi “le infradito di Buddha” mi ha fatto subito sorridere e mi ha attirato a leggere la quarta di copertina. Risultato: è finito direttamente in cassa con me e probabilmente con qualche matita colorata arraffata senza resistere alla tentazione vicino alla cassiera.

Certo ci ho messo 5 anni a leggerlo …credo che alcuni libri li riusciamo a leggere solo quando sono pronti oppure semplicemente siamo ingordi e ci dimentichiamo di quello che abbiamo ancora da finire. Le ragioni non mi interessano, sono davvero contenta di averlo comprato e letto.

la ricerca del Sè

L’autore è Zap Mangusta noto personaggio radiofonico di RMC, o almeno noto per chi segue la radio…non certo per me; ho scoperto dopo chi fosse.

Il libro è lungo 335 pagine ed è pure scritto con un carattere 12 e fitto fitto; racconta del viaggio sulle montagne Himalayane di Zap con un gruppo di sconosciuti che hanno tutti il desiderio di trovare, lassù sul tetto del mondo alcune risposte a delle domande personali. C’è, quindi, nel libro il racconto di questo gruppo che procede sia fisicamente che spiritualmente verso la vetta con l’aiuto degli sherpa ma ad ogni tappa l’autore racconta di un personaggio della filosofia o religione indiana. Bellissime le descrizioni dei paesaggi, ho trovato però davvero ben enunciati i principi filosofici di questa cultura: lo stile colloquiale …un po’ socratico rimane davvero fissato nella mente.

Fa per te se:

  • sei un po’ in fissa con il pensiero orientale
  • stai seguendo dei percorsi di crescita personale che si basano sui principi della filosofia orientale
  • sei curioso di conoscere un po’ meglio un pensiero antichissimo
  • ti piacciono i racconti
  • ami la filosofia non pomposamente accademica
  • ti piace evidenziare frasi da ricordare
  • ti piacciono le pillole di ….

Non fa per te se:

  • detesti i libri che decollano lentamente
  • ti annoi a leggere dell’umano pensiero
  • ritieni che la filosofia debba essere letta solo su libri accademici
  • pensi che il pensiero orientale sia noioso
  • odi i libri lunghi
  • sei un fanatico dell’approfondimento

Insomma un libro che a me è davvero piaciuto perché mi ha fatto venir voglia di leggere molto altro su questo argomento, d’altronde a cosa servono i libri se non a far venir voglia di leggerne altri?

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LIBRO 11/20

Doveva essere un sabato all’insegna dei 35 gradi, sono andata prestissimo al mercato, finalmente mangerò nuovamente verdure buonissime, e a fare la spesa in modo da sbrigare le faccende prima della calura; risultato: alle 16 primo round di pioggia che ancora non smette.

Ho un po’ di libri a fine lettura, non sono romanzi ma manuali, ve ne parlerò lo stesso perché mi sono di grande aiuto.

Da un po’ di tempo ho inserito nella mia quotidianità meditazione e pratiche mindfulness per cercare di mantenere un po’ di salubrità mentale ahaha… La mia insegnante di yoga mi ha consigliato il “Miracolo della Presenza mentale” di Thich Nhat Hanh che è stato fondamentalmente il precursore della modernissima mindfulness (che poi non si capisce perchè una volta che si affibbi un nome inglese ad un prodotto questo diventi immediatamente più appetibile).

esercitiamo la presenza

Lavorare sulla consapevolezza e sulla presenza mentale non è nulla trascendentale è solo una questione di disciplina ed attenzione, il libro è piccino ma ricchissimo di ispirazione per mettere in pratica la teoria.

fa per te se:

  • ti piacciono i libri brevi
  • sei interessato allo yoga alla meditazione e alle tecniche di respiro
  • ti piacciono i libri lenti
  • capisci lo humor zen
  • ti interessa il pensiero orientale

non fa per te se:

. odi i libri lenti

. non apprezzi le battute zen

. sei un tipo ultra attivo

. pensi sia inutile per la tua crescita personale

Imparare a conoscere come funziona il nostro osservatore interno è utile per imparare come gestire meglio le situazioni stressanti e i conflitti interni ed esterni. Non tragga in inganno il titolo, la mente è importante ma tutto il libro ruota attorno agli insegnamenti atti a placarne l’incessante interferenza che il suo vociare ha nella nostra vita.

Insomma un libro da tenere li sul comodino e leggere poco alla volta lasciando davvero che si faccia strada nei nostri pensieri, un libro che cresce con noi e che letto e riletto assume sempre nuovi significati. Assolutamente da avere cartaceo per poterlo vivere meglio.

ti interessa approfondire? Su IG seguo la bravissima Lavinia che da un sacco di strumenti per avvicinarsi pian piano a questo mondo

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POLLICE VERDE …

tu come sei messo con il rapporto con i vegetali? io ho sempre pensato di aver e il pollice nero…direi praticamente in cancrena…. ai tempi del primo lavoro (correva l’anno 2002) ho fatto morire anche l’edera (immortale secondo papà).

la perfezione dei fiori

non è che io sia pessimista ma veramente ogni pianta che è arrivata a casa mia è volata direttamente nel Walallah dei vegetali nonstante io abbia dei genitori che se gettano un seme in un fazzoletto di terra arido fanno crescere un albero.

In questi anni in cui ho vissuto da sola (ormai quasi 20) ho provato davvero tante volte e ho sempre fallito…ora però la situazione è migliorata ….di certo non sono diventata la donna del fagiolo magico ma, nell’ordine:

ho una margherita da 4 anni da cui grazie ad una talea ne ho prodotto una seconda

ho ben 4 orchidee la cui più vecchia ha 3 anni e non hanno mai smesso di fiorire

ho due rose che hanno due anni

ho tre gerani da due stagioni

la fucsia dello scorso anno ancora è viva

lo so lo so non è granché ma per me è un super risultato ed ho capito una cosa…non è che la questione è il colore del pollice ma come sempre la cura che dedichiamo alle cose. Da quando ho iniziato a dedicare del temo alle piante: pulendole, bagnandole, cambiando terriccio e vaso, fertilizzandoli a modino loro mi hanno ricompensata con ampie fioriture e via si è dissolta la leggenda del mio pollice nero.

E il vostro?

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INIZIARE IL LAVORO A MAGLIA

non lo so quante persone che leggono le cose che scrivo siano appassionati di maglia, probabilmente almeno una decina. Per tutti gli altri leggete lo stesso, mettete caos che decidiate di avvicinarvi a questo bellissimo mondo potreste farlo in modo più consapevole.

Errori da non fare:

acquistare filato prima di aver scelto il pattern

collezionare pattern gratuiti come non ci fosse un domani

Consigli:

scegli un negozio di fiducia, dove poter chiedere consigli e poter imparare a conoscere i filati e a leggere gli schemi, il mio è filosofia lana e filati di Antonella, ha dei bellissimi filati ed è super competente (vi lascio il link del negozio online)

cerca un gruppo di knitter nella tua città… guarda su fb nei vari gruppi di maglia (la ricerca è piuttosto semplice) così ti divertirai di più ed avrai la possibilità di confrontarti con persone che ti insegneranno mille trucchetti che nessuno schema ti insegnerà

impara a leggere le etichette dei gomitoli e fai esercizio guardando video su you tube io ad esempio imparato guardando quelli di Emma Fassio

iscrivetevi a Raverly una comunity di knitters internazionale dove troverete un sacco di spunti e potrete capire qual è il vostro stile anche in base alla vostra corporatura

prova a lavorare coi ferri dritti e con i circolari e poi decidi quale preferisci perchè è vero che f moderno usare i circolari ma quelli dritti non sono Satana. Il vantaggio di quelli circolari è che non fanno venire male alla cervicale

segui dei blog o dei podcast..nel mio caso il preferito è quello di badialima perché da ottimi spunti circa filti modelli, designer e anche sui libri e riviste

cerca delle designer che abbiano uno stile che ti rispecchia e non le mollare

insomma è bellissimo dedicarsi a quest’hobby perchè è rilassante e permette di creare abiti che migliorano la propria immagini perchè sono sempre ed assolutamente originali e poi permette di fare un sacco di nuove amicizie…ma è meglio partire con metodo per non trovarsi subissati di filati e progetti non finiti

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RICORDI ….

Ogni tanto capita che un profumo, un suono o una situazione ci riportino alla mente ricordi, a voi mai? magari te ne stai li seduto sulla panchina nel parco e ti arriva la voce di qualcuno che sembra essere il tuo compagno di scuola alle superiore …oppure senti una canzone che ti riporta all estati in cui andavi alla feste di paese sperimentando i primi amori.

Spesso a me i ricordi arrivano proprio dagli oggetti… cioè dalla vera e propria materia, spero che la tendenza a non buttare nulla mi aiuti a provare quella bella sensazione che ti attraversa quando tocchi un oggetto che ti riporta in un’altra dimensione (o almeno il mio alibi è questo, prima o poi una di quelle trasmissioni americane sugli accumulatori seriali mi avrà a protagonista hihi).

Qualche settimana fa, al finire del mitico lock down mi madre mi ha regalato una pianta grassa figlia di una vecchissima pianta. Vecchissima quanto? Pensate che era stato un regalo organizzato da noi bambini di quinta elementare con l’aiuto della maestra (cioè il suo aiuto era stato fornire quelli che in dialetto si chiamano piantin). Quella pianta grassa, il cui nome dovrebbe essere coda di topo (ma mi avvalgo del quinto emendamento) è vissuta a casa di mamma per 30 anni diventando grande e piena di figli e fiori, da parecchio avevo chiesto a mamma di darmene alcuni e finalmente desiderio soddisfatto.

coda di topo

ogni volta che guardo quella piccola pianta, che poi quella di mamma tanto piccola non è, mi viene in mente quella maestra e gli anni delle elementari; frequentate in una piccola e vecchia scuola di montagna con altri 4 bambini in una pluriclasse (cerano con noi altri due bambini un anno più piccoli) direte voi che dolcezza sarà stata una maestra dolcissima…..

Ma de che il suo soprannome era La Crua che in dialetto significa “la cruda” diciamo che le sue doti empatiche erano decisamente scarse e ci ha accolti a 7 anni in modi che adesso probabilmente i genitori chiamerebbero il WWF immediatamente. Con lei però ho imparato tantissimo: di certo quasi nulla sull’amore ma tutto sullo sforzo e sull’impegno per arrivare alle cose che desidero e molto anche sulla rettitudine morale.

Grazie a lei ho imparato la disciplina e la tenacia e ho potuto sviluppare la mia immaginazione e il mio amore per i libri che crescevano anche per avere un po’ di riconoscimento da lei …. la mia sindrome del bravo bambino di certo li si è ben sedimentata … ma veramente in questi 40 anni mi guardo indietro ed ancora la vedo in piedi nei sui grembiuli marroni, secca secca di fianco alla lavagna ad ascoltarci leggere il sussidiario.

insomma questa piccola pianta che adesso è da me ha per me un valore affettivo davvero grande perchè è una pianta che punge ma che se le dai le giuste cure, la giusta luce ed il giusto calore diventa una bellissima pianta e fa dei fiori che racchiudono in sè la perfezione della natura. Tutto questo a volte attraversa la mente guardando un oggetto o semplicemente ricevendo un regalo bellissimo